Il Parlamento finlandese, l’Eduskunta, ha respinto con ampia maggioranza l’iniziativa popolare che chiedeva la legalizzazione della cannabis per uso ricreativo. Il voto – 145 contrari contro 18 favorevoli, senza astensioni e con 36 deputati assenti – segna una netta presa di posizione politica su un tema che negli ultimi anni ha diviso opinione pubblica e partiti.
La proposta era nata nel 2022 grazie a una raccolta firme che aveva superato la soglia delle 50.000 sottoscrizioni necessarie per portare il testo all’esame parlamentare. L’iniziativa chiedeva la legalizzazione dell’uso, del possesso, della coltivazione personale, della produzione e della vendita regolamentata della cannabis, con limiti di età e un sistema di controllo statale simile a quello previsto per altre sostanze legali.
Il parere degli esperti e la linea della commissione
Prima di arrivare in aula, il testo era stato esaminato dalla Commissione Affari Legali, che ne aveva raccomandato la bocciatura. Tra gli elementi decisivi, il rapporto del Finnish Institute for Health and Welfare (THL), secondo cui l’uso di cannabis può generare dipendenza e comportare rischi per la salute mentale e fisica, pur risultando meno dannoso rispetto ad altre sostanze inebrianti diffuse.
Il nodo centrale non è stato soltanto sanitario, ma anche politico e sociale: secondo una parte consistente dei parlamentari, una legalizzazione completa avrebbe potuto inviare un segnale di normalizzazione del consumo, con possibili ricadute soprattutto tra i più giovani.
Gli schieramenti in Parlamento
La votazione ha mostrato una convergenza trasversale tra forze di governo e di opposizione. Hanno votato contro la legalizzazione la maggioranza del Partito di Coalizione Nazionale, del Partito dei Finlandesi, del Partito Popolare Svedese e dei Cristiano Democratici.
Anche gran parte dei deputati del Partito Socialdemocratico di Finlandia e del Partito di Centro si è espressa in senso contrario.
A sostenere l’iniziativa sono stati invece soprattutto il Partito Verde e l’Alleanza di Sinistra, che da tempo promuovono un approccio orientato alla regolamentazione e alla riduzione del danno piuttosto che alla repressione penale.
Una seconda iniziativa in pochi anni
Non si tratta del primo tentativo di riforma. Già nel 2019 un’altra iniziativa popolare, focalizzata sulla depenalizzazione della cannabis, aveva raggiunto il numero necessario di firme, ma era stata respinta nel 2022 dopo l’esame in commissione. La riproposizione del tema dimostra che il dibattito nella società finlandese è tutt’altro che concluso.
Negli ultimi anni, diversi sondaggi hanno evidenziato un atteggiamento più sfumato dell’opinione pubblica: cresce il numero di cittadini favorevoli almeno alla depenalizzazione del consumo personale, mentre resta più divisiva l’idea di un mercato legale regolamentato.
Il contesto normativo finlandese
In Finlandia la legislazione sulle droghe è tradizionalmente restrittiva. L’uso e il possesso di cannabis sono punibili penalmente, anche se per quantità modeste possono essere applicate sanzioni attenuate. La linea ufficiale privilegia la prevenzione e il trattamento rispetto alla liberalizzazione.
Il timore di molti parlamentari è che una legalizzazione completa possa entrare in conflitto con l’impostazione storica della politica sulle droghe del Paese e con gli impegni internazionali in materia di controllo delle sostanze stupefacenti.
Quali scenari per il futuro
La bocciatura dell’iniziativa non chiude il confronto. La ripetuta mobilitazione popolare indica che una parte significativa della società chiede un cambiamento, almeno sul piano della depenalizzazione. È possibile che nei prossimi anni il dibattito si sposti verso riforme più graduali, come la riduzione delle sanzioni per uso personale o modelli sperimentali di regolamentazione limitata.
Per ora, tuttavia, il Parlamento ha scelto la continuità: la Finlandia mantiene un impianto normativo restrittivo, confermando una prudenza che riflette tanto considerazioni sanitarie quanto valutazioni politiche e culturali. Il tema della cannabis resta aperto, ma la strada verso una legalizzazione completa appare, almeno nel breve periodo, ancora lontana.


