L’utilizzo dell’auto istituzionale per esigenze personali, comprese alcune trasferte che secondo le contestazioni sarebbero state legate all’acquisto di sostanze stupefacenti, è costato una condanna per danno erariale a Gianfranco Miccichè, ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana.
La sezione giurisdizionale della Corte dei conti ha stabilito che Miccichè dovrà versare 31.103 euro all’ARS, ai quali si aggiungono altri 11.660 euro da corrispondere in solido con il suo ex autista Maurizio Messina. La sentenza è stata pronunciata il 10 giugno 2026 e depositata il 28 settembre.
Anche Messina è stato condannato al pagamento di 13.591 euro. Entrambi dovranno inoltre sostenere le spese processuali stabilite dai giudici.
Dalle commissioni personali agli stupefacenti
La vicenda riguarda l’utilizzo dell’Audi messa a disposizione per lo svolgimento delle funzioni istituzionali. Secondo quanto ricostruito nel procedimento contabile, la vettura sarebbe stata impiegata in numerose occasioni per attività prive di collegamento con l’incarico pubblico.
Tra gli episodi contestati figurano trasferimenti di familiari e componenti dello staff, ma anche il trasporto di medicinali, piante, generi alimentari ed effetti personali tra Palermo e Cefalù.

La parte che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda però sette episodi nei quali l’auto istituzionale sarebbe stata utilizzata per l’acquisto di sostanze stupefacenti.
Le precedenti indagini della Procura di Palermo avevano indicato nello specifico la cocaina, che secondo l’accusa sarebbe stata anche recapitata al politico attraverso l’utilizzo della vettura di servizio.
Il punto centrale della decisione della Corte dei conti non è però il consumo della sostanza in sé, bensì l’impiego di mezzi e risorse pubbliche per finalità esclusivamente private.
La condanna non è per possesso o consumo di droga
È importante distinguere i diversi piani giudiziari. Quella depositata a settembre è infatti una sentenza della magistratura contabile per danno erariale, non una condanna penale per acquisto o consumo di stupefacenti.
Parallelamente esiste un procedimento penale. Nel marzo 2025 il giudice per l’udienza preliminare di Palermo ha disposto il rinvio a giudizio di Miccichè con le accuse di peculato e concorso in truffa aggravata in relazione all’utilizzo dell’auto di servizio.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, tra marzo e novembre 2023 la vettura sarebbe stata impiegata decine di volte per viaggi e commissioni personali. Quel procedimento deve però ancora arrivare a una conclusione definitiva e le contestazioni penali non possono quindi essere presentate come fatti già accertati da una sentenza di condanna.
La decisione della Corte dei conti riguarda invece la responsabilità per il danno provocato alle casse pubbliche. Ed è proprio questo l’elemento che distingue il caso dalla semplice questione del consumo personale di una sostanza: a essere giudicato è soprattutto l’utilizzo di un bene pubblico e del personale dell’amministrazione per soddisfare esigenze private.
Fonti e approfondimenti
RaiNews – 28 settembre 2026: “Uso illecito dell’auto blu, la Corte dei Conti condanna Miccichè e l’autista”
Leggi la fonte RaiNews – ANSA – 12 marzo 2025: “Auto blu per fini privati, a giudizio Gianfranco Miccichè”
Leggi la fonte ANSA – ANSA – 20 maggio 2024: “L’auto blu per il gatto e la droga, Miccichè nei guai”
Leggi la fonte ANSA – La Sicilia – 28 settembre 2026: “Miccichè e il suo autista condannati dalla Corte dei Conti”
Leggi la fonte La Sicilia

