L’Uruguay si prepara a compiere un nuovo passo nella regolamentazione della cannabis, valutando l’apertura del mercato legale anche ai turisti e agli stranieri che soggiornano temporaneamente nel Paese.
Una decisione che potrebbe rappresentare un’importante evoluzione del modello introdotto nel 2013, quando lo Stato sudamericano divenne il primo al mondo a legalizzare e regolamentare l’intera filiera della cannabis destinata al consumo adulto.
L’apertura ai non residenti non è ancora operativa, ma è stata inserita nella Strategia nazionale sulle droghe 2026-2030. Il progetto ha inoltre ricevuto una nuova conferma il 5 ottobre 2026, quando i vertici dell’autorità nazionale di regolamentazione hanno illustrato le possibili modifiche normative.
Come funziona attualmente il mercato della cannabis in Uruguay
La legge n. 19.172, approvata nel dicembre 2013, ha introdotto un sistema nel quale lo Stato controlla produzione, distribuzione e commercializzazione della cannabis.
I cittadini maggiorenni e i residenti permanenti possono accedere legalmente attraverso tre modalità: acquisto nelle farmacie autorizzate, coltivazione domestica registrata oppure adesione a un club cannabico.
La vendita nelle farmacie, avviata nel luglio 2017, prevede un limite ordinario di 40 grammi mensili per acquirente registrato.
Il sistema presenta tuttavia una contraddizione: il consumo personale non è penalizzato, ma i turisti non possono acquistare cannabis attraverso i canali regolamentati. Questa esclusione rischia di indirizzare parte della domanda verso fornitori illegali, nonostante l’esistenza di un mercato controllato.
È proprio questa situazione che le autorità intendono modificare.

Cosa prevede la nuova strategia per i turisti
La Strategia nazionale sulle droghe 2026-2030, approvata il 6 marzo 2026, propone di estendere l’accesso al mercato regolamentato anche alle persone prive di residenza permanente.
Il 5 ottobre, Martín Rodríguez, direttore esecutivo dell’Instituto de Regulación y Control del Cannabis (IRCCA), ha confermato che l’organismo sta lavorando alle soluzioni giuridiche necessarie.
Secondo quanto riferito, la proposta è già arrivata all’esame del potere esecutivo, dopo un percorso di valutazioni tecniche e istituzionali.
L’intervento potrebbe essere realizzato attraverso un decreto governativo, modificando le attuali condizioni di accesso senza necessariamente approvare una nuova legge.
Non sono però ancora stati stabiliti tempi, modalità di registrazione e quantitativi acquistabili dai turisti.
L’obiettivo dichiarato non consiste nel trasformare l’Uruguay in una destinazione per il turismo della cannabis, ma nel permettere anche ai visitatori adulti di utilizzare canali legali, riducendo il ricorso al mercato clandestino.
Un mercato in crescita e un sistema da riformare
La possibile apertura arriva mentre il mercato regolamentato continua a espandersi.
Secondo l’IRCCA, al 30 aprile 2026 erano 120.083 le persone abilitate ad accedere legalmente alla cannabis: 88.955 acquirenti registrati nelle farmacie, 20.798 membri dei club e 10.330 coltivatori domestici.
Nel 2025 le farmacie hanno commercializzato oltre 4,2 tonnellate di cannabis, registrando un nuovo massimo annuale.
Un rapporto governativo pubblicato nel marzo 2026 ha inoltre evidenziato un significativo ridimensionamento del narcotraffico tradizionale: la quota di consumatori che utilizzava questa fonte di approvvigionamento è passata dal 58% del 2014 al 6,7% del 2024.

Il dato non dimostra la scomparsa del mercato illegale, ma suggerisce che una regolamentazione accessibile possa contribuire a sottrargli una parte importante della domanda.
La nuova strategia punta anche a eliminare l’obbligo di scegliere un’unica modalità di approvvigionamento, rafforzare l’IRCCA e rivedere i limiti imposti ai club cannabici.
Parallelamente vengono previsti maggiori interventi di prevenzione e controlli sulla guida sotto l’effetto del THC.
Una scelta che potrebbe influenzare altri Paesi
L’eventuale accesso dei turisti rappresenterebbe un precedente significativo nel dibattito internazionale sulla regolamentazione.
Molti modelli legali continuano infatti a limitare l’approvvigionamento ai residenti, lasciando irrisolto il problema dei visitatori stranieri.
L’Uruguay potrebbe dimostrare che includere anche i non residenti non significa necessariamente incentivare il consumo, ma estendere le garanzie di un sistema controllato.
Resta comunque una distinzione fondamentale: il governo ha indicato una direzione politica, non ha ancora autorizzato gli acquisti turistici.
La vera svolta arriverà soltanto con l’approvazione delle modifiche normative. Nel frattempo, l’esperienza uruguaiana continua a offrire elementi concreti per valutare se contrastare il mercato illegale attraverso la regolamentazione possa risultare più efficace della semplice proibizione.
Fonti e approfondimenti
Hanf Magazin – L’Uruguay apre il mercato legale della cannabis ai turisti — 16 settembre 2026.
Junta Nacional de Drogas – Estrategia Nacional de Drogas 2026-2030 — Documento ufficiale.
Paysandú Online – Uruguay valuta l’accesso legale alla cannabis per gli stranieri — 5 ottobre 2026.
IRCCA – Rapporto sul mercato della cannabis, gennaio-aprile 2026 — Dati ufficiali.
Presidenza dell’Uruguay – Valutazione degli effetti della regolamentazione sul narcotraffico — 20 marzo 2026.

