La morte di Fabio Colapietro riapre il tema di droghe, dipendenze e riduzione del danno: consumare sostanze non cancella dignità e diritti.
L'informazione
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La morte di Fabio Colapietro riapre il tema di droghe, dipendenze e riduzione del danno: consumare sostanze non cancella dignità e diritti.

La repressione della cannabis costa allo Stato e alimenta una grande macchina economica. Cosa cambierebbe con legalizzazione e mercato regolato?

Regola Italia punta a costruire una maggioranza trasversale in Parlamento per portare la regolamentazione della cannabis fino al voto.

Cannabis e guida: assolto nonostante il test positivo. Cosa prevede oggi la riforma Salvini e cosa ha stabilito la Corte costituzionale.

Emma Bonino è morta a 78 anni: una vita dedicata ai diritti civili, alle libertà individuali e alla battaglia per legalizzare la cannabis.

L’Himachal Pradesh apre alla canapa industriale: nuove licenze, meno vincoli per i piccoli agricoltori e incentivi alla trasformazione.

Il Tribunale di Ravenna condanna un’assicurazione: foglio rosa valido e metaboliti della cannabis nelle urine non bastano a negare il risarcimento.

Il sindaco Roberto Lagalla ha infatti trasmesso una nota ufficiale agli assessorati regionali competenti e alla Presidenza della Regione Siciliana, chiedendo una riflessione sull’attuale disciplina che regola la rimborsabilità della cannabis terapeutica nell’Isola.

In Italia assumere cannabis terapeutica è legale da anni. Eppure, nelle ultime settimane, decine — secondo alcune associazioni addirittura centinaia — di pazienti affetti da patologie gravi raccontano di essere stati convocati in caserma, interrogati o contattati dalle forze dell’ordine per spiegare perché utilizzano un farmaco regolarmente prescritto dal medico.

Dieci anni fa moriva Marco Pannella. E con lui se ne andava una delle figure più controverse, ingombranti e rivoluzionarie della politica italiana.

La decisione del tribunale di Trani rappresenta uno dei passaggi più significativi nella battaglia giudiziaria legata alla canapa industriale e all’articolo 18 del decreto sicurezza.

La storia giudiziaria di Mario Olianas, 45 anni di Arzachena (in Sardegna), continua ad alimentare il dibattito italiano sull’uso terapeutico della cannabis e sulle rigidità della normativa in materia di sostanze stupefacenti.

Oggi si celebra il Primo Maggio, la Festa dei Lavoratori. Una ricorrenza che dovrebbe unire tutte le categorie nel nome dei diritti, della dignità e del valore del lavoro.

Un recente provvedimento della Corte d’Appello di Palermo riporta al centro del dibattito il tema degli errori giudiziari legati alla filiera della canapa.

Il provvedimento emesso dalla Procura di Imperia l’8 aprile 2026 rappresenta uno snodo importante nel dibattito giuridico sulla canapa industriale in Italia.

A Torino, si consuma una vicenda che solleva interrogativi profondi sul rapporto tra diritto alla salute, giustizia e tutela dei minori. Una storia che, più che di legalità, sembra parlare di sproporzione, rigidità e, per molti aspetti, di ingiustizia.

Nel silenzio delle aule parlamentari si è arenata una delle più recenti iniziative di legge popolare in materia di cannabis.

La Corte d’appello di Firenze ha ribaltato la sentenza di primo grado e assolto l’uomo accusato di aver coltivato marijuana insieme a Walter De Benedetto. Per i giudici, il punto centrale non è stato il gesto in sé, ma lo scopo per cui è stato compiuto: la cannabis non era destinata allo spaccio, bensì all’uso terapeutico di De Benedetto, che la utilizzava per alleviare i dolori provocati dall’artrite reumatoide.

A più di due anni dalla sua approvazione, la legge regionale sulla cannabis terapeutica resta ancora lettera morta. A riportare l’attenzione sulla vicenda è il consigliere regionale Ferdinando Laghi, Segretario Questore del Consiglio, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta alla Giunta regionale per conoscere le cause del mancato avvio della normativa.

Vado Ligure, segnalato, arrestato e assolto: la cannabis era per …