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Zurigo prolunga il progetto pilota sulla cannabis: meno mercato nero più salute pubblica

A Zurigo la sperimentazione sulla cannabis non si ferma. Il programma Züri-Can, nato per testare la vendita controllata della sostanza, è stato prorogato fino al 2028. L’amministrazione comunale vuole capire se un mercato legale e trasparente possa davvero indebolire quello illegale, migliorare la tutela sanitaria e fornire dati concreti per una futura regolamentazione a livello nazionale.

Dopo poco più di un anno di attività, l’esperimento ha già raggiunto risultati significativi. Circa 2.300 cittadini hanno ottenuto l’autorizzazione ad acquistare cannabis in punti vendita dedicati, e il numero massimo consentito potrà presto arrivare a 3.000 partecipanti. Nel frattempo, le vendite hanno superato le 88.000 transazioni, equivalenti a 750 chili di prodotto e a milioni di franchi sottratti ai canali criminali. Per proseguire, la città ha deciso di investire altri 800.000 franchi, a conferma della volontà di fare del progetto un laboratorio di riferimento.

Non si tratta però solo di numeri. Al centro del programma c’è la salute dei consumatori: chi aderisce viene seguito con visite mediche, colloqui periodici e materiale informativo sui rischi legati al consumo. I dati raccolti mostrano che il tipico partecipante è un uomo tra i 28 e i 32 anni, ma gli organizzatori vogliono ampliare il campione includendo più donne e consumatori occasionali, per rendere la ricerca più rappresentativa.

Zurigo non è un caso isolato. Diverse città svizzere — Basilea, Berna, Losanna, Lucerna e Ginevra — stanno conducendo esperimenti simili, a testimonianza di un interesse diffuso per modelli alternativi di regolamentazione.

Intanto, anche Berna guarda avanti: la Commissione della salute del Consiglio nazionale ha già approvato una proposta di legge che legalizzerebbe la cannabis per gli adulti. Il testo prevede un sistema di licenze cantonali per i negozi e una piattaforma online gestita dallo Stato per la vendita digitale. La consultazione pubblica, avviata a fine agosto, rappresenta un passo decisivo, mentre il Parlamento ha prorogato di due anni il termine per discutere l’iniziativa.

La Svizzera, insomma, sembra decisa a non aspettare la fine degli esperimenti locali per voltare pagina: la legalizzazione della cannabis non è più un’ipotesi lontana, ma un progetto politico che prende forma tra i dati di laboratorio e le scelte pragmatiche delle sue città.

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