L’ennesimo comunicato che parla di “efficacia” e “contrasto allo spaccio”. E poi si arriva al dato concreto: 30 grammi di hashish trovati in un tombino.
L'informazione
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L’ennesimo comunicato che parla di “efficacia” e “contrasto allo spaccio”. E poi si arriva al dato concreto: 30 grammi di hashish trovati in un tombino.

Oltre venti carabinieri, unità cinofile arrivate da Palermo ad Agrigento, posti di blocco, perquisizioni, cani antidroga nelle piazze, decine di veicoli fermati, più di cento persone identificate. Il risultato finale? Tre persone segnalate alla Prefettura per uso personale di hashish e marijuana. Se non fosse tutto drammaticamente reale, sembrerebbe una barzelletta.

Ieri, 29 gennaio, la Corte costituzionale tramite la sentenza n. 10 del 2026, interviene su uno dei punti più controversi della riforma del Codice della strada, facendo chiarezza sull’interpretazione dell’articolo 187 in materia di guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti.

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L’operazione avvenuta nel centro storico di Genova – con pattuglie, unità cinofile, reparti specializzati e una squadra interforze composta da polizia ed Esercito – rappresenta l’ennesimo esempio di un approccio alla lotta alla droga che continua a concentrarsi sui consumatori invece che sui reali responsabili del narcotraffico.

A partire da dicembre 2024, con l’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada promosso da Matteo Salvini, le regole sono cambiate radicalmente. Non conta più se sei alterato o meno durante la guida: basta risultare positivi a un test antidroga — anche per un uso avvenuto giorni prima — per rischiare multe, sospensione o revoca della patente, e perfino l’arresto.

Un importante cambio di rotta arriva dal Ministero della Salute e da quello dell’Interno in merito agli accertamenti per l’uso di droghe alla guida. Con una nuova direttiva emanata l’11 aprile, i due dicasteri chiariscono che, per configurare il reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, non basta più un semplice test positivo

Nel corso di un normale controllo stradale, può capitare che le forze dell’ordine chiedano di ispezionare un veicolo. Ma fino a che punto è consentito spingersi? La legge ha criteri ben precisi che distinguono un semplice controllo amministrativo da una perquisizione vera e propria.

Pur riconoscendo l’importanza della presenza delle forze dell’ordine in luoghi sensibili come aeroporti e stazioni ferroviarie, riteniamo necessario evidenziare come l’enorme dispendio di risorse per la repressione dell’uso di sostanze stupefacenti risulti inefficace, costoso e, in alcuni casi, persino discutibile.

La riforma Salvini del 2024 sulla guida sotto l’effetto di stupefacenti è stata oggetto di una recente sentenza della Corte di Cassazione, che ha messo in luce alcune criticità normative. Questa decisione potrebbe portare a una rivisitazione della legge e ad un riallineamento con i principi costituzionali.