Nuovo stop in Alto Adige al tentativo di modificare l’organizzazione dell’accesso ai farmaci cannabinoidi. La IV Commissione legislativa del Consiglio provinciale di Bolzano ha respinto il disegno di legge presentato da Franz Ploner e dagli altri consiglieri del Team K, dedicato alla prescrizione e alla somministrazione della cannabis terapeutica.
La proposta era stata rielaborata dopo una precedente discussione in Consiglio provinciale e puntava a intervenire non soltanto sulla disponibilità dei preparati, ma più in generale sull’organizzazione delle terapie: prescrizione, distribuzione, copertura dei costi, formazione del personale sanitario, monitoraggio dei pazienti e ricerca scientifica.
Team K: “Un’occasione persa per i pazienti”
Secondo il Team K, la bocciatura rappresenta un passo indietro per quei pazienti che utilizzano farmaci cannabinoidi nell’ambito della terapia del dolore, delle cure palliative e di alcune patologie neurologiche.
Ploner sostiene che il testo fosse stato modificato proprio per recepire alcune delle osservazioni emerse durante il precedente confronto politico. La maggioranza della commissione ha però ritenuto che non fosse necessario introdurre una nuova legge provinciale, considerando sufficiente il quadro normativo già esistente.

Ed è proprio su questo punto che si concentra lo scontro: da una parte chi ritiene necessario rendere più semplice e uniforme l’accesso alla cannabis terapeutica, dall’altra chi considera le procedure attuali adeguate e sufficientemente strutturate.
Federfarma: disponibilità migliorata rispetto agli anni scorsi
Un elemento importante riguarda la reperibilità dei medicinali.
Matteo Bonvicini, presidente di Federfarma Bolzano, ha spiegato che negli ultimi mesi la situazione dell’approvvigionamento sarebbe diventata molto più stabile rispetto al periodo dell’emergenza sanitaria e agli anni immediatamente successivi.
Secondo Bonvicini, nell’ultimo anno non si sarebbero verificati particolari problemi nel reperire i principali preparati prescritti, tra cui Bedrocan e Bediol.
Il presidente di Federfarma segnala inoltre un aumento significativo delle ricette, interpretato come il risultato di una crescente conoscenza della cannabis terapeutica da parte dei medici e di un utilizzo maggiore nei casi in cui le terapie convenzionali non garantiscono risultati sufficienti.
Disponibilità del prodotto, però, non significa necessariamente assenza di difficoltà nell’accesso alla terapia. Un paziente può trovare il medicinale in farmacia e allo stesso tempo incontrare ostacoli legati all’individuazione dello specialista, al piano terapeutico, alla prescrizione o alla continuità del trattamento.
Il nodo della prescrizione e del controllo specialistico
Tra le principali critiche rivolte alla proposta del Team K c’è quella avanzata da Fratelli d’Italia, secondo cui non sarebbe opportuno alleggerire ulteriormente le regole che disciplinano questi medicinali.
La posizione espressa in commissione è che i farmaci cannabinoidi debbano continuare a essere inseriti all’interno di percorsi terapeutici strutturati e supervisionati da professionisti, anche in considerazione dei possibili effetti indesiderati e della necessità di valutare attentamente ogni paziente.
Un punto, tuttavia, merita di essere precisato. Nel testo ufficiale del disegno di legge era previsto che anche il medico di medicina generale potesse prescrivere farmaci cannabinoidi, ma sulla base di un piano terapeutico elaborato da uno specialista autorizzato del servizio sanitario pubblico. Non si trattava quindi semplicemente di eliminare il ruolo dello specialista.
La proposta comprendeva inoltre misure riguardanti formazione sanitaria, ricerca, monitoraggio dell’approvvigionamento e raccolta di dati sui pazienti trattati.
Il vero confronto sembra dunque andare oltre la semplice domanda se la cannabis sia o meno disponibile nelle farmacie altoatesine. La questione riguarda soprattutto l’organizzazione complessiva dell’accesso alle cure.
Per comprendere se il sistema attuale sia realmente sufficiente servirebbero dati dettagliati sui tempi di accesso, sul numero dei pazienti trattati, sulle prescrizioni, sulla distribuzione territoriale dei professionisti autorizzati e sulla continuità delle terapie.
La bocciatura del ddl chiude per ora il percorso legislativo della proposta, ma non necessariamente il dibattito sulla cannabis terapeutica in Alto Adige.
Fonti e approfondimenti
Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano – IV Commissione legislativa
https://www.consiglio-bz.org/it/comunicati-stampa/iv-commissione-legislativa-esaminati-il-disegno-di-legge-sulla-somministrazione-di-farmaci-cannabinoidi-e-tre-richieste-di-audizione-260914Consiglio provinciale di Bolzano – Disegno di legge n. 72/26
https://www.consiglio-bz.org/it/atti-politici/802188Testo ufficiale del disegno di legge n. 72/26
https://api-idap.landtag-bz.org/doc/IDAP_802432.pdfProvincia autonoma di Bolzano – Cannabis terapeutica e Servizio sanitario provinciale
https://news.provincia.bz.it/it/news-archive/610704Il Dolomiti – Cannabis terapeutica, bocciato il ddl del Team K
https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/cannabis-terapeutica-bocciato-il-ddl-del-team-k-unoccasione-sprecata-federfarma-smentisce-forniture-stabili-e-ricette-in-aumento-non-si-registrano-problemi


