ITALIA
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Droghe, 69ª conferenza ONU: l’Europa avanza, l’Italia conferma l’approccio repressivo

Alla conferenza delle Nazioni Unite (ONU) sulle droghe che si è svolta a Vienna si sono registrate nuovamente le posizioni del governo italiano e le critiche provenienti da una parte del mondo dell’attivismo e delle organizzazioni impegnate nella riforma delle politiche sulle droghe.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervenuto alla conferenza, ha espresso con chiarezza la posizione dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

«L’Italia rimane fermamente contraria all’uso di sostanze stupefacenti per scopi non medici e non scientifici. Non riteniamo che alcun sistema giuridco debba riconoscere un diritto all’uso di droghe», ha dichiarato.

Una posizione che, secondo Antonella Soldo, presidente dell’associazione Meglio Legale, rappresenta un segnale preoccupante rispetto al dibattito internazionale in corso sulle politiche sulle droghe, e che ha definito «una posizione gravemente imbarazzante».

Secondo la presidente di Meglio Legale, l’Italia rischia così di restare distante dal confronto scientifico che diversi paesi stanno portando avanti. «È una posizione che pone il nostro paese lontano dal dibattito scientifico che molti paesi, come per esempio la Finlandia e la Svezia e tanti paesi europei, stanno svolgendo: un approccio più razionale, più orientato ai dati, che punta a non buttare in carcere la gente, a non fare solo repressione, ma ad analizzare il fenomeno delle sostanze stupefacenti in modo più complesso».

Soldo cita anche alcuni interventi ascoltati durante la conferenza, sottolineando come il dibattito internazionale stia evolvendo. Tra questi, quello del presidente colombiano Gustavo Petro, che ha invitato a ripensare l’approccio globale alla guerra alle droghe. Per Soldo è stato «bellissimo, per esempio, l’intervento del presidente colombiano Gustavo Petro, che ben conosce il dramma del narcotraffico e che per primo ha invitato a un cambio di rotta».

La critica dell’associazione riguarda anche le politiche interne del governo italiano. Si sottolinea infatti come l’esecutivo abbia parlato di ampliare il campo della prevenzione, ma con misure che secondo lei rischiano di essere eccessivamente restrittive.

«Il sottosegretario Mantovano ha aggiunto anche che il governo italiano vuole allargare il campo di prevenzione delle sostanze stupefacenti. L’ha allargato talmente tanto che è arrivato a vietare qualcosa che droga non è, come la cannabis industriale», afferma Soldo.

La presidente di Meglio Legale conclude esprimendo preoccupazione per l’immagine internazionale del paese e ribadendo l’impegno dell’associazione sul tema delle droghe.

«Noi siamo in imbarazzo per questa posizione del governo e continueremo anche per questo le nostre battaglie, sempre con più convinzione, perché pensiamo che l’Italia non debba assomigliare alla Russia, alla Cina e ai paesi più illiberali del mondo, ma possa ambire ad essere un paese più libero e più felice».

Il fallimento dell’approccio repressivo adottato dall’Italia in materia di droghe è ormai evidente da oltre trent’anni. Lo indicano gli stessi dati pubblicati dal Dipartimento per le Politiche Antidroga, che mostrano come, nonostante decenni di politiche fondate principalmente su divieti, sanzioni e repressione, i consumi non siano diminuiti in modo significativo e il fenomeno continui a manifestarsi in forme sempre più complesse.

droghe
Antonella Soldo (Meglio Legale)

La repressione, da sola, non ha mai avuto nulla a che vedere con la riduzione del danno né con il calo dei consumi: al contrario, l’esperienza internazionale dimostra che solo politiche basate su evidenze scientifiche, prevenzione, informazione e servizi sanitari possono affrontare in modo più efficace il tema delle sostanze.

Ci auguriamo che in futuro l’Italia possa contare su una classe politica più lungimirante, capace di guardare ai dati, alla ricerca scientifica e alle esperienze internazionali invece di restare ancorata a visioni ideologiche e medievali. Su un tema complesso come quello delle droghe servono coraggio, pragmatismo e responsabilità, non approcci che ricordano più il passato che una prospettiva moderna ed efficace per il futuro del Paese.

Meglio Legale è un’associazione che si occupa della legalizzazione della cannabis e della decriminalizzazione dell’uso delle altre sostanze.

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