Vado Ligure, segnalato, arrestato e assolto: la cannabis era per …
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Vado Ligure, segnalato, arrestato e assolto: la cannabis era per …

Raffaele ha trentquattro anni, una moglie, due figli e una vita normale. Lavora, paga l’affitto, rispetta le regole. È una di quelle persone che lo Stato dovrebbe proteggere, non distruggere. Eppure nel 2025, in Italia, è proprio questo Stato che lo ha trasformato in un criminale.

Una coalizione composta da circa 80 organizzazioni internazionali, tra cui enti per la salute pubblica, associazioni di advocacy per la politica sulle droghe, gruppi per la riduzione del danno e sostenitori della libertà digitale, ha inviato una lettera aperta a Meta Platforms Inc., accusando l’azienda di ostacolare la libertà di espressione riguardo ai contenuti educativi e scientifici su cannabis, psichedelici e politiche di riduzione del danno.

Una piantina curata con attenzione, non per lucro ma per necessità . È cominciata così la storia di Walter De Benedetto, affetto da artrite reumatoide, una malattia cronica e degenerativa che gli provocava dolori insopportabili, spesso insensibili alle cure farmacologiche tradizionali.

Negli ultimi anni abbiamo più volte approfondito un tema di grande rilevanza: l’illusione della guerra alla droga . Abbiamo costantemente evidenziato le ragioni per cui le politiche repressive si sono rivelate inefficaci e fallimentari.

Un breve filmato registrato all’interno di un’aula di tribunale durante un processo: un giovane di diciassette anni risponde alla domanda del Pubblico Ministero – “Ricorda quanto hashish ha acquistato?” – con un’espressione quasi ironica e una risposta apparentemente insignificante: “Cinque euro dai, due canne.” Il suo volto lascia trasparire una smorfia che somiglia a un sorriso beffardo, come se volesse sottintendere: “Davvero sono qui per questo?”

Spesso vi abbiamo parlato della finta guerra alla droga che le istituzioni attuano sul territorio italiano. Una battaglia che effettivamente si scatena contro la persona, contro i giovani e non contro la vera e propria criminalità . Come sempre, premettiamo, che non vogliamo in alcun modo incentivare l’utilizzo di sostanze stupefacenti, ma portare alla luce l’attuale interpretazione di tale fenomeno da parte dello Stato.

Il dibattito sulla regolamentazione della cannabis evidenzia le profonde differenze tra paesi che adottano politiche progressiste e altri che restano ancorati a visioni repressive ormai superate. Un esempio emblematico è quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove il Maryland ha recentemente annullato 175.000 condanne legate al consumo e al possesso di cannabis, segnando un importante passo avanti nella revisione delle politiche proibizioniste.

La legislatura è iniziata da neanche due giorni, e già i guai sono in arrivo. La destra di questo Paese continua a fare della guerra alla cannabis un folle, dannoso e stupido baluardo ideologico. Non soltanto rendendo piena di ostacoli la via verso la legalizzazione, ma volendo andare a colpire persino ciò che oggi è GIÀ legale.

Un uomo, disoccupato a causa della pandemia, si è trovato di fronte a un dilemma: curarsi con la cannabis prescritta dal medico, ma con un costo di 840 euro al mese, oppure coltivare la propria erba. La seconda opzione, però, gli è costata cara: sequestro di tutto il raccolto e denuncia penale.