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Caldo e afa: ecco come il CBD aiuta a regolare la temperatura corporea

Temperatura corporea – Il nostro organismo possiede una straordinaria capacità di mantenere costante la propria temperatura interna. Anche quando fuori fa molto caldo o molto freddo, il corpo mette in funzione una complessa rete di meccanismi che permettono di conservare un equilibrio fondamentale per il corretto funzionamento di organi, metabolismo e sistema nervoso. Questo processo prende il nome di termoregolazione.

Negli ultimi anni alcuni studi hanno iniziato a indagare se il CBD (cannabidiolo), uno dei principali cannabinoidi presenti nella cannabis, possa influenzare anche questo delicato sistema. Da qui sono nate numerose affermazioni, spesso diffuse sui social o su siti poco attendibili, secondo cui il CBD sarebbe in grado di “raffreddare il corpo” o addirittura di abbassare la febbre.

Ma è davvero così?

Le conoscenze scientifiche disponibili raccontano una storia diversa. Il CBD non sembra modificare direttamente la temperatura corporea, ma potrebbe contribuire a sostenere alcuni dei processi biologici che permettono all’organismo di mantenerla stabile.

Il cervello controlla il nostro “termostato”

La temperatura corporea viene regolata principalmente dall’ipotalamo, una piccola struttura situata alla base del cervello che funziona come un vero e proprio termostato biologico. Riceve continuamente informazioni provenienti dalla pelle, dagli organi interni e dal sangue, adattando di conseguenza la risposta dell’organismo.

Quando la temperatura aumenta, il corpo favorisce la sudorazione e la dilatazione dei vasi sanguigni della pelle per disperdere il calore. Se invece la temperatura scende, vengono attivati meccanismi opposti, come la vasocostrizione e i brividi muscolari, che consentono di produrre e trattenere più calore. Tutto questo avviene in maniera automatica, senza che ce ne rendiamo conto.

Anche il sistema endocannabinoide partecipa a questo equilibrio

Negli ultimi vent’anni è emerso con sempre maggiore chiarezza che anche il sistema endocannabinoide svolge un ruolo nella regolazione della temperatura corporea.

I recettori cannabinoidi sono infatti presenti proprio nell’ipotalamo e partecipano ai processi che permettono all’organismo di mantenere l’omeostasi, cioè quell’equilibrio interno indispensabile per il corretto funzionamento del corpo. Gli studi sperimentali mostrano che il sistema endocannabinoide può influenzare la produzione e la dispersione del calore, ma gli effetti cambiano notevolmente in base al cannabinoide coinvolto.

Il CBD non si comporta come il THC

Gran parte delle ricerche sulla temperatura corporea riguarda il THC, il principale composto psicoattivo della cannabis.

Negli studi sugli animali, il THC è stato associato a variazioni della temperatura corporea, soprattutto quando assunto a dosaggi elevati. Il CBD, invece, presenta un comportamento completamente diverso.

A differenza del THC, il cannabidiolo non stimola direttamente i recettori CB1 responsabili della maggior parte degli effetti psicotropi e delle alterazioni della termoregolazione. La sua azione è molto più complessa e coinvolge numerosi altri sistemi biologici, tra cui i recettori della serotonina, quelli TRPV1 e diversi mediatori dell’infiammazione.

Per questo motivo gli scienziati ritengono che il CBD agisca più come un modulatore dell’equilibrio fisiologico che come una sostanza capace di aumentare o diminuire direttamente la temperatura corporea.

temperatura corporea

Il possibile ruolo del recettore TRPV1

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il recettore TRPV1, spesso definito il “recettore del caldo”.

Si tratta della stessa proteina che viene attivata dalla capsaicina contenuta nel peperoncino e che permette al nostro organismo di percepire il calore e alcuni stimoli dolorosi.

Il CBD è in grado di interagire con questo recettore modificandone l’attività. Secondo diversi ricercatori questa interazione potrebbe contribuire a regolare la percezione del calore e la risposta infiammatoria, pur senza alterare direttamente la temperatura interna del corpo.

È uno dei motivi per cui il cannabidiolo continua a essere studiato nell’ambito del dolore cronico e delle patologie caratterizzate da infiammazione persistente.

Infiammazione e temperatura sono strettamente collegate

Quando il nostro organismo combatte un’infezione, il sistema immunitario produce numerose sostanze infiammatorie, come le citochine IL-1β, IL-6 e TNF-α. Sono proprio queste molecole a comunicare con l’ipotalamo inducendo l’aumento della temperatura corporea che conosciamo come febbre.

Il CBD ha dimostrato in numerosi studi preclinici di essere capace di modulare la produzione di alcune di queste citochine e di attenuare diversi processi infiammatori.

Questo, però, non significa che possa essere considerato un antipiretico. Ridurre alcuni meccanismi dell’infiammazione non equivale necessariamente ad abbassare la febbre, e allo stato attuale delle conoscenze non esistono prove cliniche sufficienti per attribuire al CBD questa proprietà.

Gli studi sull’uomo raccontano una storia diversa da quella che si legge online

Uno degli studi clinici più recenti ha analizzato gli effetti del CBD in volontari sani sottoposti a esercizio fisico intenso in un ambiente particolarmente caldo.

L’obiettivo era capire se il cannabidiolo fosse in grado di migliorare la capacità dell’organismo di dissipare il calore o di limitare l’aumento della temperatura corporea durante lo sforzo.

I risultati sono stati piuttosto chiari: il CBD non ha modificato la temperatura corporea centrale, né ha migliorato i meccanismi di termoregolazione. I ricercatori hanno osservato soltanto una lieve riduzione di alcuni marcatori infiammatori, suggerendo un possibile effetto immunomodulante piuttosto che un’azione diretta sul controllo della temperatura.

Più che abbassare la temperatura, il CBD potrebbe favorire l’omeostasi

Alla luce delle evidenze disponibili, il modo più corretto di interpretare il ruolo del CBD è probabilmente quello dell’omeostasi.

Il sistema endocannabinoide non nasce per aumentare o diminuire una funzione specifica, ma per aiutare l’organismo a mantenere un equilibrio dinamico di fronte agli stimoli esterni e interni.

Il cannabidiolo sembra inserirsi proprio in questo contesto. Attraverso la sua interazione con il sistema endocannabinoide, con i recettori TRPV1 e con numerose vie coinvolte nell’infiammazione, potrebbe contribuire a sostenere i naturali processi di regolazione dell’organismo, senza però comportarsi come un farmaco in grado di modificare direttamente la temperatura corporea.

Possiamo affermare..

Alla domanda se il CBD aiuti a regolare la temperatura del corpo, la risposta più corretta è sì, ma indirettamente.

Le ricerche mostrano che il sistema endocannabinoide partecipa ai meccanismi della termoregolazione e che il CBD interagisce con diversi sistemi biologici coinvolti in questo equilibrio. Tuttavia, gli studi clinici condotti finora indicano che il cannabidiolo non abbassa la temperatura corporea, non raffredda il corpo e non può essere considerato un rimedio contro la febbre.

Ciò che emerge con maggiore chiarezza è invece il suo possibile ruolo nel sostenere l’omeostasi dell’organismo e nel modulare alcuni processi infiammatori, aspetti che continuano a rappresentare uno dei principali filoni di ricerca sul CBD e che potrebbero riservare nuove scoperte nei prossimi anni.

Fonti e approfondimenti

Johnson D. et al.Effects of cannabidiol ingestion on thermoregulatory and inflammatory responses to treadmill exercise in the heat in recreationally active males
https://repository.lboro.ac.uk/articles/journal_contribution/Effects_of_cannabidiol_ingestion_on_thermoregulatory_and_inflammatory_responses_to_treadmill_exercise_in_the_heat_in_recreationally_active_males/27188739Wenger T. et al.The role of endocannabinoids in the hypothalamic regulation of visceral function
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12052044/Rawls S.M. et al.CB1 receptors in the preoptic anterior hypothalamus regulate cannabinoid-induced hypothermia
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12023525/Zou S., Kumar U.Cannabinoid Receptors and the Endocannabinoid System
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5877694/Fraga D. et al.Endogenous cannabinoids induce fever through the activation of CB1 receptors
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2765314/Cramer M.N., Jay O.Human temperature regulation under heat stress in health and disease
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9394784/Lord M.N. et al.Hypothalamic cannabinoid signaling: Consequences for energy balance
https://bpspubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/prp2.1251

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