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Perché la cannabis fa venire gli occhi rossi?

Gli occhi rossi sono tra gli effetti più noti e immediatamente riconoscibili dovuti all’uso di cannabis. È un fenomeno che molte persone associano automaticamente allo “sballo”, ma dietro questo effetto esiste in realtà una spiegazione fisiologica ben precisa e documentata dalla letteratura scientifica.

Il rossore agli occhi non è semplicemente una conseguenza del fumo né un segnale di irritazione superficiale. Si tratta soprattutto di una risposta vascolare provocata dal THC, il principale composto psicoattivo della cannabis. Comprendere perché accade aiuta anche a chiarire molti falsi miti che circolano sull’argomento.

Cosa succede agli occhi dopo aver consumato cannabis?

Quando il THC entra nell’organismo, interagisce con il sistema endocannabinoide legandosi ai recettori cannabinoidi CB1 e CB2. Questa interazione produce diversi effetti sul corpo, tra cui una vasodilatazione generalizzata. In pratica, i vasi sanguigni tendono ad allargarsi e la pressione arteriosa può diminuire leggermente. Lo stesso processo coinvolge anche i piccoli capillari presenti nella congiuntiva, cioè la membrana che ricopre l’occhio. La dilatazione di questi vasi rende il sangue più visibile e provoca quindi il tipico effetto degli occhi rossi.

Si tratta dunque di un fenomeno interno all’organismo e non di una semplice irritazione esterna. Questo spiega anche perché il rossore può comparire indipendentemente dal metodo di consumo. Molte persone credono che siano il fumo o il calore a causare l’arrossamento, ma non è così. Anche chi utilizza vaporizzatori oppure consuma cannabis sotto forma di edibles (alimenti) può manifestare lo stesso effetto.

Naturalmente il fumo può peggiorare la situazione. La combustione può irritare leggermente la superficie oculare, provocare secchezza o dare quella fastidiosa sensazione di “sabbia negli occhi”. Tuttavia, questi effetti sono secondari rispetto alla vera causa del rossore, che rimane la vasodilatazione indotta dal THC.

L’intensità degli occhi rossi varia molto da persona a persona. Alcuni mostrano un lieve arrossamento quasi impercettibile, mentre altri hanno occhi particolarmente lucidi e congestionati anche dopo quantità moderate di cannabis. Entrano in gioco diversi fattori individuali, come il metabolismo, la tolleranza al THC, il livello di idratazione, la stanchezza accumulata e perfino la pressione arteriosa di partenza.

Anche la quantità di THC consumata incide parecchio. In generale, varietà più potenti o concentrazioni elevate di THC tendono a causare una vasodilatazione più marcata e quindi occhi più rossi. Questo però non significa necessariamente che la persona sia “più fatta”. Sebbene spesso ci sia una correlazione, il rossore non è un indicatore affidabile dell’intensità dell’effetto psicoattivo.

Quanto durano gli occhi rossi?

La durata dell’arrossamento dipende soprattutto dalla modalità di assunzione. Quando la cannabis viene fumata o vaporizzata, gli occhi iniziano a diventare rossi nel giro di pochi minuti e l’effetto tende a diminuire nell’arco di una o due ore, anche se in alcuni casi può durare più a lungo. Con gli edibles, invece, l’effetto compare più lentamente ma può persistere per diverse ore, proprio perché il THC viene metabolizzato in modo differente dal fegato.

Chi consuma cannabis abitualmente spesso sviluppa una sorta di adattamento fisiologico. In molti consumatori frequenti il rossore tende infatti a essere meno evidente rispetto a chi ha poca tolleranza.

Un altro dubbio frequente riguarda il CBD. A differenza del THC, il cannabidiolo non provoca generalmente occhi rossi in modo significativo, proprio perché non produce lo stesso effetto vasodilatatore.

occhi rossi

Come ridurre gli occhi rossi causati dalla cannabis

Per ridurre gli occhi rossi esistono diversi rimedi abbastanza efficaci. I colliri vasocostrittori sono probabilmente la soluzione più immediata, perché restringono i capillari dilatati e riportano rapidamente l’occhio a un aspetto normale. I principi attivi più utilizzati sono:

  • Tetraidrozolina
  • Nafazolina
  • Ossimetazolina

Bisogna però fare attenzione a non abusarne: un utilizzo troppo frequente può provocare il cosiddetto effetto rebound, cioè un peggioramento del rossore una volta terminato l’effetto del collirio.

Anche mantenersi ben idratati può aiutare. Bere acqua contribuisce a sostenere la normale pressione arteriosa e può attenuare leggermente la vasodilatazione. In presenza di secchezza o fastidio oculare, invece, le lacrime artificiali rappresentano una soluzione utile e delicata.

Alla fine, comunque, il metodo più naturale resta semplicemente aspettare che l’organismo metabolizzi il THC. Quando i livelli del cannabinoide diminuiscono nel sangue, i vasi sanguigni tornano gradualmente alla loro condizione normale e il rossore scompare spontaneamente.

Dal punto di vista medico, gli occhi rossi causati dalla cannabis non sono generalmente considerati pericolosi nelle persone sane. Anzi, proprio l’effetto di riduzione della pressione intraoculare ha spinto per anni i ricercatori a studiare i cannabinoidi come possibile trattamento per il glaucoma. Nonostante i risultati interessanti, la cannabis non viene ancora utilizzata come terapia standard perché sostanzialmente l’effetto dura troppo poco e comporta anche effetti psicoattivi non sempre desiderabili.

Esistono però situazioni in cui il rossore non dovrebbe essere sottovalutato. Se agli occhi arrossati si associano dolore intenso, sensibilità eccessiva alla luce, forte irritazione o visione offuscata persistente, è importante rivolgersi a un medico per escludere altri problemi oculari.

Quindi, possiamo affermare che..

Gli occhi rossi provocati dalla cannabis sono una conseguenza fisiologica dell’azione del THC sul sistema cardiovascolare e sui vasi sanguigni oculari. Non si tratta semplicemente di irritazione dovuta al fumo, ma di un fenomeno biologico ben studiato e documentato. Nella maggior parte dei casi è un effetto temporaneo, innocuo e facilmente gestibile, che tende a scomparire naturalmente con il passare del tempo.

Studi a riguardo

occhi rossi Journal of the American Medical Association (JAMA) – Studi sugli effetti del THC sulla pressione intraoculare e sulla vasodilatazione oculare:
JAMA Ophthalmology – Marijuana Smoking vs Cannabinoids for Glaucoma Therapy National Eye Institute (NEI) – Ricerca ufficiale sugli effetti della cannabis sul glaucoma e sulla pressione oculare:
National Eye Institute – Glaucoma and Marijuana Use American Journal of Ophthalmology – Studio sugli effetti della marijuana sulla pressione intraoculare e sanguigna:
Effect of Marihuana on Intraocular and Blood Pressure in Glaucoma Review scientifica sui cannabinoidi e la salute oculare: Adverse Ocular Impact and Emerging Therapeutic Potential of Cannabinoids

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  • Redazione Buddha Seeds: il team editoriale di Buddha Seeds condivide conoscenze, esperienze e curiosità sul mondo della cannabis, approfondendo genetiche, tecniche di coltivazione e nuove tendenze del settore. Responsabile: Laura Gómez