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Autoproduzione: il Senato dribbla la l’obbligo e non calendarizza la legge

Alla fine giugno 2024, l’associazione Meglio Legale ha depositato le firme per la proposta di legge, presentata in Senato l’anno prima, ispirata al modello tedesco per regolamentare la cannabis. Il testo propone la legalizzazione dell’autoproduzione domestica fino a quattro piante per abitazione, l’autorizzazione dei Cannabis Social Club, il possesso personale fino a 30 grammi e la cancellazione delle sanzioni amministrative attualmente previste, come il ritiro di patente e passaporto.

Il processo di validazione ha incontrato rallentamenti, superati grazie all’impegno dell’associazione e al recupero dei certificati comunali necessari. Secondo il regolamento del Senato, le commissioni competenti sono obbligate ad avviare l’esame della proposta entro un mese e concluderlo entro tre. In caso di mancato rispetto delle tempistiche, il testo dovrebbe passare automaticamente al calendario dei lavori dell’Assemblea.

Tuttavia, nonostante la calendarizzazione formale del 23 dicembre 2023 e l’assegnazione alle Commissioni Giustizia e Affari sociali, nulla è stato fatto. L’inazione ha bloccato il percorso della legge, nonostante l’obbligo regolamentare di proseguirne l’iter.

Meglio Legale denuncia apertamente l’ostruzionismo istituzionale, sottolineando come, dopo mesi segnati da misure restrittive come il DDL Sicurezza e le modifiche al codice della strada, la proposta rappresenti un’occasione concreta per ridare voce al fronte antiproibizionista. La legalizzazione dell’autocoltivazione, secondo l’associazione, è anche una misura concreta contro il narcotraffico e un passo avanti per i diritti civili in Italia.

Le istituzioni italiane si dimostrano ancora una volta sorde e cieche di fronte alla volontà dei cittadini. Un atteggiamento di presunzione ed arroganza che ignora completamente la democrazia.

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