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Approvato in commissione al Senato il Nuovo Codice della Strada

La Commissione Ambiente del Senato ha approvato il nuovo Codice della Strada, che ora attende il voto dell’Aula per l’approvazione definitiva. Tra le disposizioni più controverse, il provvedimento introduce norme particolarmente restrittive nei confronti dei consumatori di cannabis, prevedendo il ritiro automatico della patente per chiunque risulti positivo ai test, indipendentemente dalla sua effettiva alterazione psico-fisica al momento del controllo.

Questa impostazione si discosta nettamente dal trattamento riservato all’alcol, per il quale è necessario dimostrare uno stato di ebbrezza per giustificare l’intervento delle autorità. Il THC, infatti, può rimanere rilevabile nel sangue o nelle urine per giorni o addirittura settimane, nonostante i suoi effetti svaniscano nel giro di poche ore. Mentre in molti Paesi europei si distingue tra guida sotto effetto di sostanze e consumo avvenuto in momenti diversi, in Italia il test attuale rileva esclusivamente la presenza pregressa di cannabis, senza accertare se il conducente fosse realmente alterato durante la guida. Questo aspetto solleva perplessità sull’efficacia della norma, che appare più punitiva che orientata alla sicurezza stradale.

Va inoltre ricordato che, oltre alle nuove regole del Codice della Strada, oggi chi consuma cannabis può vedersi ritirare la patente anche in circostanze del tutto scollegate dalla guida, come nel caso di un semplice controllo in metropolitana o per strada. In questo contesto, il governo guidato da Giorgia Meloni sembra proseguire su una linea repressiva che, anziché colpire il narcotraffico, si concentra sui consumatori, con misure che rischiano di essere più punitive che realmente utili alla sicurezza pubblica.

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