CANNABIS MEDICA – Un farmaco può essere regolarmente prescritto e, nello stesso momento, diventare difficile da reperire. È il rischio che si profila per migliaia di pazienti italiani dopo l’ennesimo capitolo della crisi Bedrocan: il 29 ottobre 2026 il tribunale di Roskilde ha dichiarato il fallimento di Bedrocan Danmark, società danese del gruppo specializzata nella produzione di cannabis per uso medico. Un evento che riduce ulteriormente le possibilità di garantire forniture stabili nel mercato europeo.
La società, con sede a Køge e 26 lavoratori secondo gli ultimi dati disponibili, era in ristrutturazione dal primo ottobre. La procedura avrebbe dovuto essere discussa nuovamente il 19 novembre; invece, il tribunale ne ha disposto la chiusura e ha nominato un curatore fallimentare. La controllata appartiene interamente a Bedrocan International, una delle due società olandesi dichiarate fallite il 7 ottobre insieme a Bedrocan Nederland.
Una crisi industriale aggravata dalle decisioni olandesi
A rendere particolarmente delicato il quadro non è soltanto il dissesto economico. Il modello con cui i Paesi Bassi hanno distribuito per anni la cannabis terapeutica è entrato in una fase di transizione normativa.
Dopo la scadenza del contratto tra Bedrocan e l’Ufficio olandese per la cannabis medica, il produttore ha perso un canale commerciale essenziale. Le regole che dovrebbero consentire vendite dirette non entreranno in vigore, secondo il calendario attuale, prima del luglio 2028.
Nel frattempo, lo stesso ufficio olandese ha programmato la conclusione delle esportazioni internazionali entro il 2026. Per i pazienti dei Paesi Bassi è stata predisposta una riserva sufficiente almeno fino alla metà del 2027, ma questa garanzia non equivale a un impegno sulle forniture destinate all’estero.
È qui che la vicenda industriale si trasforma in un problema sanitario europeo.
L’Italia rischia di perdere il suo principale fornitore
L’Italia è particolarmente esposta. Secondo le stime diffuse nel settore farmaceutico, oltre l’80% delle infiorescenze distribuite nelle farmacie italiane proviene dal canale olandese. A fronte di una richiesta nazionale quantificata in circa due o tre tonnellate annue, la produzione interna non copre il fabbisogno.
La perdita del secondo polo europeo del gruppo, quello danese, restringe ulteriormente le alternative a breve termine.
Le ripercussioni non riguardano soltanto i quantitativi disponibili. I pazienti seguono spesso terapie costruite su specifiche concentrazioni di THC e CBD, con preparazioni galeniche e dosaggi definiti dai medici.
La disponibilità di un prodotto diverso non significa quindi che la sostituzione possa avvenire automaticamente. La questione è ancora più sensibile quando si tratta di formulazioni ricche di CBD impiegate in percorsi terapeutici complessi, comprese alcune forme di epilessia farmacoresistente.
Le alternative spagnole e le possibilità di ripartenza
Qualche possibilità di diversificare gli approvvigionamenti arriva dalla Spagna. Materia Medica Processing ha ottenuto le autorizzazioni italiane per importare tre varietà prodotte da Linneo Health, con profili cannabinoidi differenti.
Le prime importazioni sono state effettuate a settembre. Si tratta di un’alternativa concreta, ma la sua capacità di rispondere alla domanda, la distribuzione effettiva e gli eventuali adattamenti terapeutici andranno valutati nel tempo.
Non è ancora possibile considerare definitivamente scomparsa Bedrocan. Il cofondatore Tjalling Erkelens ha segnalato l’elaborazione di un progetto di rilancio, mentre sono stati riferiti contatti con il curatore per le giacenze olandesi. Sono però ipotesi in discussione, non una ripartenza già assicurata.
Serve una soluzione strutturale per tutelare i pazienti
La domanda, dunque, non è soltanto chi prenderà il posto dell’azienda. È perché l’accesso a una terapia prescritta debba dipendere così fortemente dalle sorti di un fornitore estero.
Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale e Forum Droghe hanno chiesto un confronto urgente con istituzioni, professionisti e pazienti, oltre all’apertura alla produzione privata nazionale, al rafforzamento dello stabilimento militare di Firenze e all’istituzione di un’Agenzia dedicata alla cannabis medica.
Senza una programmazione più solida, questa crisi rischia di tradursi ancora una volta in un problema sulle spalle dei pazienti, costretti a fare i conti non soltanto con le proprie patologie, ma anche con l’incertezza sulla continuità delle cure.
Fonti e approfondimenti
- Statstidende – Provvedimenti del tribunale di Roskilde sul fallimento di Bedrocan Danmark
- Insolventietracker – Procedura fallimentare di Bedrocan International
- Bureau voor Medicinale Cannabis – Disponibilità della cannabis medica nei Paesi Bassi, 9 ottobre 2026
- Stenocare – Aggiornamento sulle future forniture di cannabis Bedrocan, 2 ottobre 2026
- Farmacista33, ripreso da Informatori.it – La crisi Bedrocan e il rischio per le farmacie italiane
- Cannabisindustrie – Il possibile rilancio di Bedrocan, 4 novembre 2026
- Associazione Luca Coscioni – Appello con Meglio Legale e Forum Droghe per garantire le forniture


