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La Francia dice sì alla cannabis medica

In Francia la cannabis medica è legale, ma resta vincolata a un quadro normativo molto ristretto e selettivo. La legalizzazione dell’uso medico non ha comportato una liberalizzazione ampia come avvenuto in altri Paesi europei, ma si è limitata a un sistema sperimentale, avviato nel marzo 2021 sotto la supervisione dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza dei Medicinali (ANSM).

Questo programma pilota è stato pensato per offrire un’alternativa terapeutica solo a pazienti affetti da patologie gravi, come dolore cronico resistente ai farmaci tradizionali, sclerosi multipla, alcune forme di epilessia farmaco-resistenti, effetti collaterali da chemioterapia e situazioni in ambito di cure palliative.

Al termine della fase sperimentale, nel 2023, il governo ha avviato le discussioni per rendere permanente il sistema di accesso alla cannabis medica ed oggi si avvia verso la regolamentazione.

La prescrizione di cannabis terapeutica sarà consentita esclusivamente ai medici che abbiano completato una formazione specifica e ottenuto una certificazione. Il trattamento sarà destinato unicamente ai pazienti che non abbiano riscontrato benefici dalle terapie convenzionali e sarà limitato a precise condizioni cliniche sopra citate.

Tra le novità introdotte vi è anche l’inserimento della cannabis in forma di infiorescenza, che tuttavia non potrà essere fumata. Il suo utilizzo sarà consentito esclusivamente attraverso dispositivi di vaporizzazione a secco dotati di certificazione CE. Gli altri prodotti a base di cannabis, come oli e soluzioni sublinguali, saranno classificati in tre categorie in base al contenuto di cannabinoidi: a predominanza di THC, a profilo bilanciato e a predominanza di CBD.

Ogni prodotto dovrà essere a spettro completo (full spectrum), accompagnato da una dettagliata composizione che includa anche i cannabinoidi minori e i terpeni, con l’obiettivo di valorizzare la qualità e la competitività.

Il quadro normativo stabilisce inoltre un sistema di autorizzazioni temporanee all’immissione in commercio (ATU), supervisionato e rilasciato dall’ANSM. Le aziende che desiderano operare nel settore dovranno fornire periodicamente rapporti di sicurezza che attestino la conformità agli standard europei sulle buone pratiche di fabbricazione (EU-GMP). Per quanto riguarda la coltivazione, questa sarà permessa esclusivamente in ambienti chiusi o in serre non accessibili al pubblico, a tutela della sicurezza e della tracciabilità del prodotto.

Dopo mesi di incertezze, la Francia potrebbe diventare protagonista dell’ascesa della cannabis in Europa.

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