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Amsterdam: il divieto d’accesso ai coffe shop per i turisti torna a far discutere

Divieto d’accesso dei turisti ai coffee shop di Amsterdam. Il tema torna al centro del dibattito politico cittadino.

Dopo le elezioni amministrative del prossimo 18 marzo, il consiglio comunale potrebbe infatti riesaminare la possibilità di vietare ai visitatori stranieri l’ingresso nei locali dove è consentito consumare cannabis.

Una normativa simile è già in vigore dal 2012 in gran parte dei Paesi Bassi. In molte città olandesi, infatti, l’accesso ai coffee shop è riservato ai residenti, una misura pensata soprattutto per contrastare il cosiddetto “turismo del disturbo” proveniente da Paesi vicini come Belgio, Francia e Germania. Amsterdam, però, era rimasta esclusa da questa restrizione, a patto che l’amministrazione limitasse le licenze dei locali situati nelle vicinanze delle scuole.

Ora lo scenario potrebbe cambiare. Diverse forze politiche locali stanno infatti discutendo la possibilità di estendere anche alla capitale il divieto per i turisti, nell’ambito di un piano più ampio per ridurre il cosiddetto turismo molesto che negli ultimi anni ha creato tensioni tra residenti e visitatori.

La sindaca Femke Halsema si è già espressa favorevolmente verso questa ipotesi. Anche il Partito del Lavoro (PvdA) ha dichiarato in passato di essere disposto a sostenere un divieto almeno nel centro storico, dove si concentra la maggior parte dei coffee shop. Non tutti i partiti, però, condividono questa posizione: i liberaldemocratici di D66 e i Verdi di GroenLinks, che secondo i sondaggi potrebbero ottenere un buon risultato elettorale, sono contrari alla misura.

Al contrario, altri gruppi politici, tra cui il VVD e il CDA, appoggiano l’introduzione del divieto. Questo equilibrio potrebbe trasformare la questione in uno dei temi principali nelle trattative per formare la nuova coalizione di governo cittadina dopo le elezioni.

La sindaca, pur avendo la possibilità di intervenire autonomamente, ha dichiarato che preferirebbe adottare una decisione solo con il sostegno del consiglio comunale. Intanto diversi esperti hanno espresso dubbi sull’efficacia del provvedimento. Il criminologo Dirk Korf, che ha analizzato situazioni simili nel sud dei Paesi Bassi, ritiene che un divieto rischierebbe di avere effetti indesiderati.

Secondo Korf, limitare l’accesso ai coffee shop potrebbe favorire nuovamente lo spaccio illegale nelle strade. Prima della regolamentazione dei locali autorizzati, infatti, il commercio clandestino di cannabis era molto diffuso. L’esperto cita l’esempio della città di Lelystad, dove per un periodo non esistevano coffee shop: in quel momento, racconta, gli spacciatori erano numerosi, ma con l’apertura del primo locale autorizzato il fenomeno sarebbe diminuito.

Diversa l’opinione di alcuni residenti del centro storico. Dingeman Coumou, rappresentante dell’associazione dei cittadini di Oude Stad, sostiene che vietare l’ingresso ai turisti potrebbe contribuire a ridurre il numero di visitatori interessati solo alla vita notturna e alla cannabis. Secondo alcune analisi citate dal quotidiano Parool, infatti, una parte di questi turisti sceglierebbe altre destinazioni, con l’obiettivo — secondo i residenti — di rendere il centro città più vivibile.

divieto

Il possibile divieto non rappresenta una novità assoluta nel panorama politico cittadino. La questione era emersa con forza già nel 2012, quando il governo olandese introdusse il sistema del “wietpas”, una tessera che limitava l’accesso ai coffee shop ai soli residenti dei Paesi Bassi. In quell’occasione molte città del sud del Paese adottarono la misura per contrastare il turismo della droga proveniente dai Paesi confinanti, mentre Amsterdam scelse di non applicarla temendo che il provvedimento potesse alimentare il mercato illegale e danneggiare l’economia turistica.

Negli anni successivi il tema è riemerso ciclicamente nel dibattito pubblico: nel 2019 l’amministrazione comunale avviò nuove valutazioni sulle strategie per ridurre gli eccessi del turismo di massa nel centro storico, e nel 2020 la sindaca Femke Halsema presentò uno studio che ipotizzava diverse opzioni, tra cui proprio la limitazione dell’accesso ai coffee shop per i visitatori stranieri. Anche nel 2021 la proposta è stata nuovamente discussa all’interno del consiglio comunale come possibile strumento per contenere il turismo legato esclusivamente al consumo di cannabis, senza però arrivare a una decisione definitiva.

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