La repressione della cannabis costa allo Stato e alimenta una grande macchina economica. Cosa cambierebbe con legalizzazione e mercato regolato?
L'informazione
L'informazione

La repressione della cannabis costa allo Stato e alimenta una grande macchina economica. Cosa cambierebbe con legalizzazione e mercato regolato?

Cannabis in Italia tra repressione, canapa industriale e informazione confusa: perché la guerra alla droga continua a mostrare i suoi limiti.

Il modello Portogallo sulle droghe funziona davvero? Analisi della depenalizzazione, dei risultati ottenuti e del confronto con l’approccio italiano

In Italia assumere cannabis terapeutica è legale da anni. Eppure, nelle ultime settimane, decine — secondo alcune associazioni addirittura centinaia — di pazienti affetti da patologie gravi raccontano di essere stati convocati in caserma, interrogati o contattati dalle forze dell’ordine per spiegare perché utilizzano un farmaco regolarmente prescritto dal medico.

Negli ultimi anni il tema della sicurezza nei festival musicali è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico.

Proseguono senza sosta i controlli preventivi pianificati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Mantova. Ma i risultati sono imbarazzanti.

Negli ultimi mesi, il Mar dei Caraibi è diventato il centro di una nuova e controversa fase della guerra globale alla droga.

Alla conferenza delle Nazioni Unite (ONU) sulle droghe che si …

Questa vicenda è la fotografia di un sistema che da decenni affronta il tema delle sostanze stupefacenti quasi esclusivamente con la repressione, promettendo sicurezza attraverso controlli, arresti e operazioni straordinarie.

L’ennesimo comunicato che parla di “efficacia” e “contrasto allo spaccio”. E poi si arriva al dato concreto: 30 grammi di hashish trovati in un tombino.

Vado Ligure, segnalato, arrestato e assolto: la cannabis era per …

Parma: per la Polizia Locale non solo etilometro, tutte le …

Siamo in una scuola del Nord Italia. Un collaboratore scolastico, …

A Sorrento si è celebrata con tutti gli onori un’operazione antidroga (se così vale la pena chiamarla) culminata nel sequestro di 32 piante di marijuana e nell’arresto di un quarantenne. Encomi solenni, cerimonia ufficiale, parole altisonanti sugli “eroi in divisa”.

Arrestato il venerdì, liberato solo il lunedì. Tre giorni dietro …

È stato presentato oggi alla Camera dei Deputati il Libro Bianco sulle Droghe 2025, un rapporto indipendente che analizza con rigore e dati alla mano l’impatto delle politiche repressive italiane in materia di droghe.

Negli ultimi anni abbiamo più volte approfondito un tema di grande rilevanza: l’illusione della guerra alla droga . Abbiamo costantemente evidenziato le ragioni per cui le politiche repressive si sono rivelate inefficaci e fallimentari.

Pur riconoscendo l’importanza della presenza delle forze dell’ordine in luoghi sensibili come aeroporti e stazioni ferroviarie, riteniamo necessario evidenziare come l’enorme dispendio di risorse per la repressione dell’uso di sostanze stupefacenti risulti inefficace, costoso e, in alcuni casi, persino discutibile.

Nel panorama giudiziario italiano del 2025, dopo anni di sentenze controverse che hanno sollevato ampi dibattiti, non dovremmo più sorprenderci di fronte all’olocausto della giustizia italiana. Imprenditori onesti, come quelli del settore canapicolo, si trovano quotidianamente a dover affrontare processi estenuanti, spesso solo per aver svolto il proprio lavoro.

Spesso vi abbiamo parlato della finta guerra alla droga che le istituzioni attuano sul territorio italiano. Una battaglia che effettivamente si scatena contro la persona, contro i giovani e non contro la vera e propria criminalità. Come sempre, premettiamo, che non vogliamo in alcun modo incentivare l’utilizzo di sostanze stupefacenti, ma portare alla luce l’attuale interpretazione di tale fenomeno da parte dello Stato.