La sperimentazione condotta tra Berna, Bienne e Lucerna coinvolge 1.177 persone. Dopo sei mesi, il consumo non aumenta, mentre cresce il ricorso a modalità di assunzione potenzialmente meno rischiose.
La Svizzera sta verificando sul campo cosa accade quando chi già consuma cannabis può acquistarla legalmente, con prodotti controllati e una consulenza professionale. I primi risultati del progetto SCRIPT, presentati il 7 settembre 2026 a Berna, mostrano un dato significativo: nei primi sei mesi l’accesso regolamentato non ha aumentato la frequenza di consumo, ma ha favorito l’adozione di modalità potenzialmente meno rischiose rispetto alla combustione.
Lo studio, condotto dalle Università di Berna e Lucerna, coinvolge 1.177 adulti che consumavano già cannabis regolarmente: 777 a Berna, 261 a Lucerna e 139 a Bienne. L’età media è di 34 anni. Non si tratta dunque di un esperimento aperto alla popolazione, né di una legalizzazione generalizzata: l’acquisto è consentito soltanto agli iscritti, in nove farmacie autorizzate.
Come funziona l’esperimento svizzero
SCRIPT utilizza un metodo particolarmente interessante: la sperimentazione controllata e randomizzata. I partecipanti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi, uno di 588 persone che poteva acquistare subito cannabis nelle farmacie e uno di 589 che, nei primi sei mesi, non aveva accesso ai prodotti sperimentali. Questo confronto permette di osservare differenze legate al nuovo sistema di distribuzione, limitando alcune distorsioni tipiche delle semplici indagini prima e dopo.

Le farmacie vendono infiorescenze, resine, liquidi da vaporizzare e tinture, realizzati per lo studio e sottoposti a controlli. Il personale offre anche informazioni su dosaggio, rischi del fumo e strategie di riduzione del danno. È un modello senza finalità di lucro, nel quale vendita e assistenza procedono insieme.
Meno combustione, senza aumento dei consumi
Il risultato più rilevante riguarda il modo di assumere cannabis. All’inizio, il 78% del gruppo con accesso alle farmacie dichiarava di consumarla esclusivamente fumandola. Sei mesi dopo questa quota era scesa al 58%. Nel gruppo di controllo, partito dall’82%, il cambiamento è stato invece modesto.
Una parte dei partecipanti ha iniziato a utilizzare vaporizzatori o prodotti orali; altri hanno affiancato queste opzioni al fumo, senza abbandonarlo completamente. È quindi scorretto interpretare il calo di venti punti percentuali come una pari riduzione delle persone che fumano in assoluto. La frequenza complessiva del consumo di cannabis, così come quella del tabacco, è rimasta sostanzialmente stabile nei due gruppi.
L’intervento sembra aver favorito anche la circolazione delle informazioni: il 71% dei partecipanti ha riferito di condividere con altre persone i consigli ricevuti nelle farmacie sulla riduzione dei rischi.
Prezzi, mercato illegale e qualità dei prodotti
Le infiorescenze rappresentano il 65% delle vendite, seguite dai liquidi per vaporizzazione (21%), dalle resine (11%) e dalle tinture (3%). I prezzi, leggermente superiori a quelli del mercato illegale, comprendono una tassa simulata destinata anche a finanziare la consulenza. Gli utenti più giovani risultano maggiormente critici verso il costo.
I giudizi raccolti sono generalmente favorevoli: i partecipanti apprezzano composizione dichiarata, qualità costante, discrezione e rapporto con il personale. Alcuni chiedono, però, un assortimento più ampio e consulenze maggiormente approfondite.
Il canale legale non ha però cancellato immediatamente gli acquisti clandestini: tra i partecipanti autorizzati, il 40% riferiva di aver fumato, nella settimana precedente alla visita di controllo, cannabis proveniente dal mercato illegale. La quota che aveva fumato prodotti dello studio era del 51%; le due percentuali possono sovrapporsi.
Un altro risultato evidenzia il problema delle informazioni sul prodotto. Su 127 campioni provenienti dal circuito illegale, nove hanno mostrato segnali della presenza di cannabinoidi sintetici. E, tra 69 campioni confrontati con le stime degli utilizzatori, soltanto uno aveva un contenuto di THC valutato correttamente.
Anche la sicurezza viene monitorata. Nei primi sei mesi sono stati registrati 51 eventi sanitari gravi in 45 persone, non necessariamente causati dalla cannabis; per uno di questi non è ancora possibile escludere un collegamento con l’intervento. È stato inoltre segnalato un episodio di rivendita non autorizzata di prodotti sperimentali.
I dati restano preliminari e non sono ancora stati sottoposti a revisione scientifica tra pari. Non dimostrano che qualunque forma di legalizzazione produca gli stessi effetti. Il progetto proseguirà con la distribuzione fino al 2028 e il monitoraggio fino al 2029: un percorso destinato ad alimentare, con evidenze verificabili, il dibattito svizzero sulla futura regolamentazione della cannabis.
Fonti e approfondimenti
- SCRIPT – Rapporto scientifico sui risultati intermedi (6 settembre 2026)
https://www.script-studie.ch/wp-content/uploads/2026/09/Bericht-SCRIPT-Zwischenergebnisse_V8_06.09.2026.pdf - SCRIPT – Risultati intermedi e approfondimenti della sperimentazione
https://www.script-studie.ch/zwischenergebnisse/ - Città di Berna – Comunicato ufficiale sui risultati della sperimentazione (7 settembre 2026)
https://www.bern.ch/mediencenter/medienmitteilungen/aktuell_ptk/cannabis-studie-regulierte-abgabe-beguenstigt-risikoaermeren-konsum - Ufficio federale della sanità pubblica svizzera – Scheda del progetto SCRIPT
https://www.bag.admin.ch/de/script-staedte-bern-biel-luzern

