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Decreto Sicurezza: le associazioni unite e il parere degli avvocati

Il settore della canapa industriale non è rimasto a guardare di fronte all’introduzione dell’articolo 18 nel nuovo Decreto Sicurezza del governo Meloni. Le associazioni di punta – tra cui Canapa Sativa Italia, Sardinia Cannabis, Resilienza Italia Onlus, Imprenditori Canapa Italia e Federcanapa – hanno risposto in maniera compatta e decisa, tramite un comunicato ufficiale, annunciando un piano d’azione strutturato contro una misura giudicata priva di fondamento logico, potenzialmente anticostituzionale e in contrasto con le norme europee.

Il provvedimento, che limita la detenzione e la vendita di infiorescenze di canapa a basso contenuto di THC, rischia di colpire un comparto in crescita che ha rappresentato finora un modello di sviluppo sostenibile e innovazione agricola.

Sul piano giuridico, le associazioni stanno preparando ricorsi contro i futuri atti attuativi del decreto. Il contenzioso riguarderà profili di legittimità costituzionale e compatibilità con le regole comunitarie. Le Regioni saranno chiamate a fare la loro parte sollevando questioni di competenza, mentre le aziende, italiane e straniere, potranno rivolgersi alla Commissione Europea per denunciare l’impatto discriminatorio delle nuove regole.

Nel frattempo, si lavora su più fronti: azioni collettive urgenti per ottenere sospensioni cautelari, richieste di risarcimento allo Stato, e la promozione di una rete di assistenza legale dedicata agli operatori coinvolti.

Dal punto di vista penale, viene confermato il supporto legale agli imprenditori del settore. Si raccomanda di stipulare polizze di tutela legale per affrontare eventuali procedimenti e rafforzare i fondi comuni destinati alla difesa. Un vademecum legale chiarisce che, in mancanza di efficacia drogante, la commercializzazione di canapa industriale non è perseguibile penalmente.

Accanto alla battaglia legale, si avvia una campagna di mobilitazione collettiva: i produttori e gli operatori sono chiamati a fare fronte comune, partecipare attivamente alle iniziative, condividere le proprie esperienze e contribuire alla causa con donazioni.

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L’obiettivo è costruire una rete forte, capace di resistere agli attacchi normativi e garantire un futuro al settore. Le associazioni ribadiscono un messaggio chiaro: la canapa industriale è una risorsa, non una minaccia, e non può essere criminalizzata senza un serio danno alla legalità e all’economia.

Il punto di vista degli avvocati Miglio e Simonetti

Gli avvocati di Tutela Legale Stupefacenti, Claudio Miglio e Lorenzo Simonetti godono di un’esperienza pluriennale sul tema della canapa industriale. Alla luce delle preoccupazioni che, in questi giorni, hanno interessato il settore canapicolo, hanno ritenuto opportuno chiarire alcuni punti fondamentali in ordine al Decreto modificativo della Legge 242/2016 (non ancora entrato in vigore).

Gli avvocati hanno emesso un comunicato intitolato “L’illusione dell’illegalità” che risponde a sei domande fondamentali sul tema, con l’obiettivo di fare chiarezza e di trasmettere un minimo di serenità agli imprenditori del settore canapicolo italiano.

Noi di Spazio Canapa siamo molto fiduciosi nel lavoro svolto dalle associazioni e dai legali nei confronti del settore più discusso d’Italia degli ultimi dieci anni. Sosteniamo ed invitiamo a sostenere le associazioni anche con delle piccole donazioni. Ogni singola persona può fare la differenza per il futuro della canapa italiana, un’eccellenza invidiata in tutto il mondo.

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