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Referendum cannabis: l’assurdo giudizio della corte

La Corte Costituzionale ha reso pubbliche le motivazioni con cui ha dichiarato inammissibile il referendum, un documento che tenta di giustificare ciò che appare ingiustificabile. Il quesito referendario viene bollato come “inidoneo, illusorio, fuorviante”, un giudizio severo che, tuttavia, non è supportato da solide argomentazioni giuridiche.

“È inammissibile il giudizio della Corte”, afferma Riccardo Magi, presidente di Più Europa, denunciando la comunicazione fuorviante della stessa Corte e del presidente Amato. Magi sottolinea come sia stata diffusa l’idea che il referendum avrebbe portato alla depenalizzazione delle “droghe pesanti” e che la cannabis non fosse coinvolta, quando invece le stesse motivazioni della Corte chiariscono che l’estrazione delle sostanze sarebbe rimasta punibile e che la cannabis era al centro del referendum.

Ma c’è di più. Pur affermando di non voler valutare la costituzionalità della normativa che ne sarebbe derivata, la Corte, di fatto, fa esattamente questo nella sentenza di inammissibilità. Dopo il clamore mediatico suscitato dall’annuncio in diretta TV del presidente Giuliano Amato, le motivazioni ufficiali confermano l’intento di bloccare il referendum.

Nei giorni successivi alla decisione, diversi costituzionalisti hanno evidenziato che una diversa interpretazione avrebbe potuto portare ad una conclusione opposta, rendendo il referendum ammissibile nel rispetto dell’articolo 75 della Costituzione.

Così stanno le cose: le istanze di 600mila cittadini, che chiedevano risposte concrete su un problema che la politica continua a ignorare, vengono messe da parte. Quello che invece sembra contare è il mercato: negli Stati Uniti, la legalizzazione ha creato oltre 400mila posti di lavoro, mentre in Italia il settore rimane nelle mani della criminalità organizzata.

Ora le speranze si concentrano sulla proposta di legge per l’autoproduzione di cannabis, ferma da mesi in Commissione Giustizia alla Camera. Alcuni politici hanno promesso di rilanciarla. A questo punto, è difficile crederci.

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