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No DL Sicurezza: a Roma il 26 e 31 maggio

Nella mattinata di martedì 20 maggio, a Campo Sant’Angelo, centinaia di manifestanti provenienti da centri sociali, collettivi studenteschi e realtà della rete regionale che si oppone al Decreto Sicurezza si sono riuniti per protestare contro la presenza della premier Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, attesi – anche se poi la presidente del Consiglio non si è presentata – al teatro La Fenice per il Festival delle Regioni. Con slogan come «Meloni e Piantedosi non siete i benvenuti», i partecipanti hanno tentato di avvicinarsi al luogo dell’evento istituzionale, trovandosi però di fronte un fitto cordone di forze dell’ordine in tenuta antisommossa.

Il confronto ha generato momenti di forte tensione. Alcuni agenti sono intervenuti con i manganelli, colpendo bandiere e cartelli che i manifestanti usavano per ripararsi. Dopo lo scontro, il gruppo si è ricompattato in un corteo spontaneo che ha attraversato le calli veneziane fino a raggiungere il Ponte di Rialto.

I manifestanti hanno accusato il governo di utilizzare eventi come il Festival delle Regioni per dare legittimità a un progetto politico che, a loro dire, restringe spazi di libertà e attacca i diritti civili. «Vogliono trasformare Venezia in una vetrina per promuovere una deriva autoritaria, ma questa città ha una lunga storia antifascista e continuerà a opporsi a ogni tentativo di repressione», hanno dichiarato i portavoce della mobilitazione.

Tra i motivi della protesta figura anche la recente decisione del governo di dichiarare il quartiere Arcella, alla periferia di Padova, “zona rossa”. Una misura che, secondo i manifestanti, serve a militarizzare territori socialmente fragili e a trasformare le problematiche sociali in mere questioni di ordine pubblico. Un segnale, denunciano, di una gestione sempre più securitaria e repressiva del disagio sociale.

L’iniziativa di martedì, spiegano i manifestanti, rappresenta solo l’inizio di un percorso di contestazione più ampio. L’attenzione ora si sposta sulle due date simboliche del 26 e del 31 maggio, quando a Roma sono previste grandi manifestazioni nazionali contro il governo Meloni e il Decreto Sicurezza. I promotori promettono una risposta di piazza «di massa e conflittuale».

Le manifestazioni previste a Roma

Il prossimo 26 maggio il Decreto Sicurezza sarà sottoposto alla discussione alla Camera dei Deputati. Dopo la sua conversione in decreto, il Governo avrà tempo fino al 12 giugno per procedere all’approvazione definitiva. Questo breve arco temporale rappresenta l’ultima finestra prima che venga sancito quello che molti considerano un progetto autoritario portato avanti sin dall’inizio dell’attuale legislatura. Ma secondo una parte crescente della società civile, questo non è il momento dell’attesa né della rassegnazione: è invece il momento di reagire.

In quella data, un appello viene rivolto direttamente a deputate e deputati affinché manifestino dissenso anche all’interno delle istituzioni. All’esterno, movimenti e cittadini intendono dare voce a un Paese che non accetta passivamente un simile cambiamento. È stata annunciata una mobilitazione nei pressi del Parlamento per denunciare quella che viene letta come una forzatura delle regole democratiche, attraverso forme di partecipazione attiva come il dissenso pubblico, la disobbedienza civile e l’assemblea popolare.

In questo contesto, stanno nascendo nuove alleanze e forme di coalizione tra realtà diverse, unite nel contrasto alle misure ritenute liberticide e ostili ai diritti sociali. La data del 26 maggio sarà, per chi aderisce alla protesta, un momento cruciale di resistenza, con l’obiettivo di costruire strumenti di opposizione sociale e politica sempre più solidi. La “Rete a Pieno Regime” rappresenta il primo tentativo di dare forma a un’alternativa condivisa.

Inoltre, sabato 31 maggio, è prevista una grande manifestazione nazionale a Roma. Organizzazioni di base, sindacati, movimenti per la casa, ambientalisti e attivisti della Million Marijuana March si uniranno in una giornata di convergenza. Si prevede un’affluenza ampia, con pullman in partenza da numerose città italiane e una logistica già in preparazione.

A pochi giorni dal referendum, prende così corpo un’idea collettiva di democrazia alternativa, promossa da spazi sociali, associazioni, sigle politiche e sindacali. Tutti e tutte sono invitati a partecipare attivamente a questi momenti, per ribadire che la democrazia non si piega. Appuntamento a Roma il 26 e il 31 maggio.

Le informazioni per partecipare alle manifestazioni disponibili sui profili Instagram di @rete_nodlsicurezza e million_marijuana_march_2025.

Invitiamo tutti i partecipanti a NON praticare condotte violente e non eticamente compatibili con lo spirito della manifestazione.

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