Pubblicità censurata sulla cannabis: il vero problema è un manifesto o un mercato in mano alle mafie? Un’analisi tra censura, politica e libertà di dibattito. (159 caratteri)
L'informazione
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Pubblicità censurata sulla cannabis: il vero problema è un manifesto o un mercato in mano alle mafie? Un’analisi tra censura, politica e libertà di dibattito. (159 caratteri)

La nostra presenza su Instagram è sempre stata il cuore pulsante di questa attività: una pagina con oltre 23.000 follower attivi e fino a 850.000 visualizzazioni al mese. Oggi ci troviamo di nuovo di fronte a una situazione paradossale: Instagram ha sospeso per la seconda volta in due mesi il nostro account, senza alcun avviso chiaro, senza motivazioni concrete, senza possibilità reale di dialogo.

Una coalizione composta da circa 80 organizzazioni internazionali, tra cui enti per la salute pubblica, associazioni di advocacy per la politica sulle droghe, gruppi per la riduzione del danno e sostenitori della libertà digitale, ha inviato una lettera aperta a Meta Platforms Inc., accusando l’azienda di ostacolare la libertà di espressione riguardo ai contenuti educativi e scientifici su cannabis, psichedelici e politiche di riduzione del danno.

Il presidente Nicco mette il bavaglio al MoVimento 5 Stelle e respinge il question time con cui si chiedono ristori immediati per le imprese, i lavoratori e le lavoratrici del settore della canapa, danneggiati dall’approvazione del dl sicurezza.”

Meta, la società madre di Facebook, Instagram e Threads, ha annunciato un’importante revisione delle sue politiche di moderazione dei contenuti, con cambiamenti che partiranno inizialmente negli Stati Uniti. Questo aggiornamento, comunicato dal CEO Mark Zuckerberg circa una settimana fa, promette di trasformare radicalmente il modo in cui i contenuti, come post e video, vengono moderati sulle piattaforme del gruppo, influenzando ciò che gli utenti vedranno nei loro feed.