Una rapina studiata nei dettagli si è trasformata in un fallimento grazie al tempestivo intervento dei carabinieri.
Nella notte tra sabato e domenica, un gruppo di cinque uomini ha preso d’assalto un’azienda agricola di Casaleone, in provincia di Verona, specializzata nella coltivazione e lavorazione della canapa, riuscendo inizialmente a impossessarsi di centinaia di chilogrammi di prodotto. La fuga, però, è durata poco: tutti i componenti della banda sono stati arrestati nel giro di poche ore.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’azione è scattata intorno alle tre del mattino. I malviventi, arrivati con due furgoni dotati di cassone, hanno forzato l’ingresso dello stabilimento sfondando il cancello e si sono diretti rapidamente verso i magazzini dove era custodita la merce pronta per la distribuzione commerciale.
Il piano sembrava procedere senza intoppi fino a quando i rapinatori si sono trovati di fronte alcuni dipendenti presenti all’interno della struttura. Gli operai, tutti di origine indiana, sono diventati testimoni scomodi dell’azione criminale. Per evitare di essere ostacolati, i componenti del gruppo hanno reagito con violenza: uno dei lavoratori è stato colpito al volto con spray urticante, riportando lesioni che hanno richiesto assistenza medica.
Nonostante l’aggressione e i momenti di forte tensione, i rapinatori hanno continuato a caricare la refurtiva sui mezzi. In pochi minuti sono riusciti a trasferire circa tre quintali di prodotti confezionati, pronti per essere immessi sul mercato.
A cambiare l’esito dell’episodio è stata la prontezza di uno degli operai presenti. L’uomo è riuscito a sottrarsi al controllo della banda e a contattare il numero di emergenza 112, fornendo indicazioni decisive sull’accaduto. La segnalazione ha attivato immediatamente un vasto dispositivo di intervento che ha coinvolto diverse pattuglie dell’Arma provenienti dai territori di Sanguinetto, Legnago, Minerbe e Nogara.
All’arrivo delle forze dell’ordine, uno dei presunti responsabili è stato fermato direttamente all’interno dell’azienda. Gli altri quattro hanno invece tentato la fuga a piedi attraverso i terreni agricoli circostanti, sperando di sfruttare il buio per far perdere le proprie tracce. La ricerca, però, si è conclusa rapidamente grazie a un capillare controllo dell’area rurale, che ha consentito ai militari di rintracciare e bloccare tutti i fuggitivi.
Gli arrestati hanno un’età compresa tra i 24 e i 61 anni e risultano residenti nella provincia di Trento. Secondo quanto emerso dalle verifiche, sarebbero già conosciuti dalle forze dell’ordine per precedenti vicende giudiziarie.
Nel corso delle perquisizioni, i carabinieri hanno recuperato integralmente la merce sottratta all’azienda e sequestrato il materiale utilizzato durante l’azione: i due furgoni impiegati per il trasporto della refurtiva, passamontagna, spray irritante, utensili da scasso e vari dispositivi elettronici. Nelle vicinanze è stata inoltre individuata un’autovettura di elevata cilindrata che, secondo gli investigatori, avrebbe dovuto rappresentare il mezzo finale per la fuga dopo l’abbandono dei furgoni.
Per tutti e cinque gli indagati è scattata l’accusa di tentata rapina aggravata in concorso. Dopo l’arresto sono stati trasferiti nel carcere di Montorio. Due giorni più tardi il giudice del Tribunale di Verona ha convalidato il provvedimento, disponendo il mantenimento della custodia cautelare in carcere in vista dei successivi sviluppi processuali.
Un fenomeno in aumento
L’episodio di Casaleone non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni le aziende attive nel settore della canapa industriale e della cannabis light sono diventate sempre più spesso bersaglio di furti e rapine, attratti dall’elevato valore commerciale delle infiorescenze e dei prodotti derivati.
In diversi casi le bande hanno agito con modalità organizzate, prendendo di mira magazzini e depositi di stoccaggio. Tra gli episodi più gravi figura la rapina avvenuta a Vignolo, nel Cuneese, dove un commando armato riuscì a sottrarre oltre 120 chilogrammi di cannabis light dopo aver immobilizzato il custode della struttura.
Le indagini dei carabinieri portarono successivamente all’identificazione dei presunti responsabili e al recupero di gran parte della refurtiva. Un fenomeno che sta spingendo molte imprese del comparto a rafforzare le misure di sicurezza per proteggere merci e lavoratori.
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