Negli Stati Uniti sta emergendo una nuova categoria di consumo che sta attirando grande attenzione: le bevande alla cannabis a base di THC, quasi sempre analcoliche e a basso dosaggio.
L'informazione
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Negli Stati Uniti sta emergendo una nuova categoria di consumo che sta attirando grande attenzione: le bevande alla cannabis a base di THC, quasi sempre analcoliche e a basso dosaggio.

Negli ultimi mesi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è finito al centro del dibattito pubblico per alcune affermazioni altamente controverse – e scientificamente infondate – sul tema della cannabis light e del consumo di sostanze in Italia. Le sue dichiarazioni non solo mancano di basi empiriche, ma sembrano anche parte di una strategia comunicativa che mira più a rafforzare un impianto ideologico repressivo che a descrivere fedelmente la realtà.

In un panorama in cui i riflettori sono spesso puntati su THC e CBD, un nuovo protagonista si sta facendo strada nel mondo della cannabis terapeutica: il CBG, o cannabigerolo. Meno noto al grande pubblico, ma oggetto di crescente interesse scientifico, questo composto sta suscitando entusiasmo per le sue potenzialità sul piano della salute mentale, neurologica e immunitaria.

La tetraidrocannabivarina (THCV) è un composto naturale presente nella pianta di cannabis, in particolare nelle varietà Sativa. Pur condividendo alcune somiglianze con il più noto THC, il THCV si distingue per la sua assenza di effetti psicoattivi e per una serie di potenziali benefici terapeutici che stanno attirando l’interesse della comunità scientifica.

La paranoia è una condizione mentale in cui si sviluppano pensieri di sospetto esagerati o infondati, accompagnati spesso dalla sensazione di essere osservati, giudicati o perseguitati senza che vi siano elementi concreti a confermarlo.

La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo ha recentemente approvato un’importante modifica all’interno della nuova Politica Agricola Comune (PAC): l’introduzione di una soglia unica dello 0,5% di THC per la canapa industriale. La misura entrerà in vigore a partire dal 2028 e rappresenta un passaggio fondamentale verso una regolamentazione armonizzata a livello europeo.

Negli ultimi anni il dibattito sulla canapa industriale in Italia si è fatto sempre più acceso, complici i continui sequestri, le denunce, le incertezze normative che gravano su un intero settore produttivo e ultimo, l’articolo 18 del DL sicurezza che vorrebbe abbattere l’intero settore. Probabilmente con questo esecutivo, la situazione potrebbe rimanere in fase di stallo. Ma nel pensiero comune della politica la canapa sembra aver fatto breccia.

In Olanda, la polizia ha rinvenuto tracce di cannabis in alcune confezioni di caramelle del noto marchio Haribo. Le indagini sono scattate dopo che diverse persone, tra cui alcuni bambini, hanno accusato malori in seguito al consumo delle caramelle, manifestando sintomi come capogiri e vertigini.

Mentre il governo italiano intensifica la sua crociata contro la cannabis light — attraverso l’articolo 18 del cosiddetto Decreto Sicurezza che vieta la coltivazione e la vendita delle infiorescenze con THC inferiore allo 0,3% — in Germania, dove la cannabis a uso ricreativo con THC è stata legalizzata da oltre un anno, si registra un dato sorprendente: gli incidenti stradali sono in calo.

Abbiamo avuto il piacere di conversare con Naike Rivelli, da anni promotrice della cannabis terapeutica, la quale ha condiviso con noi la sua esperienza e il suo rapporto con la cannabis terapeutica.