ITALIA
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Presentato il Libro Bianco Sulle Droghe: i numeri del fallimento repressivo

Roma, 26 giugno 2025 – È stato presentato oggi alla Camera dei Deputati il Libro Bianco sulle Droghe 2025, un rapporto indipendente che analizza con rigore e dati alla mano l’impatto delle politiche repressive italiane in materia di droghe. Si tratta di un lavoro collettivo, promosso da associazioni, esperti, operatori e realtà della società civile, con l’obiettivo di far emergere la realtà spesso oscurata dietro slogan e retoriche securitarie.

Oltre un milione di segnalazioni in 35 anni: un sistema che colpisce i consumatori

Dal 1990 a oggi, più di 1,4 milioni di persone sono state segnalate alle autorità per possesso di droghe ad uso personale. Di queste, il 77% riguardava Cannabis, confermando come le politiche italiane continuino a criminalizzare in larga parte i consumatori, anziché differenziare tra uso e spaccio.

Carcere e droghe: numeri allarmanti

Nel 2024, 11.220 persone su 43.489 sono finite in carcere per detenzione a fini di spaccio, spesso anche per quantitativi di lieve entità. Il dato più sconcertante riguarda però la popolazione carceraria complessiva: il 34% dei detenuti si trova in carcere per reati legati alle droghe, un numero che è più del doppio della media europea. Un segnale evidente di una deriva repressiva che ha effetti concreti sulla sovrappopolazione carceraria e sull’inefficacia rieducativa del sistema penitenziario.

Adolescenza nel mirino

Nel solo 2024, 3.722 adolescenti sono stati segnalati al prefetto. Ancora una volta, il 97% dei casi riguardava Cannabis. Ragazzi spesso intercettati non per motivi di salute o tutela, ma per consumo occasionale o personale, con conseguenze spesso sproporzionate sul loro percorso scolastico, lavorativo e relazionale.

Le leggi non fermano i consumi

Nonostante l’inasprimento delle pene e l’aumento delle operazioni di polizia, i consumi restano invariati. Crescono invece i reati collegati al mercato illegale. Questo scollamento tra realtà e legislazione rivela che le attuali politiche sulle droghe sono inefficaci, e troppo spesso diventano strumenti di propaganda e persecuzione sociale, agendo sulla pelle di consumatori, giovani e fasce vulnerabili.

Un appello per una riforma

Il Libro Bianco 2025 rappresenta un grido d’allarme, ma anche una proposta concreta: superare il paradigma proibizionista, investire in educazione, prevenzione, riduzione del danno e regolamentazione legale. Serve una politica sulle droghe che tuteli la salute pubblica, rispetti i diritti individuali e affronti il fenomeno con razionalità, non con ideologia.

Il rapporto è stato promosso da: CNCACGILFORUM DROGHEANTIGONEFUORI LUOGOLA SOCIETA’ DELLA REGIONEASSOCIAZIONE LUCA COSCIONIARCI e LILA. Con l’adesione di tante altre realtà della società civile.

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