Il CBD può aiutare a regolare la temperatura corporea. Scopri cosa dicono gli studi scientifici sul ruolo del cannabidiolo nella termoregolazione.
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Il CBD può aiutare a regolare la temperatura corporea. Scopri cosa dicono gli studi scientifici sul ruolo del cannabidiolo nella termoregolazione.

La sensazione di pancia gonfia è uno dei disturbi digestivi più comuni e fastidiosi: può comparire prima o dopo i pasti, nei periodi di stress o senza una causa apparente, influenzando il benessere quotidiano.

Per molti anni si è diffusa l’idea che la cannabis “bruci” le cellule cerebrali, causando danni irreversibili al cervello. Questa convinzione, spesso ripetuta in contesti educativi e mediatici, è diventata quasi un luogo comune. Tuttavia, quando si analizzano le fonti scientifiche e divulgative più affidabili, emerge un quadro molto diverso, più complesso e, in parte, sorprendente.

Negli ultimi anni la canapa industriale e il cannabidiolo (CBD) hanno conquistato un ruolo sempre più centrale nel settore cosmetico. Non si tratta di una semplice tendenza “green”, ma di un’evoluzione supportata da evidenze scientifiche, innovazione formulativa e da un contesto normativo europeo in progressivo chiarimento.

Giornata mondiale della salute mentale: scopri cosa dice la ricerca scientifica sul CBD, i suoi possibili effetti sull’ansia e il benessere psicologico.

Un recente studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto a Katowice (Polonia), ha valutato l’efficacia del cannabidiolo (CBD) applicato topicamente nel trattamento dei sintomi del bruxismo, ossia il digrignamento involontario dei denti spesso associato a tensione muscolare e disturbi del sonno.

Un recente approfondimento scientifico apre nuove prospettive nel trattamento delle malattie neurodegenerative, mettendo in evidenza il valore di alcuni cannabinoidi meno conosciuti presenti nella cannabis.

Molte persone che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti con i metodi tradizionali di perdita di peso, vedono nel CBD una possibile alternativa per raggiungere i propri obiettivi. Ma è davvero così? La risposta è sì: il CBD può essere un valido alleato nella perdita di peso, a patto che venga inserito all’interno di uno stile di vita sano ed equilibrato.

La paranoia è una condizione mentale in cui si sviluppano pensieri di sospetto esagerati o infondati, accompagnati spesso dalla sensazione di essere osservati, giudicati o perseguitati senza che vi siano elementi concreti a confermarlo.

L’ansia è un disturbo complesso che può manifestarsi sotto diverse forme, tra cui l’ansia generalizzata, gli attacchi di panico, il disturbo ossessivo-compulsivo e il disturbo post-traumatico da stress. La gestione di queste condizioni è spesso affidata a terapie farmacologiche e psicologiche, ma il CBD si sta imponendo come un’opzione complementare promettente.

Nonostante le numerose terapie disponibili, molti pazienti continuano a soffrire a causa dell’inefficacia o degli effetti collaterali dei trattamenti tradizionali. Negli ultimi anni, il cannabidiolo (CBD), principio attivo non psicoattivo della cannabis, ha attirato crescente interesse come possibile coadiuvante naturale grazie alle sue note proprietà antinfiammatorie e analgesiche.

CBD ed endometriosi: scopri come il cannabidiolo può aiutare contro dolore, infiammazione e altri sintomi, come supporto alle terapie.

Il fumo di sigaretta contiene oltre 7.000 sostanze chimiche, molte delle quali dannose per la salute. Nicotina, Monossido di carbonio, Catrame, Benzene, Formaldeide, Arsenico, Polonio-210, Acetone, Ammoniaca, Piombo, Cadmio e altro ancora. Il consumo di cannabis, invece, senza l’aggiunta di tabacco comporta un livello di tossicità significativamente inferiore rispetto al fumo di sigaretta.

La cannabis è una pianta dalle molteplici proprietà benefiche, che negli ultimi anni ha suscitato grande interesse nel campo della salute e del benessere femminile. Grazie ai suoi principi attivi, tra cui i cannabinoidi (CBD e THC), gli acidi grassi essenziali e numerosi antiossidanti, la canapa offre un supporto naturale per diversi aspetti della salute della donna.

Gli studi scientifici sull’uso della cannabis in gravidanza presentano numerose lacune metodologiche, rendendo difficile trarre conclusioni definitive sugli effetti del THC sul feto. Molte ricerche non tengono conto di altri fattori di rischio, come il consumo di alcol e tabacco, rendendo difficile isolare l’impatto della cannabis. Una analisi di studi incrociati del 2016 ha evidenziato come i dati esistenti non siano sufficienti a dimostrare un chiaro legame causale tra l’uso di cannabis in gravidanza e danni al feto.

L’alcolismo rappresenta una delle dipendenze più diffuse al mondo e, nonostante i progressi della ricerca, le terapie farmacologiche disponibili sono ancora scarse. In questo scenario, il cannabidiolo (CBD) si sta imponendo come un potenziale strumento terapeutico innovativo.

Un recente studio pubblicato su PLOS ONE ha analizzato gli effetti degli agonisti selettivi recettori cannabinoidi sulle cellule del cancro mammario triplo negativo (TNBC), in particolare sulla linea cellulare MDA-MB-231. 1 ricercatori hanno scoperto che una combinazione di agonisti recettori CB1 e CB2, in un rapporto 2:1, ha inibito significativamente la formazione di colonie e ha indotto l’arresto del ciclo cellulare in fase S in queste cellule tumorali.

La canapa, e in particolare l’olio di semi di canapa, sta guadagnando sempre più popolarità nel mondo della cosmesi naturale grazie ai suoi numerosi benefici per la pelle e i capelli.

Una sbornia da erba si riferisce a effetti persistenti come nebbia cerebrale, affaticamento, mal di testa o nausea dopo aver consumato cannabis

La ricerca adotta un metodo di analisi basato sulle differenze nelle differenze per valutare l’impatto delle normative sulla marijuana medica (MML) e su quella ricreativa (RML) sui decessi per overdose da oppioidi. I risultati indicano che l’accesso alla marijuana è associato a una significativa riduzione dei tassi di mortalità legati agli oppioidi.