L’ennesimo comunicato che parla di “efficacia” e “contrasto allo spaccio”. E poi si arriva al dato concreto: 30 grammi di hashish trovati in un tombino.
L'informazione
L'informazione

L’ennesimo comunicato che parla di “efficacia” e “contrasto allo spaccio”. E poi si arriva al dato concreto: 30 grammi di hashish trovati in un tombino.

Oltre venti carabinieri, unità cinofile arrivate da Palermo ad Agrigento, posti di blocco, perquisizioni, cani antidroga nelle piazze, decine di veicoli fermati, più di cento persone identificate. Il risultato finale? Tre persone segnalate alla Prefettura per uso personale di hashish e marijuana. Se non fosse tutto drammaticamente reale, sembrerebbe una barzelletta.

Ieri, 29 gennaio, la Corte costituzionale tramite la sentenza n. 10 del 2026, interviene su uno dei punti più controversi della riforma del Codice della strada, facendo chiarezza sull’interpretazione dell’articolo 187 in materia di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti.

Parma: per la Polizia Locale non solo etilometro, tutte le …

L’operazione avvenuta nel centro storico di Genova – con pattuglie, unità cinofile, reparti specializzati e una squadra interforze composta da polizia ed Esercito – rappresenta l’ennesimo esempio di un approccio alla lotta alla droga che continua a concentrarsi sui consumatori invece che sui reali responsabili del narcotraffico.

Negli ultimi giorni si è assistito a un nuovo e inquietante giro di vite da parte delle autorità italiane nei confronti degli imprenditori operanti nel settore della cannabis light. In particolare, nelle aree del Torinese e del Lazio si sono svolti controlli e sequestri condotti dalla Polizia di Stato, ufficialmente qualificati come “attività di routine”.

Sigilli a 500 chili di canapa industriale dopo il blitz della Guardia di Finanza di Bologna all’aeroporto Marconi. Gli avvocati: «Impresa seria, sempre autorizzata e trasparente. Ora 17 dipendenti rischiano il posto».

È possibile risultare positivi alla cannabis ma essere perfettamente lucidi alla guida? E se sì, è giusto perdere la patente? Una recente sentenza del Giudice di Pace di Asti dice di no: ha restituito la patente a un motociclista, nonostante l’esito positivo al test antidroga, perché non era in stato di alterazione.

Un importante cambio di rotta arriva dal Ministero della Salute e da quello dell’Interno in merito agli accertamenti per l’uso di droghe alla guida. Con una nuova direttiva emanata l’11 aprile, i due dicasteri chiariscono che, per configurare il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, non basta più un semplice test positivo

Nel corso di un normale controllo stradale, può capitare che le forze dell’ordine chiedano di ispezionare un veicolo. Ma fino a che punto è consentito spingersi? La legge ha criteri ben precisi che distinguono un semplice controllo amministrativo da una perquisizione vera e propria.