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Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze cresce in qualità e innovazione

Il 5 settembre si è svolta una visita istituzionale allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze (SCFM), l’unico polo pubblico in Italia autorizzato alla produzione di cannabis a uso medico.

Mattia Cusani, Presidente di Canapa Sativa Italia e Direttore Generale di Cannabi Service, ha sottolineato l’importanza del ruolo che questa storica istituzione dello Stato sta assumendo.

Lo SCFM rappresenta un presidio nazionale dell’Agenzia Industrie Difesa: da 172 anni testimonia la capacità dello Stato di farsi carico direttamente di produzioni delicate e fondamentali. Cusani ha evidenziato come per troppo tempo si siano ascoltate critiche e pregiudizi: si diceva che lo Stabilimento non fosse in grado di rispondere ai bisogni, che i pazienti dovessero rivolgersi all’estero e che la qualità fosse prerogativa esclusiva dei mercati stranieri. Oggi, invece, la situazione sta cambiando.

Durante la visita, Cusani è stato accolto dal Comandante Colonnello Arcangelo Moro, che guida la struttura con autorevolezza e visione strategica. Ad accompagnarlo all’interno delle serre e dei reparti è stato il dott. Giorgio Faggiana, capo sezione Cannabis, che ha illustrato i processi produttivi, gli standard di qualità e i progetti futuri.

Laboratorio del SCFM

Cusani ha osservato come lo SCFM abbia già compiuto passi importanti sul fronte dell’organizzazione e della qualità. Lo dimostra il miglioramento del prodotto FM2, una varietà terapeutica a basso effetto psicoattivo (THC 5–8% e CBD 7,5–12%), oggi disponibile in una versione con caratteristiche organolettiche e standard qualitativi molto più elevati rispetto al passato. Un prodotto sicuro, tracciabile e affidabile, adatto alle esigenze terapeutiche dei pazienti.

Il riconoscimento di questi sforzi non è mancato: il 6 giugno 2025 la Regione Toscana ha conferito allo Stabilimento il prestigioso Pegaso d’Oro, massimo premio istituzionale regionale, come segno di gratitudine per il lavoro svolto nella ricerca e nella produzione farmaceutica, in particolare per la cura delle malattie rare.

Secondo Cusani, la vera rivoluzione arriverà ora su due fronti:

  1. Gli oli – attualmente in fase di sviluppo con processi naturali senza solventi, pensati per offrire stabilità, uniformità e continuità terapeutica.
  2. Le nuove genetiche – varietà moderne, con aromi e caratteristiche in linea con i migliori standard internazionali, capaci di garantire una qualità percepita più elevata e costanza nel tempo.

Cusani ha precisato che non si tratta di competizione con i privati, ma di un innalzamento generale degli standard. Lo SCFM, in quanto soggetto pubblico, ha il compito di dimostrare che processi seri e rigorosi fanno la differenza, fissando un livello qualitativo che potrà aprire spazi anche ai privati, secondo scelte politiche e regolatorie.

Mattia Cusani – Presidente di Canapa Sativa Italia e Direttore Generale di Cannabi Service

Un funzionamento efficiente dello Stabilimento, finanziato con risorse pubbliche, rappresenta infatti un vantaggio per tutti: riduce la dipendenza dalle importazioni, scongiura possibili carenze, rafforza il Servizio Sanitario Nazionale e offre ai pazienti un prodotto sicuro e accessibile. Ciò permette inoltre di contrastare il mercato nero, spesso caratterizzato da qualità incerta e rapporti prezzo/THC non affidabili.

Cusani ha aggiunto che l’Italia non deve puntare soltanto all’autosufficienza, ma anche a diventare un esportatore di qualità, rafforzando la propria sovranità sanitaria e valorizzando le competenze nazionali.

Ha concluso sottolineando come questo risultato non rappresenti il successo di pochi, ma di un’intera industria pubblica e di una scelta istituzionale lungimirante. CanabiService – ha ricordato – continuerà a fare la propria parte, raccogliendo i feedback dei pazienti e trasmettendoli alle istituzioni, affinché questo percorso non si interrompa ma diventi un modello stabile.

Secondo Cusani, siamo solo all’inizio, ma questa volta la direzione è chiara: l’Italia può e deve essere orgogliosa del suo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare.

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