ITALIA

Salute

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I recettori dei cannabinoidi si rivelano promettenti contro il cancro al seno

Un recente studio pubblicato su PLOS ONE ha analizzato gli effetti degli agonisti selettivi recettori cannabinoidi sulle cellule del cancro mammario triplo negativo (TNBC), in particolare sulla linea cellulare MDA-MB-231. 1 ricercatori hanno scoperto che una combinazione di agonisti recettori CB1 e CB2, in un rapporto 2:1, ha inibito significativamente la formazione di colonie e ha indotto l’arresto del ciclo cellulare in fase S in queste cellule tumorali.

Un nuovo studio conferma l’efficacia della cannabis contro la stanchezza

La sensazione di affaticamento è un fenomeno diffuso che può derivare da molteplici fattori, tra cui problemi di sonno, giornate lavorative intense o sforzi fisici prolungati. Tuttavia, esiste una condizione medica nota come “sindrome da stanchezza cronica (CFS)”, per la quale attualmente non esistono cure specifiche. In Italia, si stima che tra le 200.000 e le 300.000 persone siano affette da questa patologia, con una prevalenza maggiore tra le donne di età compresa tra i 40 e i 50 anni.

Formazione continua sulla cannabis terapeutica al personale sanitario

Promuovere un’adeguata formazione sull’utilizzo dei farmaci cannabinoidi per finalità terapeutiche da parte del personale dipendente o convenzionato del sistema sanitario regionale. Questo l’obiettivo della legge approvata in aula all’unanimità, illustrata dal presidente della commissione sanità Enrico Sostegni (Pd) e nata su proposta del consigliere Iacopo Melio (Pd).  “L’atto – spiega Sostegni – nasce da una precisa volontà di agevolare la conoscenza dell’uso dei farmaci cannabinoidi, introduce una norma sulla formazione continua del personale sanitario” e modifica la legge regionale 18 del 2012.

Università di Chicago: il CBD può bloccare l’infezione Covid-19 nelle cellule umane

Una ricerca dell’Università di Chicago ha rilevato che il CBD potrebbe inibire l’infezione da COVID-19 in cellule umane e topi. Tuttavia, gli autori sottolineano che questi effetti sono stati osservati solo con dosi elevate di CBD purificato, non con prodotti commerciali. Pertanto, l’uso di prodotti a base di CBD non è raccomandato per la prevenzione del COVID-19.

Alcuni principi attivi della cannabis bloccano l’infezione da Covid19

Una recente scoperta scientifica ha rivelato il potenziale della cannabis nella lotta contro il COVID-19. Ricercatori dell’Oregon State University hanno identificato due composti della cannabis, l’acido cannabigerolico (CBGA) e l’acido cannabidiolico (CBDA), in grado di legarsi alla proteina spike del coronavirus, impedendogli di infettare le cellule umane. Questa scoperta apre nuove prospettive per lo sviluppo di terapie antivirali.