L’Olanda viene spesso identificata come il Paese europeo più permissivo nei confronti della cannabis. In realtà, il quadro normativo è molto più complesso di quanto comunemente si creda. Sebbene i coffeeshop autorizzati possano vendere cannabis in determinate condizioni, questo non significa che sia consentito acquistarla liberamente su Internet.
Eppure, una semplice ricerca online restituisce decine di siti che promettono consegne rapide, pagamenti sicuri e spedizioni discrete. Le piattaforme appaiono curate, riportano recensioni apparentemente positive e presentano un servizio clienti simile a quello di un normale e-commerce. Ma quanto c’è di legale dietro queste offerte?
La vendita online di cannabis con THC non è consentita
Nei Paesi Bassi la vendita di cannabis è regolata da un sistema di “tolleranza” (gedoogbeleid), che riguarda esclusivamente i coffeeshop autorizzati e solo nel rispetto di precise condizioni. Questo regime non si estende però al commercio via Internet.
La cannabis contenente THC rientra infatti nella normativa sugli stupefacenti e non può essere commercializzata online attraverso normali piattaforme di e-commerce né spedita tramite i comuni servizi postali. Di conseguenza, i numerosi siti che pubblicizzano la vendita di marijuana o hashish con consegna a domicilio operano al di fuori del quadro legale.
Diversa è invece la situazione dei prodotti che non contengono quantità rilevanti di THC. Articoli come alcuni oli di CBD o altri derivati privi di effetti psicotropi possono essere commercializzati online nel rispetto della normativa applicabile, proprio perché non ricadono nelle stesse restrizioni previste per le sostanze stupefacenti.
L’inchiesta di Radar
Per comprendere come sia possibile trovare così facilmente questi negozi online, il programma televisivo olandese Radar ha dedicato un’inchiesta al fenomeno, cercando di chiarire quali siano i limiti dell’attuale sistema di controllo.
L’indagine evidenzia una situazione apparentemente paradossale: siti che offrono cannabis con THC rimangono facilmente accessibili attraverso i motori di ricerca, nonostante la vendita online sia vietata. Questo alimenta nell’utente la falsa impressione che l’attività sia perfettamente lecita.
Le autorità conoscono questi siti
Secondo la Polizia nazionale olandese, le piattaforme che pubblicizzano la vendita di cannabis sono già note agli investigatori. Il problema principale, tuttavia, è risalire ai reali gestori.
Molti di questi siti non riportano informazioni societarie verificabili, non indicano un numero di registrazione presso la Camera di Commercio o un indirizzo fisico realmente identificabile. Inoltre, le infrastrutture informatiche sono spesso ospitate su server situati all’estero, mentre la gestione può essere affidata a società o persone difficili da individuare.
Le forze dell’ordine spiegano che questa struttura rende particolarmente complessa l’identificazione dei responsabili e rallenta gli interventi di contrasto.

L’oscuramento dei siti spesso non basta
Anche quando un portale viene individuato e ne viene disposto l’oscuramento, il problema raramente si risolve definitivamente.
È infatti frequente che gli stessi operatori registrino nuovi domini, ricreino il sito con un nome differente oppure trasferiscano l’attività su altre piattaforme, tornando rapidamente online. Si tratta di una dinamica già osservata in altri settori del commercio illecito sul web, dove la velocità di riapertura supera spesso quella degli interventi di blocco.
I controlli sulle spedizioni postali
Per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti attraverso il sistema postale, nei Paesi Bassi operano unità specializzate come il Post Interventie Team (PIT) e l’Hit & Run Postal Team (HARP).
Questi reparti effettuano controlli mirati sui pacchi e collaborano con gli operatori postali per individuare spedizioni sospette contenenti droga. Nonostante ciò, il numero estremamente elevato di pacchi movimentati ogni giorno rende impossibile verificare ogni singola spedizione, lasciando inevitabilmente margini di azione alle organizzazioni criminali.
Quali rischi corre chi acquista
Oltre alla possibilità di non ricevere mai il prodotto ordinato o di essere vittima di una truffa, acquistare cannabis con THC attraverso siti non autorizzati comporta anche potenziali conseguenze giuridiche.
Secondo quanto riferito dalla Polizia nazionale olandese nell’ambito dell’inchiesta di Radar, gli acquirenti non sono stati generalmente oggetto di procedimenti penali nei casi esaminati. Questo, tuttavia, non significa che l’acquisto sia privo di rischi o che sia automaticamente consentito.
Ogni situazione può infatti essere valutata caso per caso, mentre restano concreti i rischi economici, la perdita del denaro versato, il sequestro della merce e le possibili implicazioni derivanti dall’acquisto di sostanze vendute al di fuori dei canali consentiti.
Una distinzione importante
L’idea che nei Paesi Bassi sia possibile acquistare cannabis liberamente anche online è quindi fuorviante. Il sistema di tolleranza olandese riguarda esclusivamente la vendita effettuata dai coffeeshop autorizzati e non costituisce un’autorizzazione generale al commercio via Internet.
La presenza di numerosi siti facilmente reperibili attraverso i motori di ricerca non rappresenta una prova della loro liceità. Al contrario, le autorità invitano i consumatori a prestare la massima attenzione, ricordando che dietro piattaforme apparentemente professionali possono nascondersi attività prive di qualsiasi trasparenza e, in alcuni casi, vere e proprie organizzazioni dedite al commercio illecito.

