Elena Tuniz assolta: si conclude il caso simbolo del nuovo Codice della Strada. La sua storia riaccende il dibattito su THC, guida e diritti.
L'informazione
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Elena Tuniz assolta: si conclude il caso simbolo del nuovo Codice della Strada. La sua storia riaccende il dibattito su THC, guida e diritti.

Il cannabizetolo (CBT) è uno dei cannabinoidi minori presenti nella Cannabis sativa, una molecola rara e ancora poco studiata che sta iniziando a emergere grazie ai progressi nelle tecniche di analisi chimica. Sebbene la sua presenza nella pianta sia estremamente limitata, la crescente attenzione verso i fitocomposti meno conosciuti ha portato la comunità scientifica a considerarlo con interesse, soprattutto per il suo profilo strutturale e per le possibili implicazioni biologiche.

La cannabis bioelettrica è un concetto che sta catturando l’attenzione di chi studia nuove frontiere dell’agricoltura. L’idea di fondo è che stimoli elettrici o magnetici possano favorire la crescita della pianta e migliorare la produzione di metaboliti preziosi come cannabinoidi e terpeni.

Nel vasto universo dei cannabinoidi, il CBDV (Cannabidivarina) è spesso confinato ai margini, oscurato dai suoi fratelli più celebri come THC e CBD. Tuttavia, questa molecola “minore” potrebbe avere un impatto maggiore sulla medicina del futuro. Non si tratta di una moda, né di una nuova scoperta sensazionalistica: il CBDV è stato isolato negli anni ’60, ma solo recentemente la ricerca sta svelando il suo enorme potenziale terapeutico, specie in ambiti dove la medicina convenzionale arranca.

Un recente approfondimento scientifico apre nuove prospettive nel trattamento delle malattie neurodegenerative, mettendo in evidenza il valore di alcuni cannabinoidi meno conosciuti presenti nella cannabis.

La tetraidrocannabivarina (THCV) è un composto naturale presente nella pianta di cannabis, in particolare nelle varietà Sativa. Pur condividendo alcune somiglianze con il più noto THC, il THCV si distingue per la sua assenza di effetti psicoattivi e per una serie di potenziali benefici terapeutici che stanno attirando l’interesse della comunità scientifica.

Nel corso della sessione del 12 marzo a Vienna, la Commissione delle Nazioni Unite sulle Sostanze Psicotrope (CND) ha approvato, con una maggioranza qualificata, la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di includere l’esaidrocannabinolo (HHC) nella Tabella II della Convenzione sulle Sostanze Psicotrope del 1971.

Un recente studio pubblicato su PLOS ONE ha analizzato gli effetti degli agonisti selettivi recettori cannabinoidi sulle cellule del cancro mammario triplo negativo (TNBC), in particolare sulla linea cellulare MDA-MB-231. 1 ricercatori hanno scoperto che una combinazione di agonisti recettori CB1 e CB2, in un rapporto 2:1, ha inibito significativamente la formazione di colonie e ha indotto l’arresto del ciclo cellulare in fase S in queste cellule tumorali.

Il panorama dei cannabinoidi si arricchisce di una nuova molecola: il THCPO , un composto semisintetico sintetizzato per la prima volta nel 2021 e recentemente introdotto nel mercato europeo. Ciò che lo rende particolarmente interessante sono i suoi effetti intensi e prolungati , che hanno suscitato curiosità tra consumatori e ricercatori.

Il CB9 è un cannabinoide emergente, ancora poco esplorato, che si trova in quantità minime nella pianta di cannabis. Rispetto a composti più noti come il CBD e il THC, la sua presenza è molto più ridotta.
Si forma attraverso la degradazione di altri cannabinoidi, come CBD e THC, grazie a processi chimici naturali all’interno della pianta. A differenza del THC, sembra avere effetti psicoattivi moderati, ma le ricerche su questo aspetto sono ancora agli albori.