Dopo il fallimento di Bedrocan, un’altra azienda del mondo della canapa rischia di chiudere i battenti. Si tratta di SynBiotic SE, gruppo tedesco che per anni ha rappresentato una delle realtà più ambiziose nel mercato europeo della cannabis. Il 16 ottobre 2026 la società ha annunciato l’intenzione di chiedere al tribunale di Münster l’apertura di una procedura d’insolvenza, riconoscendo di non essere riuscita a reperire le risorse necessarie per proseguire normalmente la propria attività.
I due casi riguardano imprese e difficoltà differenti, ma arrivano a pochi giorni di distanza e mettono in evidenza quanto possa essere fragile anche un settore considerato in forte espansione. Nel caso di SynBiotic, tuttavia, non è ancora corretto parlare di chiusura definitiva: la stessa società prevede una prosecuzione iniziale delle attività con la possibile nomina di un amministratore provvisorio.
Da simbolo della crescita tedesca a gruppo in difficoltà
SynBiotic aveva costruito la propria identità riunendo sotto un’unica struttura aziende specializzate in canapa industriale, CBD, produzione, distribuzione e cannabis terapeutica. La strategia consisteva nell’acquisire imprese già operative per creare una filiera capace di seguire il prodotto dalla coltivazione fino al consumatore.
Un passaggio decisivo risale al 2021, quando il gruppo ha acquisito attività storiche legate all’imprenditore Daniel Kruse, tra cui Hanf Farm, Hempro International e Hemp Factory. Negli anni successivi sono arrivati nuovi progetti e investitori, mentre l’avvio della legalizzazione parziale della cannabis in Germania, nell’aprile 2024, sembrava offrire ulteriori opportunità.

Anche i ricavi lasciavano intravedere una crescita consistente: il fatturato consolidato è passato da circa 3,9 milioni di euro nel 2023 a 14,3 milioni nel 2024. Ma l’aumento delle vendite non significava che i conti fossero sani. Nello stesso esercizio, infatti, il gruppo registrava una perdita netta di circa 10,9 milioni di euro.
I bilanci raccontavano già una crisi profonda
La situazione della holding era ancora più delicata. Dai documenti contabili emerge che SynBiotic SE aveva chiuso il 2024 con appena 2.506 euro di disponibilità liquide, svalutazioni finanziarie superiori a 7 milioni e una perdita annuale di circa 9,1 milioni. Si tratta dei dati della società madre, che non devono essere confusi con la liquidità complessiva delle controllate.
Il segnale più allarmante è arrivato dai revisori Forvis Mazars: nel dicembre 2025 non hanno espresso un giudizio sul bilancio, perché non disponevano di elementi sufficienti per valutare le ipotesi utilizzate dall’azienda per sostenere la continuità operativa.
Già nell’ottobre 2025 il management aveva ridimensionato drasticamente le proprie aspettative. La previsione di ricavi annuali era scesa da 30 a 17 milioni di euro; al posto dell’utile atteso di 1,7 milioni compariva una perdita stimata di 1,5 milioni. Tra le cause indicate figuravano l’eccesso di prodotto sul mercato della cannabis medica, la pressione sui prezzi e l’incertezza normativa.
Una crisi che coinvolge l’intero gruppo
La ristrutturazione non è bastata a fermare le difficoltà. Nel 2025 Hempro International aveva annunciato l’intenzione di avviare una procedura d’insolvenza; a dicembre era toccato alla controllata austriaca Bushdoctor. Nel luglio 2026 anche SOLIDMIND Group e Lean Labs Pharma hanno comunicato l’intenzione di rivolgersi al tribunale, dopo il calo delle vendite di prodotti a base di CBD e canapa.
La direzione ha cercato di concentrare le risorse sulle attività ritenute strategiche, ma la ricerca di nuovi finanziamenti non ha dato risultati sufficienti. A complicare ulteriormente la situazione è stato il mancato consenso degli azionisti alla creazione di nuovo capitale autorizzato, che avrebbe consentito maggiore flessibilità nella raccolta di fondi.
La vicenda non dimostra che la legalizzazione abbia fallito né che la domanda di cannabis sia scomparsa. Mostra piuttosto come un mercato in evoluzione non garantisca automaticamente solidità a ogni impresa: crescere nei ricavi, acquisire marchi e occupare più segmenti non basta se mancano margini sostenibili e liquidità.
Ora sarà la procedura giudiziaria a stabilire quale futuro attenda SynBiotic e le sue attività. Per la filiera europea della canapa, dopo Bedrocan, è un secondo campanello d’allarme che merita attenzione.
Fonti e approfondimenti
- Spazio Canapa – Cannabis terapeutica, fallisce Bedrocan: forniture a rischio anche in Italia?
- SynBiotic SE – Comunicato ufficiale sull’insolvenza del 16 ottobre 2026
- Business of Cannabis – German Cannabis Pioneer SynBiotic SE Files For Insolvency
- SynBiotic SE – Bilancio societario 2024 e relazione dei revisori (PDF)
- MarketScreener – Bilancio consolidato SynBiotic 2024
- Börse Online – Revisione delle previsioni economiche 2025
- SynBiotic – Crisi di Hempro International
- SynBiotic – Insolvenza di SOLIDMIND Group e Lean Labs Pharma

