Un controllo stradale, un camper diretto verso Santa Teresa di Gallura e un odore intenso di marijuana proveniente dall’abitacolo. È iniziata così, nel pieno del periodo di Ferragosto, una vicenda giudiziaria decisamente fuori dall’ordinario, che ha coinvolto un 50enne originario della Bergamasca e la donna che viaggiava insieme a lui.
Quello che inizialmente sembrava un caso piuttosto evidente di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio ha infatti preso una direzione diversa dopo gli accertamenti richiesti dallo stesso indagato.
Il camper era stato fermato dai Carabinieri lungo la Strada Provinciale 90, in località Lu Colbu, nel territorio di Trinità d’Agultu, mentre procedeva in direzione di Santa Teresa di Gallura. Il forte odore di cannabis avrebbe spinto i militari ad approfondire il controllo e a procedere con una perquisizione del mezzo.
Nel camper una quantità impressionante di sostanze
Ciò che è emerso dall’ispezione ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori. All’interno del camper erano conservate numerose sostanze differenti: circa 512 grammi di ketamina, 287 grammi di speed, oltre 265 grammi di marijuana, 98 grammi di MDMA in pastiglie, 66 grammi di una sostanza indicata nelle cronache come “MD”, 45 grammi di cocaina, 14 grammi di hashish e oltre 5 grammi di funghi allucinogeni.
Erano presenti inoltre alcune boccette contenenti presumibilmente olio a base di cannabis.
Ma non era soltanto la quantità a destare sospetti. Nel mezzo sarebbero stati trovati anche un bilancino di precisione, materiale utilizzabile per il confezionamento, sostanze da taglio e diversi preparati chimici. Nel corso della perquisizione vennero sequestrati anche due katane, una mazza da baseball e un coltello a serramanico.
Elementi che, almeno in una prima fase, avevano portato gli investigatori a ipotizzare che dietro quell’assortimento potesse esserci un’attività di distribuzione.
L’uomo e la donna furono quindi arrestati e trasferiti nel carcere di Sassari-Bancali.
“Non vendo nulla, le sostanze le consumo io”
Fin dall’inizio, però, la versione fornita dal cinquantenne sarebbe stata completamente diversa.
Secondo la difesa, l’uomo sosteneva di essere un frequentatore abituale della zona della Valle della Luna, nei pressi di Santa Teresa, e affermava che le sostanze presenti nel camper non fossero destinate alla vendita, ma esclusivamente al consumo personale.
Una dichiarazione difficile da valutare considerando non soltanto le quantità sequestrate, ma soprattutto l’eccezionale varietà di sostanze presenti nel mezzo.

Il cinquantenne ha però deciso di fornire un elemento concreto a sostegno della propria versione: mentre si trovava in carcere avrebbe chiesto personalmente di essere sottoposto a esami tossicologici.
Ed è qui che il caso ha assunto una piega sorprendente.
Secondo quanto riportato dalla stampa sarda, gli accertamenti avrebbero infatti rilevato nel suo organismo tracce riconducibili alle diverse sostanze sequestrate. Le cronache hanno parlato addirittura di una positività a dieci tipologie di sostanze.
Un risultato utilizzato dagli avvocati Gerardo Giacu e Marcella Pinna per sostenere davanti al giudice la compatibilità della detenzione con un consumo personale.
I test non cancellano automaticamente l’accusa di spaccio
È però importante fare una distinzione.
Essere positivi a una sostanza dimostra che quella sostanza è stata assunta, ma non significa automaticamente dimostrare che tutto ciò che viene trovato in proprio possesso sia destinato esclusivamente al consumo personale.
La distinzione tra detenzione per uso personale e detenzione finalizzata alla cessione viene valutata considerando diversi elementi: quantità, modalità di conservazione, eventuale suddivisione in dosi, presenza di bilancini o materiali per il confezionamento e, più in generale, tutte le circostanze nelle quali avviene il ritrovamento.
In Italia la differenza è fondamentale: la detenzione finalizzata allo spaccio rientra nell’ambito penale, mentre il possesso esclusivamente per uso personale segue una disciplina differente e può comportare sanzioni amministrative.
Nel caso sardo, quindi, gli esami tossicologici non rappresentavano una sorta di lasciapassare automatico, ma sono diventati un importante elemento a favore della ricostruzione proposta dalla difesa.
Il giudice del Tribunale di Tempio Pausania ha successivamente disposto la revoca della custodia cautelare in carcere nei confronti del cinquantenne, che è stato rimesso in libertà. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera nell’edizione di Bergamo, sarebbe stato inoltre disposto nei suoi confronti un divieto di ingresso nel territorio della Gallura.
Una conclusione quindi un po’ più complessa rispetto al semplice “aveva ragione, era tutto per uso personale”. La vicenda dimostra piuttosto quanto, nei procedimenti per droga, la distinzione tra consumo personale e detenzione finalizzata allo spaccio possa dipendere da una valutazione complessiva degli elementi raccolti e non soltanto dal numero di grammi o dal tipo di sostanze trovate.
Fonti e approfondimenti
L’Unione Sarda, 20 agosto 2026 – ricostruzione del caso, esami tossicologici e decisione del Tribunale di Tempio. Leggi l’articolo su L’Unione SardaLa Nuova Sardegna, 17 agosto 2026 – primo arresto della coppia e sostanze sequestrate nel camper. Leggi l’articolo su La Nuova SardegnaCorriere della Sera – Bergamo, 24 agosto 2026 – scarcerazione del cinquantenne e provvedimenti successivi. Leggi l’articolo del Corriere BergamoSardegna Tomorrow, 21 agosto 2026 – revoca della custodia cautelare dopo gli accertamenti tossicologici. Leggi Sardegna TomorrowNormattiva – DPR 309/1990, Testo Unico in materia di sostanze stupefacenti. Consulta il DPR 309/1990 su Normattiva

