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La canapa tra passato e futuro: da Canepina a Roma per rivivere una tradizione che parla ancora al presente

C’è stato un tempo in cui la canapa era parte integrante della vita quotidiana delle campagne italiane. Si coltivava nei terreni umidi, si lavorava a mano, si trasformava in tessuti, corde, sacchi e strumenti indispensabili per la vita rurale. Oggi quella tradizione, che sembrava ormai appartenere solo alla memoria degli anziani e ai musei etnografici, torna al centro dell’attenzione grazie a una serie di incontri culturali organizzati tra Viterbo, Canepina e Roma.

Il progetto nasce dal convegno “La canapa: passato, presente e futuro”, ospitato nel 2025 a Canepina nell’ambito della rassegna “Tra Arno e Tevere”, e prosegue ora con tre appuntamenti coordinati da Quirino Galli dedicati alla presentazione degli atti del convegno. Non semplici conferenze, ma occasioni per riflettere sul legame tra territorio, tradizioni e nuove prospettive legate alla sostenibilità.

Gli incontri si svolgeranno il 27 maggio a Viterbo presso la Fondazione Carivit, il 12 giugno a Canepina al Museo delle Tradizioni Popolari e il 15 giugno a Roma presso l’associazione RinascimenTiAmo. Tre tappe che accompagneranno il pubblico in un viaggio tra memoria storica, cultura materiale e prospettive contemporanee legate alla canapa.

Canepina e quella storia intrecciata con la canapa

Non è un caso che tutto parta proprio da Canepina, piccolo borgo della Tuscia dove la coltivazione della canapa ha segnato per secoli l’economia locale e la vita delle famiglie contadine. Secondo diverse ricostruzioni storiche, persino il nome del paese sarebbe legato alla presenza diffusa di questa pianta nel territorio.

Qui la canapa non rappresentava soltanto una coltura agricola. Era una vera e propria risorsa quotidiana. Ogni famiglia partecipava alle diverse fasi della lavorazione: dalla semina alla raccolta, fino alla trasformazione della fibra in tessuti e manufatti. Un sapere tramandato di generazione in generazione, soprattutto attraverso il lavoro delle donne, custodi delle tecniche di filatura e tessitura.

Le tele di canapa facevano parte della vita domestica: tovaglie, lenzuola, indumenti, sacchi per il raccolto. Oggetti semplici ma resistenti, destinati a durare nel tempo e spesso tramandati all’interno delle famiglie.

Un patrimonio che rischiava di scomparire

Con l’arrivo dell’industrializzazione e delle fibre sintetiche, questa tradizione ha iniziato lentamente a scomparire. Il cotone industriale, più economico e più facile da lavorare, ha progressivamente sostituito la canapa. Nel giro di pochi decenni molte coltivazioni vennero abbandonate e insieme a esse sparirono strumenti, tecniche e conoscenze artigianali.

Anche la crescente confusione normativa legata alla cannabis contribuì a mettere in ombra una coltura che per secoli aveva rappresentato una risorsa agricola fondamentale.

Per questo oggi iniziative come quella promossa dal Gruppo interdisciplinare per lo studio della cultura tradizionale dell’Alto Lazio assumono un valore particolare: non si limitano a raccontare una pianta, ma recuperano una parte importante della memoria culturale del territorio.

canapa

Un tema che unisce storia, ambiente e innovazione

Uno degli aspetti più interessanti del convegno è il suo approccio multidisciplinare. La canapa viene osservata da prospettive diverse: storica, economica, artistica, sociale e ambientale.

Gli studiosi coinvolti hanno affrontato temi che spaziano dalla coltivazione medievale della canapa nel Lazio fino al suo utilizzo nell’abbigliamento tra Medioevo e Rinascimento. Altri interventi hanno approfondito il rapporto tra la fibra tessile, le tradizioni popolari e il patrimonio artigianale della Tuscia.

Ma il dibattito non guarda soltanto al passato. Oggi la canapa è tornata al centro dell’attenzione internazionale grazie alle sue potenzialità ambientali e industriali. È considerata infatti una delle colture più sostenibili per il futuro perché richiede meno pesticidi, consuma relativamente poca acqua e può essere utilizzata in moltissimi settori.

Dalla bioedilizia ai tessuti ecologici, dalle bioplastiche alla cosmetica, fino alla ricerca farmaceutica, le applicazioni moderne della canapa sono sempre più numerose. E proprio questo collegamento tra memoria storica e nuove opportunità rende il tema particolarmente attuale.

Un dialogo tra passato e futuro

Gli appuntamenti previsti a Viterbo, Canepina e Roma vogliono quindi costruire un ponte tra epoche diverse. Da una parte c’è il recupero della civiltà contadina e dei suoi saperi; dall’altra la necessità contemporanea di ripensare i modelli produttivi in chiave sostenibile.

In un mondo dominato dalla produzione veloce e dal consumo rapido, la cultura della canapa racconta infatti un’idea diversa di economia: più legata al territorio, alle filiere locali e alla qualità del lavoro artigianale.

Ed è forse proprio questo il messaggio più interessante che emerge da queste iniziative. La canapa non viene presentata soltanto come una coltura del passato o una possibile risorsa economica del futuro, ma come simbolo di un rapporto più equilibrato tra uomo, ambiente e comunità.

Un tema antico, dunque, che continua sorprendentemente a parlare al presente.

Approfondimenti

https://www.lextra.news/la-canapa-passato-presente-e-futuro-al-via-le-presentazioni-degli-atti-del-convegno/ https://www.tusciatimes.eu/la-canapa-passato-presente-e-futuro-al-via-la-presentazione-degli-atti-del-convegno/ https://www.corrierediviterbo.it/cultura/la-canapa-passato-presente-e-futuro-due-giorni-di-convegno-a-canepina/ https://www.ontuscia.it/comune/canepina/a-canepina-il-convegno-la-canapa-passato-presente-e-futuro-il-31-maggio-e-1-giugno-389071 https://www.crea.gov.it/-/il-crea-leader-nella-ricerca-sulla-canapa-a-fine-terapeutici

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