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Da un garage a una community: la storia di Hemport

La storia di Hemport inizia ufficialmente nel 2020. Il progetto nasce da Giacomo e Lorenzo, due cugini originari di Chianciano Terme, in provincia di Siena, dopo anni di passione per il settore cannabis e numerosi viaggi in Paesi dove esistevano già modelli di regolamentazione e legalizzazione.

Da quell’esperienza nasce il desiderio di lavorare nel mondo della cannabis con un obiettivo preciso: creare qualcosa che andasse oltre il semplice e-commerce o il classico grow shop di quartiere. L’idea era quella di costruire un ecosistema a 360 gradi dedicato alla cultura cannabica: un luogo in cui le persone potessero trovare non solo prodotti selezionati e di qualità, ma anche una community, uno spazio per informarsi, intrattenersi, confrontarsi e vivere esperienze a tema.

In poche parole, un punto di riferimento per gli appassionati, capace di offrire non soltanto prodotti, ma anche servizi e contenuti legati a questo mondo.

A tutto questo si aggiunge una convinzione in cui i due cugini hanno sempre creduto fortemente: ogni azienda ha una responsabilità sociale e dovrebbe contribuire, nel proprio piccolo, a migliorare il mondo. Per un’azienda che opera nel settore della canapa — un ambito strettamente legato ai diritti civili e alla libertà individuale — questo principio assume un valore ancora più importante.

Naturalmente, il sogno si è scontrato fin da subito con la realtà economica.
I due, figli di famiglie umili, partono con poche migliaia di euro risparmiate grazie a lavori tradizionali, svolti con sacrificio e costanza. Per questo decidono di iniziare con un semplice sito e-commerce, con l’obiettivo di entrare gradualmente nel mercato, costruire fiducia e aggiungere un passo alla volta tutti gli elementi del progetto che avevamo in mente.

Gli inizi sono stati molto difficili.
Tra inesperienza, mancanza di fondi e le complessità di un settore già allora pieno di ostacoli, ogni traguardo sembrava richiedere uno sforzo enorme.

Il budget disponibile bastava appena a coprire la realizzazione del sito, per il quale avevano concordato una dilazione di pagamento con lo sviluppatore. Nel frattempo, proprio mentre costituivano la società alla fine di febbraio 2020, iniziava l’epoca del Covid.

Col senno di poi, quel periodo si rivelò in parte utile, anche se persero subito un treno importante: lo shop, lanciato ufficialmente il 20 aprile 2020, non trattava ancora prodotti CBD, che proprio in quel momento stavano vivendo il primo grande boom di vendite in Italia.

hemport

Su Hemport potrai trovare tutti i prodotti che riguardano il mondo della Cannabis a 360 gradi, i migliori brand e articoli provenienti da tutto il mondo, a volte introvabili in tutta Europa. Ponendo sempre particolare attenzione al loro impatto ambientale.

Giacomo e Lorenzo conoscevano bene il mondo cannabis in generale, ma avevano ancora poca esperienza nel settore CBD.

Per i primi tre anni gestiscono tutto principalmente da remoto, utilizzando un garage come magazzino e continuando parallelamente altri lavori, alcuni saltuari e altri part-time.

Le difficoltà sono proseguite a lungo.
I social network erano molto più restrittivi di oggi e raggiungere il pubblico era complicato. Non potevano fare pubblicità, facevano fatica a trovare sistemi di pagamento che accettassero aziende del settore canapa e i fornitori non concedevano credito, impedendo loro di effettuare ordini importanti.

Dopo appena un anno, inoltre, si accorgono che lo sviluppatore a cui avevano affidato il sito, non solo aveva chiesto una cifra eccessiva, ma aveva svolto un lavoro decisamente insufficiente. I due si ritrovano quindi costretti a ricostruire tutto da zero su una nuova piattaforma.

Nel frattempo, provano più volte, con diverse banche, a ottenere finanziamenti che permettesse loro di sviluppare davvero il progetto seguendo un business plan. Ogni tentativo però falliva, dopo mesi di documenti, richieste e pratiche burocratiche, anche con il supporto di enti di garanzia.

Nessuna banca era disposta a investire in un’azienda legata alla canapa, pur operando nella legalità. Senza garanzie economiche solide, non avevano la possibilità di accedere a finanziamenti personali.

Con il tempo, però, qualcosa ha iniziato lentamente a cambiare.
Con tanta fatica e costanza, il sito è cresciuto, diventando sempre più completo e funzionale, mentre la community su Instagram iniziava ad allargarsi.

Nel 2023 si presenta finalmente l’occasione di aprire anche un piccolo negozio fisico a Perugia. Inizialmente cercavano soltanto un magazzino con ufficio, ma si sono presto resi conto che posizione e spazi erano adatti anche ad aprire uno store, cosa che avevano già tentato di fare, senza successo, nel 2021.

Non è stato semplice, il tempo è passato e, dopo cinque anni, i due cugini raggiungono una maggiore stabilità.

Nel 2025 si apre quasi casualmente anche la possibilità di realizzare uno dei progetti che avevano sempre sognato: i viaggi a tema cannabis. Dopo un viaggio personale in Marocco, infatti, entrano in contatto con persone e aziende locali che ci permettono di organizzare piccoli viaggi di gruppo a Ketama in totale sicurezza.

Nel frattempo, il sito continua a crescere, così come la loro community, e inizia finalmente a concretizzarsi la possibilità di fare quel salto capace di trasformare Hemport in un vero punto di riferimento per gli appassionati e i consumatori — esattamente ciò che avevano immaginato fin dall’inizio.

Il clima in Italia, però, da tempo non è dei migliori.

A dicembre vengono coinvolti nell’ondata di controlli che colpisce il settore: quattro agenti in borghese si presentano nel loro negozio e, a seguito del Decreto Sicurezza, sequestrano i prodotti CBD esposti denunciandoli ai sensi dell’Articolo 73.

Un episodio pesante, del quale però erano consapevoli e che decidono di affrontare anche in virtù della convinzione che il loro lavoro abbia una forte componente di attivismo e disobbedienza civile.

Mentre i due cugini sono ancora in attesa di notizie dal tribunale, il 23 aprile arriva un altro duro colpo: la pagina Instagram di Hemport — ormai diventata la spina dorsale dell’azienda — viene bannata senza motivazioni chiare.

Si ritiene che il blocco possa essere stato causato da un errore dell’algoritmo, probabilmente influenzato da vecchie segnalazioni e da una generale confusione su ciò che sia legale e ciò che non lo sia nel settore della canapa.

Ad oggi, per tentare di ripristinare la pagina, sono costretti ad affrontare un procedimento legale, anche a causa della scarsa disponibilità di Meta nel dialogare con gli utenti quando si verificano situazioni di questo tipo.

“È un momento difficile, ma continuiamo a guardare avanti con la speranza di superarlo presto.” Giacomo e Lorenzo.

La storia di Hemport rappresenta le difficoltà affrontate da ogni imprenditore della canapa in Italia dalla fine del 2016 a oggi. Un settore che genera un indotto economico di oltre 2 miliardi di euro l’anno continua a essere ostacolato e penalizzato dalle istituzioni, che, in nome di un’ideologia retrograda, finiscono per danneggiare proprio quei cittadini e quelle imprese che dovrebbero invece tutelare.

Visita il sito di Hemport

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