Un sistema che avrebbe trasformato le operazioni antidroga in un doppio binario: da una parte gli arresti ufficiali, dall’altra un circuito parallelo di stupefacente sottratto ai sequestri e rimesso sul mercato.
L'informazione
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Un sistema che avrebbe trasformato le operazioni antidroga in un doppio binario: da una parte gli arresti ufficiali, dall’altra un circuito parallelo di stupefacente sottratto ai sequestri e rimesso sul mercato.

Mentre il Governo apre la sua Conferenza nazionale sulle droghe, segnata da un’impostazione che molti definiscono “punitiva e regressiva”, a pochi chilometri di distanza prende vita un altro appuntamento, di segno opposto: la Contro-Conferenza sulle droghe, dal titolo eloquente “Sulle droghe abbiamo un piano”.

Said Essari, 48 anni, cittadino marocchino arrestato per traffico di droga, intratteneva un rapporto così stretto con il vice ispettore di polizia Angelo Bonanata da suggerire ironicamente – senza sapere di essere intercettato – che anche lui meritasse il titolo di ispettore. Bonanata, all’epoca in servizio al commissariato San Lorenzo, è finito al centro di un’indagine condotta dal Gico della Guardia di Finanza insieme a un altro agente, Pasquale Argenio, messo poi agli arresti domiciliari.

L’iniziativa di martedì, spiegano i manifestanti, rappresenta solo l’inizio di un percorso di contestazione più ampio. L’attenzione ora si sposta sulle due date simboliche del 26 e del 31 maggio, quando a Roma sono previste grandi manifestazioni nazionali contro il governo Meloni e il Decreto Sicurezza. I promotori promettono una risposta di piazza «di massa e conflittuale».

Due ragazze, presumibilmente due turiste ucraine, nella serata del 18 gennaio, hanno accusato un malore mentre passeggiavano in Pizza Vittorio Emanuele II a Roma.
Tra le cose ingerite durante la serata vi erano delle caramelle gommose, che i media mainstream hanno riferito contenere CBD, con un THC inferiore allo 0,2%, le quali sarebbero state la causa del malore accusato dalle due turiste.

Quasi 100 mila persone hanno partecipato alla manifestazione contro il DDL Sicurezza (rinominato DDL (in)sicurezza). Non solo gli imprenditori della canapa industriale al corteo partito da Piazza del Verano a Roma.