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Prevenzione o terrorismo? La nuova frontiera degli spot scolastici sulle sostanze

Prevenzione, così viene definito spesso uno spot contro l’utilizzo di sostanze.

Ci riferiamo ad uno dei tanti video sul tema, questo è dell’Associazione Valentina De Castro, progetto Terza Missione Sapienza “Adolescenti e Cervelli Diversi” sulle sostanze d’abuso. Video della 3D dell’IC Alessandro Magno (video in fondo all’articolo).

In molte scuole si usano ancora spot o brevi video per scoraggiare l’uso di cannabis tra gli adolescenti. Spesso il messaggio è costruito nello stesso modo: una situazione tra amici e qualcuno che racconta di aver iniziato “solo per rilassarsi”, per poi finire in una condizione molto negativa.

In questo spot un ragazzo arriva e dice di aver comprato “l’erba”, e una compagna risponde: “Sì, anche mio fratello diceva che erano solo due tiri per rilassarsi e adesso non esce più di casa.”

Il video continua con frasi simili, tutte costruite per trasmettere lo stesso messaggio: anche un consumo apparentemente innocuo può portare a conseguenze molto gravi.

Ma la domanda da porsi è: questo è davvero il modo più efficace per fare prevenzione?

Questo tipo di comunicazione si basa su una strategia molto diffusa nella prevenzione: la paura. L’idea è semplice: mostrare scenari estremi per convincere i ragazzi a non avvicinarsi alla sostanza.

Il problema è che, soprattutto con adolescenti di 13 o 14 anni, questa strategia può avere effetti limitati o addirittura controproducenti.

Il primo rischio è la perdita di credibilità. Molti ragazzi conoscono qualcuno che fuma cannabis e che non è diventato una persona isolata o incapace di uscire di casa. Quando sentono frasi come “ha iniziato con due tiri e adesso non esce più di casa”,
possono percepire il messaggio come esagerato.

Quando un messaggio appare come propaganda o moralismo, i ragazzi tendono a reagire con scetticismo: invece di ascoltare, pensano semplicemente che si stia cercando di manipolarli.

Un secondo problema è la reazione di opposizione. L’adolescenza è un periodo in cui l’autonomia e il confronto con l’autorità sono molto forti. Se un messaggio viene percepito come un tentativo di spaventare o controllare, alcuni ragazzi reagiscono con l’atteggiamento opposto: lo rifiutano in blocco.

Infine, questo tipo di spot spesso non spiega davvero i rischi. Mostra una conseguenza estrema, ma non aiuta a capire come funzionano le sostanze, perché possono essere problematiche e in quali condizioni diventano più rischiose.

Dire che la cannabis in contesti di abuso può avere effetti negativi è corretto.

Ad esempio, l’abuso di cannabis, soprattutto in età adolescenziale, può influire su funzioni, come la memoria, l’attenzione e il controllo degli impulsi, rischio d’ansia e dipendenza psicologica.

prevenzione

Il punto però è che questi effetti non si manifestano sempre nello stesso modo e non colpiscono tutti allo stesso modo. Quando la comunicazione ignora questa complessità e presenta solo scenari estremi, perde credibilità. Le ricerche sulla prevenzione mostrano che i messaggi più efficaci hanno alcune caratteristiche precise.

La prima è la credibilità. I ragazzi ascoltano di più quando sentono frasi come:
“Non tutti quelli che fumano cannabis diventano dipendenti, ma iniziare molto presto aumenta i rischi.” Un messaggio che riconosce la realtà, invece di negarla o distorcerla, viene percepito come più onesto.

La seconda è la spiegazione dei meccanismi. Dire semplicemente “fa male” è molto meno efficace che spiegare, per esempio, perché il cervello adolescente è più vulnerabile o cosa potrebbe succedere alla memoria e all’attenzione con un uso frequente.

Capire come funzionano le cose è spesso più convincente che ascoltare una storia costruita per spaventare.

Un altro aspetto importante è parlare anche delle motivazioni che portano i ragazzi a provare. Molti lo fanno per curiosità, per pressione del gruppo, per stress o semplicemente per noia. Ignorare queste motivazioni rende la prevenzione meno realistica.

Se si volesse costruire una campagna davvero efficace nelle scuole, probabilmente sarebbe utile partire da tre elementi.

Il primo è un’informazione scientifica chiara e accessibile: spiegare la differenza tra uso occasionale e uso frequente, quali effetti può avere la sostanza e perché l’età conta molto.

Il secondo è usare testimonianze realistiche, non storie estreme. Piuttosto che dire
“ha fatto due tiri e ora non esce più di casa”,
potrebbe essere più utile ascoltare qualcuno che racconta:
“All’inizio fumavo solo ogni tanto con gli amici. Poi è diventata un’abitudine quotidiana e mi sono accorto che stavo perdendo interesse per molte cose.”

Storie di questo tipo sono spesso più credibili e quindi più efficaci.

Il terzo elemento è lasciare spazio alla discussione. Quando i ragazzi possono fare domande come “Perché tanta gente fuma allora?”
oppure “È davvero meno pericolosa dell’alcol?”,
la conversazione diventa molto più utile di uno spot di pochi minuti.

La prevenzione efficace non si basa sullo shock o sulla paura, ma sulla fiducia e sulla credibilità. I ragazzi sono molto più disposti ad ascoltare quando percepiscono che chi parla con loro non sta cercando di manipolarli, ma di fornire informazioni reali per aiutarli a prendere decisioni consapevoli.

Per questo motivo, forse la domanda più importante non è se la cannabis sia o meno pericolosa, ma come parlarne in modo onesto, comprensibile e credibile. Solo così l’informazione può davvero diventare uno strumento di prevenzione.

Guarda il video dell’Associazione Valentina De Castro, progetto Terza Missione Sapienza “Adolescenti e Cervelli Diversi” sulle sostanze d’abuso. Video della 3D dell’IC Alessandro Magno.
Associazione Valentina De Castro, progetto Terza Missione Sapienza “Adolescenti e Cervelli Diversi” sulle sostanze d’abuso. Video della 3D dell’IC Alessandro Magno.

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  • La Redazione di Spazio Canapa riunisce collaboratori e professionisti che contribuiscono alla realizzazione dei contenuti pubblicati sul web.

    Un lavoro condiviso di ricerca, approfondimento, verifica delle fonti e confronto sui temi legati alla canapa, alla cannabis, alla salute, alla ricerca scientifica, alla normativa e all’attualità del settore.

    L’obiettivo è offrire un’informazione indipendente, libera, documentata e accessibile, dando spazio ai fatti e alle diverse prospettive che caratterizzano il dibattito sul tema. Responsabile delle pubblicazioni, il direttore editoriale Roberto D'Aponte