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Cannabis: le dichiarazioni dei politici italiani e la nuova strategia di Regola Italia

Negli ultimi anni, sulla regolamentazione della cannabis, non sono mancate prese di posizione e dichiarazioni da parte di esponenti della politica italiana appartenenti a forze, aree e sensibilità differenti. Aperture, proposte e dichiarazioni favorevoli sono arrivate da più parti, mostrando come il tema non appartenga necessariamente a un solo schieramento politico e possa, almeno in linea di principio, trovare interlocutori trasversali.

Una parte di queste dichiarazioni è stata raccolta anche in un video pubblicato sul canale YouTube Spliff Break, che mette insieme le posizioni espresse nel tempo da diversi protagonisti della politica italiana. Il quadro che ne emerge evidenzia un dato importante: il consenso verso una possibile regolamentazione esiste anche all’interno delle istituzioni e attraversa aree politiche differenti.

Ma tra una dichiarazione pubblica e una riforma approvata dal Parlamento esiste ancora una distanza enorme. Una posizione favorevole espressa in un’intervista, durante un dibattito o in campagna elettorale non equivale necessariamente all’inserimento della regolamentazione in un programma politico, né tantomeno all’impegno concreto per trasformarla in una legge.

È proprio da questa distanza tra dichiarazioni, programmi e azione parlamentare che nasce la necessità di costruire una strategia politica più strutturata.

Dopo anni di mobilitazione, informazione e pressione pubblica, il fronte italiano che sostiene la regolamentazione della cannabis prova quindi a cambiare passo. È questo il senso profondo di Regola Italia, progetto lanciato dall’Associazione FreeWeed e aperto ad associazioni, attivisti, realtà politiche, territoriali e informative.

Il progetto mira a fondare un soggetto politico formalmente riconosciuto senza la necessità di un debutto immediato alle elezioni del 2027; la priorità attuale è infatti edificarne la struttura organizzativa e la base valoriale, così da costruire un interlocutore politico diretto e riconoscibile capace di dialogare con il Parlamento nella prossima legislatura e anche oltre. La parola chiave è trasversalità: portare una proposta comune e condivisibile davanti a forze politiche differenti.

Dal movimento alla pressione politica

Per anni il movimento per la regolamentazione ha utilizzato soprattutto strumenti di pressione esterna: raccolte firme, manifestazioni, campagne informative e mobilitazione dal basso. Regola Italia nasce dalla consapevolezza che, per trasformare queste istanze in una vera riforma legislativa, sia necessario affiancare a quel lavoro anche un’interlocuzione politica strutturata.

Il progetto punta quindi a coordinare le diverse realtà del settore e a trasformare una pluralità di iniziative in una pressione politica congiunta.

Il percorso avrà un passaggio fondamentale nella prima assemblea costituente fissata per la fine di ottobre, alla quale sono invitate tutte le realtà interessate a partecipare alla costruzione del progetto.

Il modello integrato

La proposta politica di riferimento è il modello integrato di regolamentazione, sviluppato nel corso degli anni.

I suoi pilastri comprendono autoproduzione, garanzie sul possesso, mercato controllato e regolamentato, ampliamento dell’uso medico, interventi sul Codice della strada e sul mondo del lavoro, educazione e informazione.

I dettagli — dal numero di piante ai quantitativi, fino al numero di esercizi autorizzati — possono essere oggetto di confronto parlamentare. L’obiettivo è invece mantenere chiaramente riconoscibili i pilastri fondamentali della riforma.

Questa impostazione è essenziale anche dal punto di vista della strategia politica: diverse forze possono discutere sui dettagli, ma convergere su una struttura comune e lavorare per portarla all’approvazione parlamentare.

Una rete di interlocuzioni trasversali

Regola Italia ha avviato in questi mesi una serie di operazioni politiche rivolte a partiti e soggetti differenti, con un obiettivo comune: portare il modello integrato di regolamentazione all’interno del maggior numero possibile di programmi e interlocuzioni politiche. La strategia non consiste nell’individuare un unico “partito della cannabis”, ma nel costruire una rete trasversale, capace di attraversare schieramenti e sensibilità differenti e di trasformare una proposta condivisa in una possibile riforma parlamentare.

Con il Movimento 5 Stelle, Operazione Interstellar ha coinvolto 58 delegazioni in 107 punti territoriali del percorso NOVA. La proposta del modello integrato è stata portata all’interno del percorso e si attende ora il report finale. Il M5S rappresenta, al momento, l’unico dei principali interlocutori coinvolti per il quale manca ancora una risposta politica definitiva sul tema.

Con il Partito Democratico, Operazione Poseidone ha puntato alla costruzione di un’interlocuzione diretta con esponenti disponibili a confrontarsi concretamente sulla regolamentazione. In questo percorso è stato individuato Marco Furfaro come interlocutore disponibile a sostenere l’istanza. Il lavoro prosegue con l’obiettivo di ampliare il numero degli interlocutori e trasformare il sostegno in un impegno politico concreto.

Operazione Avengers, con Alleanza Verdi e Sinistra, si concentra invece sul percorso programmatico. Il modello integrato è stato inserito tra le proposte sottoposte alla partecipazione degli utenti attraverso Decidiamo.com, la piattaforma creata da AVS proprio per raccogliere e selezionare le proposte per il programma elettorale. La proposta sulla regolamentazione della cannabis può ancora essere sottoscritta e sostenuta dagli utenti ed è attualmente la più votata all’interno della propria area tematica. Un elemento particolarmente significativo perché permette di misurare pubblicamente il livello di consenso ottenuto dalla proposta all’interno di un processo programmatico aperto.

Con +Europa, attraverso Operazione Plus, il lavoro mira a trasformare una posizione già storicamente favorevole alla regolamentazione in un sostegno al modello integrato nella sua completezza, compreso il tema del mercato controllato. Sono stati avviati contatti diretti con Riccardo Magi, Antonella Soldo e altri esponenti.

Più complesso il confronto con Italia Viva e l’area riformista, attraverso Operazione W. Al momento non sono emersi interlocutori disponibili a impegnarsi in maniera strutturata sul tema, ma il dialogo rimane aperto. Con Volt, attraverso Operazione AltoVoltaggio, sono invece in corso interlocuzioni con gli esponenti che stanno lavorando al programma elettorale, ai quali è già stato sottoposto il modello integrato.

politica

Operazione Dom riguarda Progetto Civico Italia e il percorso collegato a Controcorrente. Qui assume particolare rilievo la figura di Michele Sodano, oggi sindaco di Agrigento, già primo firmatario del manifesto collettivo sulla cannabis sottoscritto da 86 deputati e successivamente portato anche al Senato. Il lavoro punta a recuperare quella precedente esperienza di convergenza politica e a trasferirla nei nuovi percorsi politici.

Con Azione è attiva Operazione BullsEye, attraverso la quale prosegue il confronto per portare la regolamentazione all’interno del programma politico.

Infine, Operazione Central coinvolge Partito LiberalDemocratico, Ora! e Sud chiama Nord. L’obiettivo è sviluppare anche con queste realtà un’interlocuzione politica sul modello integrato, ampliando ulteriormente il perimetro della rete costruita da Regola Italia.

Il confronto con il centrodestra

La strategia di trasversalità comprende anche il confronto con il centrodestra, pur in presenza di posizioni politiche differenti.

Negli anni, diversi esponenti del centrodestra hanno riconosciuto e apprezzato la qualità della formulazione tecnica e politica del testo elaborato come proposta di legge, pur mantenendo una posizione contraria rispetto al merito della regolamentazione proposta.

Nel caso di Futuro Nazionale, numerosi potenziali elettori e interlocutori della formazione hanno manifestato interesse e il desiderio di aprire una discussione sul tema, mentre dai vertici politici non è ancora arrivata una risposta ufficiale.

Diversa la situazione all’interno di Forza Italia, dove si sono registrate aperture significative sul tema e la possibilità di un confronto appare più concreta. Più netta, invece, la posizione della Lega, che ha mantenuto una linea di chiusura.

Questo quadro conferma un elemento fondamentale della strategia: la trasversalità non significa considerare tutte le forze politiche già favorevoli, ma costruire interlocuzioni, verificare le rispettive posizioni e cercare di allargare progressivamente il consenso attorno a una proposta comune.

Nel complesso, le operazioni rappresentano quindi differenti punti di accesso alla politica, ma perseguono un unico obiettivo: costruire una rete di interlocutori appartenenti ad aree differenti, affinché la regolamentazione della cannabis possa arrivare in Parlamento come una proposta trasversale e non come la battaglia esclusiva di una singola forza politica.

Dalle dichiarazioni alla responsabilità politica

Proprio le dichiarazioni richiamate in apertura rappresentano un altro tassello fondamentale di questo percorso. Un ulteriore lavoro ha infatti permesso di raccogliere le posizioni espresse dai principali esponenti politici coinvolti sul tema della regolamentazione.

Il lavoro, realizzato grazie all’attività degli attivisti, alla presenza sul territorio, al lavoro online e al contributo delle reti di informazione indipendente, ha portato prima alla pubblicazione delle singole dichiarazioni e successivamente alla loro raccolta in un video sul canale YouTube Spliff Break.

L’obiettivo è rendere visibile la trasversalità del consenso politico sul tema.

Ma una dichiarazione favorevole non è ancora una legge. Ed è proprio questo il passaggio decisivo: trasformare le posizioni individuali in impegni programmatici, gli impegni programmatici in iniziative parlamentari e, infine, queste ultime in interventi legislativi concreti.

È su questa precisa distinzione che si innesta l’azione di Regola Italia: l’adesione di principio alla regolamentazione, il suo sostegno politico e l’impegno concreto per la sua traduzione legislativa in Parlamento costituiscono tre fasi distinte, ciascuna delle quali richiede un percorso strategico che intendiamo strutturare e portare a termine.

Ottobre e la prossima legislatura

La prospettiva è quindi chiara: dalle dichiarazioni ai programmi elettorali, dai programmi al Parlamento, dal Parlamento a una nuova legge.

L’assemblea di ottobre sarà il prossimo momento decisivo per costruire una struttura aperta, coordinata e realmente trasversale.

Regola Italia invita tutte le realtà interessate ad aderire attraverso il sito ufficiale regolaitalia.it. Il tesseramento è gratuito e consente di accedere al Network operativo su Discourse, pensato per mantenere il contatto diretto, coordinare le iniziative e partecipare alle attività.

La sfida, in definitiva, è dimostrare che una riforma di questo tipo possa diventare una questione politica trasversale, capace di superare appartenenze e schieramenti, così da arrivare finalmente a un cambiamento legislativo tangibile e proficuo per l’intera società, oggi ancora in balia di un anacronistico e infruttuoso proibizionismo, capace solamente di arricchire le narcomafie e perseguire i consumatori senza scalfire di un millimetro la potenza economica della criminalità, millantando sicurezza e protezione per le persone che vengono invece quotidianamente esposte a una repressione indiscriminata che non frena i consumi né tutela i minori, i quali rimangono preda di un mercato nero oggi facilmente accessibile.

La prossima legislatura sarà il definitivo banco di prova. Regola Italia punta ad arrivarci con una proposta organizzata e come interlocutore politico riconoscibile. Il passaggio dalla mobilitazione alla responsabilità politica è appena iniziato. E serve anche il tuo coraggio.

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Autore

  • Stefano Auditore Armanasco, Giornalista Freelance e Presidente Associazione FreeWeed Board , fondata nel 2013 ed operativa a livello nazionale ed internazionale.

Stefano Auditore Armanasco, Giornalista Freelance e Presidente Associazione FreeWeed Board , fondata nel 2013 ed operativa a livello nazionale ed internazionale.