Dopo la legalizzazione della cannabis in Germania, avvenuta il 1° aprile 2024, la nazione ha cambiato le regole sul tema. A più di due anni dalla riforma, i primi indicatori mostrano un netto calo dei reati registrati legati alla sostanza e una diminuzione del consumo di alcol e dei ricoveri correlati. Numeri interessanti, ma da leggere senza confondere una coincidenza temporale con un rapporto di causa ed effetto.
A riportarli sono Jakob Manthey e Daniel Kotz, autori di un contributo pubblicato il 31 ottobre 2026 sulla rivista scientifica Nordic Studies on Alcohol and Drugs. Non si tratta ancora dello studio conclusivo sugli effetti della legalizzazione: è un’analisi preliminare che individua le domande cui la ricerca dovrà rispondere.
La riforma tedesca ha consentito agli adulti di detenere quantità limitate di cannabis, coltivarla in casa e aderire ad associazioni di coltivazione senza scopo di lucro. Non ha invece introdotto una rete nazionale di negozi aperti alla vendita ricreativa. È una distinzione importante, perché il modello tedesco non coincide con quello commerciale adottato in alcune realtà nordamericane.
L’alcol diminuisce, ma la tendenza precede la riforma
I dati sul consumo pro capite riguardano la popolazione dai 15 anni in su e sono espressi in litri di alcol puro: 12,2 nel 2010, 11,3 nel 2022 e 10,5 nel 2024. Nell’intero periodo la riduzione sfiora il 14%, con un’accelerazione negli anni più recenti. Le informazioni provvisorie citate dagli autori indicano un possibile ulteriore calo nel 2025, non ancora consolidato nella pubblicazione.
Anche i ricoveri per diagnosi principali di disturbi dovuti all’alcol o cirrosi epatica alcolica mostrano una diminuzione. Erano 371.013 nel 2010, 330.304 nel 2019, 270.743 nel 2023 e 266.783 nel 2024. Nell’ultimo confronto annuale la flessione è di circa l’1,5%, senza una brusca svolta immediatamente successiva alla legalizzazione.

Attribuire questi risultati alla cannabis sarebbe quindi prematuro: il calo dell’alcol era iniziato molti anni prima e sui ricoveri pesa anche la discontinuità provocata dalla pandemia. La questione scientifica, ancora aperta, è se la disponibilità legale della cannabis possa favorire in una parte della popolazione la sostituzione dell’alcol oppure, al contrario, accompagnarsi a un uso combinato.
Reati legati alla cannabis: meno 53% in un anno
Il dato più evidente riguarda le statistiche di polizia. Tra il 2023 e il 2024 i reati registrati legati alla cannabis sono diminuiti del 53%. Una quota rilevante riguardava comportamenti, come il possesso di modeste quantità , che dopo la riforma non costituiscono più un illecito penale nelle condizioni previste dalla legge.
Questo numero non significa che tutti i reati in Germania siano diminuiti della metà , né dimostra da solo una contrazione del mercato illegale. Mostra però un effetto concreto della depenalizzazione: meno persone perseguite per condotte che il legislatore ha deciso di sottrarre alla sfera penale.
Quanto ai consumi, diverse indagini citate dai ricercatori non evidenziano un aumento generalizzato dell’uso di cannabis fra gli adulti rispetto al periodo precedente. Il bilancio sanitario resta invece articolato: dopo la riforma sono stati osservati incrementi di alcuni ricoveri per intossicazioni acute e psicosi correlate alla cannabis. Ignorarli sarebbe scorretto quanto attribuire automaticamente alla legalizzazione ogni miglioramento.
Per questo serviranno analisi più approfondite sui comportamenti individuali, sui consumi congiunti e sulle tendenze già esistenti. Il rapporto conclusivo della valutazione tedesca è previsto per aprile 2028.
Italia, cinquant’anni di repressione senza una soluzione
Mentre Berlino prova a misurare gli effetti di un cambio di rotta, in Italia prevale ancora una risposta repressiva, costruita in decenni di proibizionismo. Il prezzo sociale è fatto di procedimenti, sanzioni, stigma e risorse sottratte a prevenzione e assistenza, senza che il consumo sia stato eliminato.
La Relazione al Parlamento 2026, prodotta dallo stesso Governo, riferisce che nel 2025 il 23% degli studenti minorenni ha utilizzato almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno, contro il 20% del 2024. Per correttezza, il consumo di cannabis tra i 15-19enni è sceso dal 21% al 18%: i dati non autorizzano slogan opposti e indiscriminati.
Ma dopo cinquant’anni la repressione non ha risolto il problema. Il costo umano e sociale di questo approccio impone di chiedersi se i danni prodotti non superino i benefici ottenuti. Il confronto con la Germania dovrebbe spingere l’Italia a valutare una regolamentazione responsabile, investendo in informazione, tutela dei minori, riduzione dei rischi e salute pubblica, invece di considerare il castigo l’unico strumento disponibile.
Fonti e approfondimento
- Manthey J., Kotz D. (2026) – Use of Alcohol and Nicotine in the Context of Cannabis Legalization: Considerations from a German Perspective. Nordic Studies on Alcohol and Drugs, 31 ottobre 2026.
https://doi.org/10.1177/14550725261502840 - Deutsche Hauptstelle für Suchtfragen (DHS) – Statistiche sul consumo di alcol in Germania e dati pro capite.
https://www.dhs.de/suechte/alkohol/zahlen-daten-fakten - Ministero federale della Salute tedesco – Cannabisgesetz: normativa, valutazioni scientifiche e rapporto finale.
https://www.bundesgesundheitsministerium.de/themen/cannabis/faq-cannabisgesetz - Manthey e colleghi (2026) – Increase in Cannabis-Specific Hospital Admissions After Partial Legalization in Germany: A Nationwide Time-Series Analysis.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42345138/ - Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze – Relazione annuale al Parlamento 2026, dati 2025.
https://www.dipendenze.gov.it/it/notizie-e-approfondimenti/relazioni-annuali-al-parlamento/relazione-annuale-al-parlamento-sul-fenomeno-delle-dipendenze-in-italia-anno-2026/ - Istituto Superiore di Sanità – Dipendenze e giovani: cosa emerge dalla Relazione al Parlamento 2026.
https://zerosostanze.iss.it/news/-/asset_publisher/kmbd/content/dipendenze-e-giovani-cosa-emerge-dalla-relazione-al-parlamento-2026

