ITALIA
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Slitta l’approdo in aula del DDL sicurezza: sulla canapa l’Italia rischia la sua credibilità

Il DDL Sicurezza subirà un rinvio per quanto riguarda il suo approdo in aula a Palazzo Madama. Contrariamente a quanto ipotizzato la scorsa settimana da fonti parlamentari di maggioranza impegnate nell’esame del testo, il provvedimento non sarà discusso in assemblea intorno al 20 marzo, ma con ogni probabilità slitterà alla prima settimana di aprile.

L’obiettivo è arrivare al voto per il mandato al relatore entro il 25 marzo. Tuttavia, poiché dal 24 al 28 marzo l’attività dell’aula sarà sospesa per lasciare spazio ai lavori delle commissioni, la calendarizzazione del DDL in assemblea avverrà nella settimana successiva.

Nel frattempo, le commissioni 1a e 2a del Senato hanno proseguito l’esame del testo nella serata di mercoledì, dopo la conclusione dei lavori dell’aula, respingendo gli emendamenti relativi agli articoli 37 e 38. Resta ancora da sciogliere il nodo degli emendamenti accantonati all’articolo 31, che riguarda il potenziamento dei servizi segreti.

Il confronto politico rimane acceso, in particolare sulla questione della canapa, considerata da molti un settore con potenzialità economiche e benefici ambientali. Le decisioni sulle modalità e sui tempi di approvazione del provvedimento saranno definitive nelle prossime settimane.

Nel contempo, pochi giorni fa, si è tenuta la discussione sulla petizione europea promossa da Canapa Sativa Italia (CSI) e altre associazioni di settore. La petizione resterà aperta al dibattito in attesa delle motivazioni ufficiali del governo italiano, che la Commissione per le Petizioni richiederà formalmente attraverso una lettera.

Nel contesto del DDL Sicurezza, l’articolo 18, relativo alla regolamentazione della canapa industriale, espone l’Italia al rischio di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea e potrebbe compromettere la sua credibilità a livello internazionale.

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