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“Se fumi le canne ti ammazzi di pippe”. Parola di Jacopo Artefice

Di fake news e narrazioni fuorvianti sulla cannabis o sul “farsi le canne” ne circolano da anni: le abbiamo viste, sentite e lette ovunque. Ma il livello di superficialità con cui alcuni personaggi continuano a diffondere informazioni scorrette è sorprendente. Ancora più sorprendente è la disinvoltura con cui si costruiscono messaggi allarmistici su un tema complesso, trasformandoli persino in strumenti di visibilità e profitto.

È il caso di Jacopo Artefice, che sui suoi profili social promuove concetti come disciplina, fede e rinascita. Valori legittimi, senza dubbio. Il problema nasce quando questi messaggi si accompagnano a dichiarazioni fuorvianti e prive di fondamento scientifico sul tema della cannabis (video in fondo all’articolo).

Una precisazione è necessaria: questo non è un invito a “farsi le canne”, né tantomeno un tentativo di minimizzarne i rischi. L’abuso di qualsiasi sostanza è dannoso e va sempre evitato. Ma tra una posizione equilibrata e una comunicazione basata sulla paura e sulla disinformazione c’è una differenza sostanziale.

Nei suoi contenuti, Artefice afferma frasi come:

“Fumare le canne è mettere in pausa la tua vita”

“Se fumi le canne sicuramente ti ammazzi di pippe”

Si tratta di dichiarazioni gravi, non solo perché generalizzano un fenomeno complesso, ma perché non trovano alcun riscontro nella letteratura scientifica. Parlare di cannabis o di “farsi le canne” in termini assoluti è un errore metodologico: qualsiasi analisi seria deve tenere conto di variabili fondamentali come dosaggio, frequenza d’uso, contesto, predisposizione psicologica e condizioni individuali.

Il web, purtroppo, è pieno di figure che semplificano temi articolati per ottenere visibilità. Il risultato? Ancora più confusione su un argomento già ampiamente dibattuto e spesso frainteso.

Associare in modo diretto e automatico l’uso di cannabis a comportamenti come la dipendenza da pornografia o alla perdita di interesse per la propria vita non è solo scorretto, ma anche privo di basi scientifiche. Sono affermazioni che rischiano di alimentare stigma e disinformazione.

Guardando ai dati, emerge un quadro ben diverso da quello dipinto in certe narrazioni. Nel 2024 si stimava che in Italia circa 6,5 milioni di persone — quasi il 15% della popolazione — avessero fatto uso di cannabis. In Europa, la cifra si aggira intorno ai 25 milioni, circa l’8% della popolazione.

Restando sull’ambito dell’uso ricreativo, se la cannabis fosse davvero il “mostro” descritto da alcuni, dovremmo osservare effetti sociali ben più evidenti e diffusi. La realtà è molto più complessa. Storicamente, il suo utilizzo è stato presente anche in ambienti artistici e culturali di alto livello, coinvolgendo figure come Baudelaire, Kahlo, Dalí o Sagan. Questo non ne legittima l’uso, ma dimostra quanto sia riduttivo raccontarla in modo univoco e caricaturale.

Anche oggi, nella scena rap americana, non mancano esempi emblematici: artisti come Snoop Dogg e Wiz Khalifa, noti anche per un uso frequente di cannabis (come direbbe Artefice “si fanno le canne”), dimostrano con la loro carriera e il loro stile di vita che la realtà è ben più sfumata. Osservando i risultati artistici e la forma fisica, appare evidente che tutto rappresentano fuorché persone che hanno “messo in pausa” la propria vita.

Vogliamo ribadirlo con la massima chiarezza: non stiamo in alcun modo promuovendo né incoraggiando l’uso di cannabis. Chi decide di farne uso dovrebbe informarsi in maniera completa, approfondita e consapevole, considerando attentamente rischi, effetti e possibili conseguenze sul piano fisico e psicologico. È fondamentale adottare un approccio responsabile e critico. In ogni caso, l’abuso — di qualsiasi sostanza o comportamento — resta sempre fortemente sconsigliato e potenzialmente dannoso.

Il punto, quindi, non è promuovere o demonizzare, ma informare correttamente. Perché quando si parla di sostanze — e in particolare di cannabis o di chi “si fa le canne” — si entra in un ambito complesso, fatto di variabili biologiche, psicologiche e sociali. Un ambito che richiede serietà, equilibrio e consapevolezza. Tutto ciò che manca, purtroppo, nelle narrazioni superficiali che continuano a circolare online.

Il signor Jacopo Artefice, a seguito di un breve scambio di opinioni, ha scelto di interrompere il confronto, procedendo al blocco sui social. Un atteggiamento che, purtroppo, si riscontra in molti finti guru, i quali in assenza di argomentazioni solide, preferiscono sottrarsi al dialogo anziché proseguirlo in modo costruttivo.

Alcuni dei video contestati

Video 1 Video 2Video 3

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Autore

  • Classe 1992, vive in Veneto. Spirito critico. Giornalista per passione ed esperto di canapa. Formazione in Cannabinologia presso Cannabiscienza  c/o Università degli Studi di Padova. Direttore di Spazio Canapa.

Classe 1992, vive in Veneto. Spirito critico. Giornalista per passione ed esperto di canapa. Formazione in Cannabinologia presso Cannabiscienza  c/o Università degli Studi di Padova. Direttore di Spazio Canapa.