Sembrano normali sigarette elettroniche, spesso vengono pubblicizzate sui social come prodotti contenenti THC, ma al loro interno può esserci tutt’altro. Nel Regno Unito sta destando crescente preoccupazione la diffusione tra gli adolescenti di vaporizzatori contenenti cannabinoidi sintetici, sostanze comunemente indicate con il nome generico di “Spice”.
Il problema è particolarmente grave perché molti ragazzi potrebbero non sapere cosa stanno realmente assumendo. Prodotti venduti illegalmente come vape alla cannabis possono infatti contenere sostanze sintetiche molto più potenti e imprevedibili del THC.
Spice nelle scuole inglesi: cosa hanno trovato i ricercatori
Uno studio coordinato dall’Università di Bath ha analizzato 1.923 sigarette elettroniche e liquidi confiscati in 114 scuole secondarie inglesi durante l’anno scolastico 2024-2025.
Nel complesso, il 13% dei campioni conteneva Spice, mentre in alcune aree, tra cui Londra e Lancashire, la percentuale si avvicinava al 25%. Il dato forse più significativo riguarda il confronto con la cannabis: soltanto l’1,2% dei prodotti analizzati conteneva effettivamente THC.
Anche i dati del servizio gallese WEDINOS confermano il problema. Tra aprile 2024 e marzo 2025 sono stati analizzati 297 campioni presentati come vape contenenti THC, CBD o cannabis: nel 39% dei casi sono stati invece identificati uno o più agonisti sintetici dei recettori cannabinoidi.
Significa che un consumatore può credere di acquistare cannabis e trovarsi ad assumere una sostanza completamente diversa.
Il mercato passa anche attraverso i social
La ricerca dell’Università di Bath ha analizzato anche la vendita online. Tra giugno e agosto 2025 sono stati individuati 120 account TikTok e 83 profili Instagram apparentemente impegnati nella vendita di liquidi pubblicizzati come contenenti THC.
Secondo l’analisi dei ricercatori, quasi il 70% degli account TikTok e oltre la metà di quelli Instagram sembravano in realtà proporre prodotti contenenti Spice. Molti di questi profili risultavano inoltre ancora raggiungibili mesi dopo la loro identificazione.
Il basso costo delle sostanze sintetiche rappresenta uno dei motivi della loro diffusione: sostituire il THC con molecole sintetiche può rendere il prodotto più economico, lasciando però all’acquirente l’illusione di avere comprato cannabis.

Perché i cannabinoidi sintetici possono essere molto più pericolosi
Definire queste sostanze semplicemente “cannabis sintetica” rischia di essere fuorviante. Non sono cannabis prodotta artificialmente, ma molecole chimiche progettate per interagire con gli stessi recettori sui quali agisce il THC.
La differenza farmacologica può essere enorme. Il THC agisce sul recettore CB1 principalmente come agonista parziale: anche quando occupa il recettore, la sua capacità di attivarlo presenta un limite. Diversi cannabinoidi sintetici utilizzati nella Spice possono invece comportarsi da agonisti pieni, producendo un’attivazione molto più intensa. Alcune molecole possiedono inoltre un’affinità per il recettore CB1 enormemente superiore a quella del THC.
A questo si aggiunge un altro problema: nel mercato clandestino dose e composizione sono spesso sconosciute. Due liquidi apparentemente identici possono contenere molecole differenti o concentrazioni molto diverse.
Gli effetti descritti comprendono agitazione, paranoia, tachicardia, ipertensione, allucinazioni e vomito; nei casi più gravi sono state osservate convulsioni, psicosi, problemi cardiovascolari, perdita di coscienza e decessi.
Uno studio pubblicato sul Journal of Psychopharmacology ha inoltre stimato, sulla base dei dati del Global Drug Survey, un rischio di ricorrere a cure mediche d’emergenza circa 30 volte superiore per i cannabinoidi sintetici rispetto alla cannabis, pur sottolineando i limiti propri di una ricerca basata su questionari autocompilati.
Il vero rischio è non sapere cosa si sta assumendo
Il fenomeno delle Spice vape mostra quindi un problema che va oltre il semplice utilizzo di sigarette elettroniche tra minorenni. Il punto centrale è la contraffazione della sostanza: ragazzi convinti di acquistare THC possono assumere composti molto più potenti senza conoscerne né il nome né la concentrazione.
E proprio questa imprevedibilità rende i cannabinoidi sintetici una realtà profondamente diversa dalla cannabis e particolarmente pericolosa per consumatori giovani e inesperti.
Fonti e approfondimenti
University of Bath – studio su 1.923 vape confiscate nelle scuole inglesi: Up to 1 in 4 vapes confiscated in schools contains spiceWEDINOS – rapporto 2024-2025 sui cannabinoidi sintetici nei vape: WEDINOS Annual Report 2024-2025European Union Drugs Agency – profilo dei cannabinoidi sintetici: Synthetic cannabinoids and Spice drug profileCDC – rischi sanitari di K2 e Spice: Cannabis Frequently Asked Questions – Synthetic CannabinoidsPubMed – confronto tra cannabis e cannabinoidi sintetici e ricorso alle cure d’emergenza: Risk of emergency medical treatment following consumption of cannabis or synthetic cannabinoids

