Il THC (tetraidrocannabinolo) è il principale cannabinoide responsabile dell’effetto psicoattivo nelle cime di cannabis. Per mantenere la sua potenza, è fondamentale una corretta concia della cannabis e una conservazione adeguata.
L'informazione
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Il THC (tetraidrocannabinolo) è il principale cannabinoide responsabile dell’effetto psicoattivo nelle cime di cannabis. Per mantenere la sua potenza, è fondamentale una corretta concia della cannabis e una conservazione adeguata.

Se sei un amante della cucina cannabica, il burro alla cannabis è un ingrediente indispensabile.

I semi CBG stanno suscitando interesse negli ultimi anni per la loro assenza di effetti psicoattivi e le loro proprietà medicinali. Il CBG (cannabigerolo) è un cannabinoide minore studiato rispetto al CBD. Da Buddha Seeds ci spiegano le principali differenze tra CBG e CBD e quali semi contengono questi cannabinoidi.

Negli ultimi anni la canapa industriale e il cannabidiolo (CBD) hanno conquistato un ruolo sempre più centrale nel settore cosmetico. Non si tratta di una semplice tendenza “green”, ma di un’evoluzione supportata da evidenze scientifiche, innovazione formulativa e da un contesto normativo europeo in progressivo chiarimento.

Il cannabizetolo (CBT) è uno dei cannabinoidi minori presenti nella Cannabis sativa, una molecola rara e ancora poco studiata che sta iniziando a emergere grazie ai progressi nelle tecniche di analisi chimica. Sebbene la sua presenza nella pianta sia estremamente limitata, la crescente attenzione verso i fitocomposti meno conosciuti ha portato la comunità scientifica a considerarlo con interesse, soprattutto per il suo profilo strutturale e per le possibili implicazioni biologiche.

La cannabis bioelettrica è un concetto che sta catturando l’attenzione di chi studia nuove frontiere dell’agricoltura. L’idea di fondo è che stimoli elettrici o magnetici possano favorire la crescita della pianta e migliorare la produzione di metaboliti preziosi come cannabinoidi e terpeni.

Nel vasto universo dei cannabinoidi, il CBDV (Cannabidivarina) è spesso confinato ai margini, oscurato dai suoi fratelli più celebri come THC e CBD. Tuttavia, questa molecola “minore” potrebbe avere un impatto maggiore sulla medicina del futuro. Non si tratta di una moda, né di una nuova scoperta sensazionalistica: il CBDV è stato isolato negli anni ’60, ma solo recentemente la ricerca sta svelando il suo enorme potenziale terapeutico, specie in ambiti dove la medicina convenzionale arranca.

In un panorama in cui i riflettori sono spesso puntati su THC e CBD, un nuovo protagonista si sta facendo strada nel mondo della cannabis terapeutica: il CBG, o cannabigerolo. Meno noto al grande pubblico, ma oggetto di crescente interesse scientifico, questo composto sta suscitando entusiasmo per le sue potenzialità sul piano della salute mentale, neurologica e immunitaria.

La tetraidrocannabivarina (THCV) è un composto naturale presente nella pianta di cannabis, in particolare nelle varietà Sativa. Pur condividendo alcune somiglianze con il più noto THC, il THCV si distingue per la sua assenza di effetti psicoattivi e per una serie di potenziali benefici terapeutici che stanno attirando l’interesse della comunità scientifica.

L’intervento del nostro fondatore, Roberto D’Aponte, alla conferenza stampa sulla canapa industriale, tenutasi ieri in Consiglio Regionale Veneto.