ITALIA
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Forza Italia si schiera a favore della canapa: il dibattito si infiamma

Si accende, come mai prima d’ora, la discussione sull’articolo18 del DDL Sicurezza, con particolare riferimento alle ripercussioni sulla filiera della canapa industriale. Flavio Tosi, Eurodeputato di Forza Italia e membro del Partito Popolare Europeo, ha manifestato il proprio dissenso rispetto al disegno di legge, sottolineando il rischio di compromettere un settore agricolo legittimo e riconosciuto a livello europeo.

L’Eurodeputato di FI ha rilasciato queste dichiarazioni attraverso i suoi canali social: “La canapa industriale non c’entra nulla con la droga, la legislazione europea certifica questo tipo di attività agricola. In Italia ci sono più di 10mila agricoltori, associati alle varie associazioni di categoria, quindi non sono degli spacciatori ma produttori agricoli che producono canapa industriale.”

“Le aziende agricole tramite le associazioni hanno presentato una petizione che chiede all’Europa di intervenire rispetto alla scelta del governo italiano. Una scelta illiberale che va contro il principio europeo della libera concorrenza. Noi, non solo come Forza Italia, ma anche come Partito Popolare Europeo abbiamo chiesto che questa petizione possa procedere.”

“Se la discussione andasse a buon fine, cioè se venisse certificato che la decisione del governo italiano è contro il principio del libero mercato e danneggia le imprese del nostro settore, potrebbe diventare voto di una risoluzione al parlamento europeo per fare in modo che non venga tolta la possibilità a più di 10mila agricoltori di continua a produrre ciò che legittimamente in tutta l’Europa viene prodotto, trasformato e commercializzato.” 

L’ideologia della Lega e il silenzio di Giorgia Meloni

Il settore della canapa industriale, in costante crescita, rappresenta un’importante realtà economica che genera occupazione e contribuisce al gettito fiscale. Tuttavia, esponenti del governo, in particolare la Lega di Matteo Salvini, si oppongono alla sua regolamentazione, basandosi su posizioni ideologiche prive di fondamento scientifico. Tale orientamento rischia di penalizzare migliaia di imprese, spesso guidate da giovani imprenditori, a favore di una narrazione propagandistica che non tiene conto delle reali esigenze del comparto.

Il silenzio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni su questa controversia appare sempre più evidente, nonostante il ruolo centrale del suo partito nella maggioranza di governo. La posizione assunta dal Partito Popolare Europeo a sostegno della petizione potrebbe isolare l’Italia nel contesto europeo qualora il governo insistesse su un divieto, mettendo a rischio i rapporti con Bruxelles.

Se il dibattito si estendesse alla regolamentazione delle infiorescenze a basso THC e della cosiddetta cannabis light, le tensioni interne alla maggioranza potrebbero intensificarsi. Forza Italia, che si trova a mediare tra le posizioni più restrittive della destra e le richieste del settore produttivo, potrebbe sfruttare il sostegno del PPE come strumento di pressione politica sugli alleati.

Resta da vedere per quanto ancora il Presidente del Consiglio continuerà a ignorare una questione che riguarda migliaia di aziende italiane e un comparto produttivo in espansione.

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