Negli ultimi giorni stanno circolando in rete indiscrezioni riguardanti una possibile futura indisponibilità in Italia dei prodotti a base di cannabis terapeutica commercializzati da Bedrocan.
L'informazione
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Negli ultimi giorni stanno circolando in rete indiscrezioni riguardanti una possibile futura indisponibilità in Italia dei prodotti a base di cannabis terapeutica commercializzati da Bedrocan.

È una storia che parla di burocrazia, distanza geografica e fatica quotidiana quella che coinvolge una famiglia di Forlì, Laura R. di 79 anni, impegnata da tempo a garantire alla madre 97enne una terapia a base di cannabis terapeutica.

La sanità lucana si apre a una nuova stagione di ricerca, innovazione e umanità nella cura. Il prossimo 31 ottobre 2025, presso la Sala A della palazzina di vetro dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, si terrà il primo convegno regionale dedicato all’uso medico della cannabis, un appuntamento che segna una tappa significativa per il sistema sanitario della Basilicata.

Un nuovo scenario si apre per la cannabis medica in Italia. L’azienda canadese Tilray, uno dei principali colossi mondiali del settore, ha annunciato di aver ricevuto l’autorizzazione ufficiale del Ministero della Salute per importare e distribuire le sue infiorescenze di cannabis a uso terapeutico nel nostro Paese.

Mentre in Europa si registrano politiche sempre più restrittive e orientate al controllo monopolistico della cannabis terapeutica – come dimostra il caso francese con il suo modello farmacocentrico e altamente selettivo – in Italia il paradosso continua:

Tra il 2019 e il 2024, sono stato erogate circa 100.000 prescrizioni magistrali di cannabis a scopo terapeutico, coinvolgendo complessivamente circa 28.000 pazienti. Qesti sono i dati emersi dal rapporto di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità. L’età media dei soggetti trattati si aggira intorno ai 60 anni, con una prevalenza femminile. Oltre il 60% delle prescrizioni riguarda due preparati specifici inclusi da diverse concentrazioni di THC e CBD.

In Campania l’uso della cannabis a scopo terapeutico è oggi più accessibile grazie alla collaborazione tra istituzioni sanitarie e farmacie del territorio.

Quella che doveva essere una svolta per i malati cronici e per chi soffre di dolori gravi si sta trasformando in un incubo. In Piemonte, l’accesso alla cannabis terapeutica resta un percorso a ostacoli fatto di ritardi, burocrazia e norme inadeguate, con il risultato che molti pazienti, pur avendone diritto, rimangono senza cure.

l progetto Clinn annuncia l’assistenza legale gratuita dedicata ai pazienti in cura con la cannabis terapeutica, garantendo loro supporto in caso di un controllo stradale delle forze dell’ordine.
Il servizio per ora sarà riservato SOLO AI PAZIENTI IN CURA PRESSO IL CENTRO CLINN, e coprirà le spese processuali, peritali e di difesa per tutti i pazienti fermati durante il controllo stradale e che risulteranno positivi al test salivare.

Accanto alla formulazione in decotto, la Regione Valle d’Aosta, attraverso l’Assessorato alla Sanità e l’Azienda Sanitaria Locale (USL), ha introdotto anche la possibilità di accedere alla cannabis terapeutica in forma di olio. Questa opzione, considerata più pratica e semplice da assumere, è coperta dal Sistema Sanitario Regionale (SSR).
Secondo quanto comunicato dall’azienda sanitaria, tali farmaci possono essere prescritti esclusivamente dai medici del Servizio di Terapia del Dolore (SSD) mediante ricetta rossa non ripetibile, in conformità con la normativa nazionale. Le preparazioni disponibili sono realizzate dalle farmacie territoriali utilizzando materie prime fornite dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare o estratti oleosi standardizzati di fornitori autorizzati dal Ministero della Salute. La quantità massima prescrivibile copre fino a 60 giorni di trattamento.
Il dottor Lorenzo Pasquariello, responsabile del SSD Terapia del Dolore, sottolinea l’importanza di questa nuova formulazione:
“L’olio di cannabis era molto atteso, soprattutto da pazienti che hanno difficoltà nella deglutizione o trovano il decotto poco gradevole. Questa preparazione consente un dosaggio preciso e una maggiore praticità, poiché può essere assunto direttamente in gocce o distribuito su un alimento, come una fetta di pane. Inoltre, rispetto al decotto, che richiede prescrizioni ogni 30 giorni, l’olio permette un trattamento continuativo fino a 60 giorni.”
La cannabis terapeutica è disponibile con copertura SSR in Valle d’Aosta dal 2017, inizialmente solo in forma di decotto. Tuttavia, il dottor Pasquariello chiarisce un aspetto cruciale della terapia:
“La cannabis non è un antidolorifico diretto. Il suo effetto nel trattamento del dolore si basa principalmente sul rilassamento muscolare, che nel tempo porta a un sollievo indiretto. È fondamentale non fraintendere questa caratteristica: spesso i pazienti la richiedono senza una reale comprensione del suo meccanismo d’azione, magari dopo averne sentito parlare da conoscenti o medici. L’accesso alla terapia, dunque, non è automatico, ma subordinato a una valutazione specialistica.”
Per poter ottenere la prescrizione, il paziente deve sottoporsi a una visita presso il Servizio di Terapia del Dolore, presentando tutta la documentazione medica necessaria. La cannabis terapeutica viene prescritta solo in presenza di specifiche condizioni, tra cui:
L’introduzione della formulazione in olio rappresenta quindi un passo avanti nell’accessibilità e nell’efficacia della terapia, offrendo ai pazienti un’alternativa più gestibile rispetto al decotto e garantendo un trattamento più personalizzato.