Proseguiranno senza sosta i controlli preventivi pianificati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Mantova, nell’ambito delle strategie condivise durante il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Roberto Bolognesi. Nella mattinata del 24 aprile, il dispositivo straordinario è stato attuato nel territorio di Ostiglia, con un dispiegamento significativo di uomini e mezzi.
Particolare attenzione è stata rivolta ai pressi degli istituti scolastici, tema recentemente discusso proprio in sede di Comitato, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la prevenzione tra i più giovani. I Carabinieri della Compagnia di Gonzaga hanno quindi organizzato un’operazione articolata, impiegando diverse pattuglie dell’Arma, affiancate dalle unità cinofile del Nucleo di Orio al Serio, specializzate nella ricerca di sostanze stupefacenti, armi ed esplosivi.
A supporto delle attività è intervenuta anche la C.I.O., la Compagnia di Intervento Operativo del 4° Battaglione Carabinieri “Veneto” con sede a Mestre, reparto altamente specializzato utilizzato per servizi straordinari di controllo del territorio e gestione di situazioni di particolare criticità.
I controlli si sono concentrati in diversi punti strategici: nei pressi della stazione ferroviaria, all’esterno degli istituti scolastici e persino a bordo degli autobus utilizzati quotidianamente dagli studenti per raggiungere le scuole. Proprio durante uno di questi controlli su un autobus, grazie all’intervento di un’unità cinofila, è stata rinvenuta una modica quantità di sostanza stupefacente del tipo hashish.
Nel corso dell’operazione sono stati inoltre effettuati controlli su automobilisti. Un uomo di 52 anni residente a Borgomantovano è stato fermato mentre era alla guida di un veicolo e deferito all’Autorità Giudiziaria per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dello stato di ebbrezza alcolica; la patente gli è stata immediatamente ritirata.
I controlli, fanno sapere le autorità, proseguiranno anche nelle prossime settimane fino al termine dell’anno scolastico.
Un grande dispiegamento per risultati limitati
Se si guarda però all’esito concreto dell’operazione, emerge una questione difficile da ignorare. A fronte di un imponente dispiegamento di risorse — pattuglie, unità specializzate, cani antidroga, controlli diffusi su studenti e cittadini — il risultato sul fronte delle sostanze stupefacenti si limita al ritrovamento di una modesta quantità di hashish.
Non si parla di traffici smantellati, di reti criminali colpite o di sequestri rilevanti. Si parla invece di episodi circoscritti, che riguardano verosimilmente il consumo o la detenzione personale.
Questo tipo di operazioni, sempre più frequenti soprattutto nei pressi delle scuole, solleva il solito interrogativo: quanto incidono realmente sul fenomeno della droga? E soprattutto, sono proporzionate rispetto agli obiettivi dichiarati?
La “guerra alla droga” che alimenta il problema
Il punto centrale resta proprio questo. Interventi come quello di Ostiglia vengono presentati come azioni di prevenzione e sicurezza, ma nei fatti si inseriscono in una strategia repressiva che da decenni mostra tutti i suoi limiti.
Colpire piccoli consumatori o intercettare modeste quantità di sostanze non riduce la domanda, né tantomeno scalfisce l’offerta. Il mercato della droga continua a esistere e a prosperare, completamente nelle mani della criminalità organizzata.
Finché le sostanze restano illegali, il loro commercio rimane un monopolio delle mafie. E ogni operazione che si limita alla repressione del consumo contribuisce, indirettamente, a mantenere intatto questo sistema, senza mai affrontarne le cause strutturali.
Nel frattempo, il messaggio che passa è chiaro: studenti controllati sugli autobus, cani antidroga davanti alle scuole, giovani trattati come potenziali criminali. Un approccio che privilegia il controllo rispetto all’educazione e alla prevenzione reale.
Dopo decenni di politiche simili, il bilancio è evidente: il consumo non è scomparso, le sostanze sono facilmente reperibili e le organizzazioni criminali continuano a trarre profitti enormi.
Continuare su questa strada significa ignorare la realtà. E forse, più che combattere la droga, significa continuare ad alimentare il sistema che la rende così redditizia.
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