ITALIA
-Gli tolgono le figlie perché si cura con la cannabis. Il giudice: “usi gli oppioidi” - A Torino, si consuma una vicenda che solleva interrogativi profondi sul rapporto tra diritto alla salute, giustizia e tutela dei minori. Una storia che, più che di legalità, sembra parlare di sproporzione, rigidità e, per molti aspetti, di ingiustizia.-Nasce l’Osservatorio dei casi legali sulla canapa industriale: l’intervista al presidente di CSI - Un punto di riferimento per imprese, consulenti e operatori del settore: è questo l’obiettivo dell’Osservatorio Art. 18 – Casi legali su canapa industriale, il nuovo progetto ideato da Canapa Sativa Italia (CSI).-Vignolo, violenta rapina ad un deposito di cannabis light: sgominata la banda - Nella notte del 31 ottobre 2025 un assalto organizzato e particolarmente violento ha scosso la comunità di Vignolo, nel Cuneese. -Cannabis light, il Consiglio comunale di Perugia prende le distanze dal Governo - Il Consiglio comunale di Perugia ha scelto di schierarsi contro il nuovo Decreto Sicurezza varato dal Governo, approvando a maggioranza – con i voti compatti del centrosinistra – un atto politico che ne contesta apertamente i contenuti. -Rogoredo, fermato il poliziotto che ha ucciso Mansouri: pretendeva il pizzo e la droga - Questa vicenda è la fotografia di un sistema che da decenni affronta il tema delle sostanze stupefacenti quasi esclusivamente con la repressione, promettendo sicurezza attraverso controlli, arresti e operazioni straordinarie. -Traffico di droga, soffiate e accessi illegali ai database: arrestati tre poliziotti a Roma - Arrestati tre poliziotti a Roma, accusati di traffico di droga a favore di un'organizzazione criminale-Io Coltivo, la proposta di legge ignorata dal Governo: Meglio Legale diffida La Russa - Nel silenzio delle aule parlamentari si è arenata una delle più recenti iniziative di legge popolare in materia di cannabis. -Quanto guadagna la criminalità organizzata dalla cannabis? Legalizzare servirebbe? - Quanto guadagna la criminalità organizzata dalla cannabis? Legalizzare servirebbe a cambiare il trend?-Calabria, la legge sulla cannabis terapeutica è ferma: chiesti chiarimenti alla Regione - A più di due anni dalla sua approvazione, la legge regionale sulla cannabis terapeutica resta ancora lettera morta. A riportare l’attenzione sulla vicenda è il consigliere regionale Ferdinando Laghi, Segretario Questore del Consiglio, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta alla Giunta regionale per conoscere le cause del mancato avvio della normativa.-Arrestato tramite YouPol: il lato oscuro dell’app messa in mano ai cittadini - Vado Ligure, segnalato, arrestato e assolto: la cannabis era per …

Cannabis e salute mentale nei giovani: continua il terrorismo informato di Orizzonte Scuola

Nei giorni scorsi il sito orizzontescuola.it (non nuovo alla pubblicazione di articoli del terrore sula cannabis) ha rilanciato lo studio pubblicato su JAMA Health Forum con un titolo fortemente allarmistico: “Cannabis sempre più potente, rischio psichiatrico sempre più alto tra i giovani: lo studio su mezzo milione di adolescenti che rilancia l’allarme”.

Un’impostazione di questo tipo, pur efficace dal punto di vista comunicativo, rischia di trasformare un’analisi osservazionale complessa in un messaggio semplificato e implicitamente causale. Parlare di “rischio sempre più alto” e di “allarme” suggerisce infatti una relazione diretta e dimostrata tra cannabis e patologie psichiatriche, mentre lo studio in questione non stabilisce alcun nesso causale definitivo. Quando si affrontano temi delicati come salute mentale e adolescenza, il confine tra informazione e allarmismo dovrebbe essere trattato con maggiore cautela.

Lo studio, intitolato Adolescent Cannabis Use and Risk of Psychotic, Bipolar, Depressive, and Anxiety Disorders, ha analizzato l’associazione tra uso di cannabis durante l’adolescenza e successivo sviluppo di disturbi psichiatrici. Il dato che ha attirato maggiore attenzione riguarda il rischio più che raddoppiato di diagnosi psicotiche tra gli adolescenti che avevano dichiarato uso di cannabis nell’ultimo anno.

Numeri che colpiscono, ma che vanno interpretati con precisione.

Cosa mostra realmente lo studio

La ricerca ha coinvolto oltre 460.000 adolescenti tra i 13 e i 17 anni, utilizzando dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche. L’uso di cannabis era basato su auto-segnalazione e faceva riferimento all’uso nell’ultimo anno. Gli esiti considerati erano diagnosi cliniche successive di disturbi psicotici, disturbo bipolare, depressione e disturbi d’ansia.

Dopo aggiustamenti statistici per età, sesso, variabili socioeconomiche e uso di altre sostanze, gli autori hanno osservato:

  • un rischio circa doppio per disturbi psicotici
  • un rischio simile per disturbo bipolare
  • un aumento più moderato per depressione e ansia

Il punto centrale è che si tratta di uno studio osservazionale. Non dimostra un rapporto di causa-effetto, ma un’associazione temporale tra uso dichiarato di cannabis e successive diagnosi psichiatriche. Una correlazione, anche se statisticamente significativa, non equivale a una prova di causalità.

È possibile che la cannabis contribuisca allo sviluppo di alcuni disturbi. È altrettanto plausibile, però, che adolescenti con vulnerabilità psicologiche già presenti siano più inclini a usare cannabis, oppure che esistano fattori comuni — genetici, ambientali o familiari — che favoriscono entrambe le condizioni. Lo studio non può distinguere in modo definitivo tra queste ipotesi.

Le criticità metodologiche da considerare

Un primo elemento critico riguarda la misurazione dell’esposizione. “Uso nell’ultimo anno” è una categoria estremamente ampia. Non distingue tra consumo sporadico e uso quotidiano, né tra basse e alte concentrazioni di THC. Questo rende difficile valutare l’effettiva relazione tra quantità, frequenza e rischio clinico.

Un secondo aspetto riguarda la valutazione dello stato psichico iniziale. Le cartelle cliniche registrano diagnosi, ma non intercettano necessariamente sintomi subclinici, vulnerabilità latenti o traumi non ancora emersi. Molti disturbi psichiatrici si sviluppano gradualmente, e alcuni adolescenti potrebbero aver presentato segnali precoci prima dell’uso di cannabis, senza che fossero formalmente diagnosticati.

Infine, la salute mentale è influenzata da una rete complessa di fattori. Anche se lo studio ha corretto per diverse variabili, restano elementi difficili da quantificare, tra cui:

  • predisposizione genetica
  • ambiente familiare e traumi infantili
  • stress cronico e contesto socioeconomico

Nessun modello statistico può catturare completamente questa complessità. Ridurre disturbi come psicosi o depressione a una singola sostanza rischia di semplificare eccessivamente un fenomeno multifattoriale.

Riconoscere i rischi senza forzare le conclusioni

Sottolineare questi limiti non significa negare che l’abuso prolungato e intenso di cannabis possa avere effetti negativi. Esiste una letteratura che indica possibili rischi soprattutto nei consumi precoci, frequenti e ad alta concentrazione di THC, in particolare in soggetti vulnerabili.

Il punto, però, è distinguere tra prudenza e certezza scientifica. Questo studio mostra un’associazione significativa e meritevole di approfondimento, ma non dimostra che la cannabis causi direttamente psicosi, depressione o disturbo bipolare.

Per stabilire un nesso causale più solido sarebbero necessari studi longitudinali con valutazioni psichiatriche strutturate e ripetute nel tempo, dati dettagliati su quantità e potenza della sostanza, analisi genetiche e un’accurata valutazione del contesto familiare e dei traumi pregressi.

In un dibattito pubblico spesso polarizzato tra allarmismo e minimizzazione dei rischi, la posizione più scientifica resta quella della complessità. Riconoscere i possibili rischi dell’abuso è corretto; trasformare una correlazione statistica in una prova definitiva di causalità, invece, va oltre ciò che questo studio è realmente in grado di dimostrare.

cannabis

ultimi articoli

Cannabis e alimentazione: la nuova frontiera del benessere a tavola

Caraibi sotto tiro: guerra alla droga o esecuzioni extragiudiziali?

Coltivavano e fumavano, assolti due monaci: la Corte d’Appello apre alla libertà di culto?

Germania pentita della legalizzazione? La notizia distorta dei media italiani

Archivio

Autore

L'informazione sana, verificata e consapevole sul mondo della canapa. Seguici su Instagram @spaziocanapa