A Napoli, il 13 e 14 novembre 2026, la cannabis terapeutica sarà al centro di due giornate di confronto scientifico e professionale. L’Università degli Studi di Napoli Federico II organizza la terza edizione del convegno “Cannabis medica e preparazioni galeniche: aspetti formulativi, farmaceutici, clinici e normativi”, un appuntamento accreditato nell’ambito dell’Educazione continua in medicina (ECM). Accanto alle questioni cliniche e farmaceutiche, questa edizione porterà all’attenzione dei partecipanti un tema decisivo: quanto è realmente semplice, per un paziente italiano, ottenere con regolarità la terapia prescritta?
A rendere particolarmente attuale l’incontro sarà la presentazione del Cannabis Terapeutica Lab, il nuovo gruppo di lavoro promosso da LIPHE, acronimo di Logistica Integrata Pharma Healthcare, associazione che rappresenta imprese impegnate nella distribuzione e nei servizi per il settore sanitario. Il progetto sarà illustrato nel corso del convegno, con una presentazione indicata per il 14 novembre.
Un convegno tra preparazioni galeniche, clinica e norme
Il titolo dell’iniziativa universitaria riunisce quattro dimensioni che, nell’utilizzo medico della cannabis, non possono essere considerate separatamente. C’è il lavoro del medico, chiamato a valutare l’appropriatezza della prescrizione; quello del farmacista, che allestisce le preparazioni magistrali; ci sono gli standard di qualità delle materie prime e un quadro normativo che richiede competenze specifiche.
In Italia la cannabis può essere prescritta per determinati impieghi medici secondo le condizioni previste dalla normativa, generalmente quando i trattamenti convenzionali non hanno prodotto risultati adeguati. La galenica riveste quindi un ruolo concreto: le infiorescenze di grado farmaceutico vengono utilizzate nelle farmacie per realizzare preparazioni destinate a singoli pazienti, sulla base della prescrizione.
L’aggiornamento professionale, tuttavia, non basta quando la sostanza prescritta non è reperibile nei tempi necessari. Proprio su questo passaggio, spesso meno visibile rispetto al dibattito sull’efficacia dei cannabinoidi, si concentra l’iniziativa che verrà presentata a Napoli.
Un laboratorio per capire dove si interrompe la filiera
Il Cannabis Terapeutica Lab sarà coordinato da Alessandro Pastorino, consigliere LIPHE e general manager di Tilray Medical Italia. Il primo obiettivo non è annunciare nuove varietà o modifiche legislative, ma realizzare uno studio sulle condizioni effettive di distribuzione e accesso alla cannabis medica nelle diverse Regioni.
L’indagine prenderà in esame criticità organizzative, differenze territoriali e procedure che, dove funzionano, potrebbero essere riprodotte altrove. Il lavoro coinvolgerà competenze provenienti dalla logistica, dall’ambito scientifico, dalle istituzioni, dalle imprese e dal mondo associativo, con attenzione anche alle esperienze dei pazienti.
È una distinzione importante: disponibilità di cannabis sul mercato nazionale e accessibilità concreta della terapia non sono necessariamente la stessa cosa. Tra importazioni, distribuzione ai grossisti, approvvigionamento delle farmacie, prescrizioni e regole regionali esistono passaggi differenti. Una difficoltà in uno di essi può tradursi in attese, cambiamenti della preparazione o ricerca di una farmacia in grado di reperire il prodotto.
Secondo il Ministero della Salute, nel 2024 in Italia sono stati distribuiti complessivamente circa 1.695 chilogrammi di infiorescenze di cannabis a uso medico, contro circa 1.426 nel 2023. L’aumento dei quantitativi non dimostra, da solo, che le necessità di tutti i pazienti siano state soddisfatte: per valutarlo occorrono informazioni anche sui tempi, sulla continuità delle forniture e sulle differenze fra territori.
Dalla fotografia del problema alle possibili soluzioni
Per LIPHE, presieduta da Pierluigi Petrone, l’obiettivo è trasformare l’analisi in indicazioni operative utili a rendere l’accesso meno disomogeneo. Il progetto parte da un problema concreto: chi convive con dolore cronico, spasticità o altre condizioni per cui la cannabis può essere prescritta ha bisogno di un percorso terapeutico affidabile, non soltanto di una ricetta formalmente valida.
Resta naturalmente da capire quali dati saranno raccolti, con quale metodo e in quali tempi verranno pubblicati. Il laboratorio è stato annunciato, ma i risultati dell’indagine devono ancora arrivare. Sarà anche importante verificare quale spazio avranno le testimonianze dei pazienti e delle farmacie che incontrano quotidianamente i problemi di approvvigionamento.
Il convegno della Federico II offre così un’occasione per collegare due discussioni troppo spesso tenute distinte: quella sulla corretta preparazione e prescrizione dei medicinali a base di cannabis e quella sulla possibilità di riceverli davvero. Perché la qualità della cura dipende anche da ciò che accade dopo la prescrizione, lungo l’intera filiera che porta il trattamento fino al paziente.
Fonti e approfondimenti
- Pharmacy Scanner – Cannabis terapeutica, da LIPHE gruppo di lavoro per analizzare criticità della distribuzione – 1 novembre 2026.
- LIPHE / Socialfarma – Cannabis terapeutica, nasce il LAB di LIPHE: una mappa nazionale per garantire la continuità delle cure – 27 ottobre 2026.
- FarmaciaVirtuale – LIPHE, via al Cannabis Terapeutica Lab – 28 ottobre 2026.
- Ministero della Salute – La distribuzione della cannabis ad uso medico.
- Ministero della Salute – Uso medico della cannabis.


