Ancora una volta una notizia viene costruita non per informare, …
L'informazione
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Ancora una volta una notizia viene costruita non per informare, …

Dopa la prima ondata di “fango” da parte del Governo sul settore della cannabis light, negli ultimi giorni una parte consistente della stampa italiana ha dedicato ampio spazio a presunte operazioni antidroga che avrebbero coinvolto anche gli shop legali della canapa italiana.

Negli ultimi giorni la parola “cannabis light” è tornata a occupare le prime pagine con toni allarmistici: “rischio per la salute”, “sostanze pericolose”, “intervento del governo”. Il messaggio che passa è semplice e potente: la cannabis light sarebbe improvvisamente diventata una minaccia per i cittadini. Ma è proprio su questa semplificazione che si innesta un problema serio, prima comunicativo e poi politico.

La tragica morte dell’agente Alessio Scarpati a Torre del Greco ha scosso profondamente il Paese. Una vita spezzata nel pieno del dovere, un dolore che appartiene a tutta la comunità. Ma c’è qualcosa di ancora più triste del destino di un servitore dello Stato: la strumentalizzazione politica della sua morte.

Negli ultimi mesi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano è finito al centro del dibattito pubblico per alcune affermazioni altamente controverse – e scientificamente infondate – sul tema della cannabis light e del consumo di sostanze in Italia. Le sue dichiarazioni non solo mancano di basi empiriche, ma sembrano anche parte di una strategia comunicativa che mira più a rafforzare un impianto ideologico repressivo che a descrivere fedelmente la realtà.

Nei giorni scorsi è apparso su Fanpage.it un articolo dal titolo decisamente sensazionalistico: “Perché gli uomini devono smettere di fumare cannabis se vogliono avere un figlio”. Un titolo che, pur facendo riferimento a una ricerca scientifica, finisce per trasmettere un messaggio fuorviante e impreciso. Vediamo perché.

In un periodo storico in cui la corretta informazione scientifica è fondamentale, noi di Spazio Canapa continuiamo a impegnarci ogni giorno nel contrastare la disinformazione che ancora oggi circola intorno alla cannabis.

Nei giorni scorsi, durante l’Assemblea della Commissione sugli Stupefacenti delle Nazioni Unite, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha associato, senza alcuna prova concreta, l’abuso di fentanyl alla legalizzazione della cannabis. Successivamente, ha continuato a diffondere affermazioni fuorvianti sul tema “cannabis”.

L’intervento del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, durante la 68ª Assemblea della Commission on Narcotic Drugs dell’ONU a Vienna, meriterebbe un’analisi approfondita sotto diversi aspetti, dalle citazioni di Pasolini ai riferimenti, talvolta distorti, a concetti di cultura e libertà espressi senza un senso logico.

Due ragazze, presumibilmente due turiste ucraine, nella serata del 18 gennaio, hanno accusato un malore mentre passeggiavano in Pizza Vittorio Emanuele II a Roma.
Tra le cose ingerite durante la serata vi erano delle caramelle gommose, che i media mainstream hanno riferito contenere CBD, con un THC inferiore allo 0,2%, le quali sarebbero state la causa del malore accusato dalle due turiste.