La produzione regolamentata di cannabis nei Paesi Bassi continua a svilupparsi e vede tra i protagonisti Village Farms, azienda internazionale specializzata nelle coltivazioni in ambiente controllato. Con una capacità produttiva prevista superiore alle 10 tonnellate annue, il gruppo punta a diventare uno dei principali fornitori del programma olandese dedicato alla cannabis legale.
L’apertura del nuovo impianto di Groningen rappresenta un passo strategico per la società, già attiva nel settore agricolo con coltivazioni di ortaggi come pomodori e peperoni. Secondo il CEO Michael DeGiglio, il progetto rafforza un legame storico con l’Olanda: molte delle tecnologie utilizzate dall’azienda e una parte significativa del personale hanno infatti origini olandesi.
Un investimento multimilionario nel mercato olandese
Village Farms ha destinato circa 26 milioni di euro allo sviluppo delle proprie attività nei Paesi Bassi, con l’obiettivo di consolidare una presenza duratura nel mercato della cannabis destinata sia all’uso ricreativo sia a quello terapeutico. L’azienda auspica una collaborazione stabile con le istituzioni nazionali e con la rete dei coffeeshop coinvolti nel programma sperimentale.
La struttura di Groningen è stata progettata con tecnologie avanzate per il controllo climatico. Tra gli elementi distintivi figurano un grande impianto di refrigerazione installato sul tetto e sistemi che recuperano il calore prodotto per riscaldare gli ambienti di coltivazione. L’intero processo è stato sviluppato con il contributo di aziende specializzate provenienti dal settore orticolo olandese.
Il progetto sperimentale sulla cannabis controllata
La produzione di Village Farms rientra nell’ambito del programma governativo noto come “Closed Coffeeshop Chain Experiment”, avviato per creare una filiera legale e controllata della cannabis. Soltanto dieci operatori hanno ottenuto l’autorizzazione a coltivare e distribuire il prodotto ai coffeeshop dei comuni aderenti all’iniziativa.
Nonostante il progetto sia partito nel 2020, le prime consegne sono iniziate soltanto nel 2024. I ritardi sono stati causati principalmente dagli elevati investimenti richiesti per la realizzazione degli impianti e dalle difficoltà di accesso ai finanziamenti. Per questo motivo, diverse aziende nordamericane con una solida esperienza nel settore hanno trovato spazio nel programma olandese.
Dall’esperienza canadese alla produzione nei Paesi Bassi
Il Canada rappresenta oggi uno dei mercati più maturi per la cannabis regolamentata. Village Farms vi produce circa 150.000 chilogrammi di cannabis essiccata ogni anno, un’esperienza che l’azienda intende trasferire nei Paesi Bassi.
Secondo Orville Bovenschen, responsabile delle attività canadesi e della controllata olandese Leli Holland, il nuovo sito di Groningen dovrebbe raggiungere una produzione compresa tra 10.000 e 12.000 chilogrammi annui. A supporto dell’impianto opera già una struttura più piccola situata a Drachten.

Coltivazione ad alta tecnologia
L’impianto è stato progettato per garantire il massimo controllo sulle condizioni di crescita. Le aree produttive sono isolate, sigillate e sottoposte a rigorosi protocolli igienici per ridurre qualsiasi rischio di contaminazione.
Le colture vengono illuminate da sistemi LED ad alta intensità, in grado di fornire livelli luminosi molto superiori a quelli normalmente utilizzati nelle serre orticole tradizionali. Anche le temperature operative risultano più elevate, con valori che possono raggiungere i 29 gradi Celsius.
Prima dell’avvio a pieno regime, l’azienda sta conducendo una fase di test per verificare il corretto funzionamento di tutte le infrastrutture.
Un ciclo produttivo che supera cinque raccolti l’anno
La cannabis viene propagata attraverso talee prelevate da piante madri selezionate. In una prima fase le giovani piante crescono in piccoli blocchi di lana di roccia; successivamente vengono trasferite in supporti più grandi per favorirne lo sviluppo.
La coltivazione attraversa una fase vegetativa e una fase di fioritura. Quest’ultima viene indotta riducendo il numero di ore di luce giornaliere da 18 a 12. Dopo circa otto settimane di fioritura, le piante sono pronte per la raccolta.
L’intero ciclo dura mediamente tra dieci e dodici settimane, consentendo fino a cinque o sei raccolti all’anno.
L’importanza dell’essiccazione
Una volta raccolti, i fiori vengono trasferiti in ambienti dedicati all’essiccazione, dove temperatura e ventilazione sono attentamente monitorate. Questa fase è considerata cruciale perché influisce direttamente sulla conservazione dei cannabinoidi, come il THC, e sul profilo aromatico del prodotto finale.
Un controllo non corretto dei parametri di essiccazione può compromettere in modo significativo la qualità del raccolto, rendendo necessario un monitoraggio estremamente preciso.
La sfida futura: genetica e uniformità produttiva
Nonostante la rapida crescita del mercato mondiale della cannabis legale, il settore deve ancora affrontare importanti sfide legate all’uniformità delle varietà e all’efficienza produttiva.
Secondo Sonny Moerenhout, fondatore della società di ricerca e consulenza Cultivators, gran parte delle coltivazioni continua a basarsi sulla propagazione per talea. L’obiettivo futuro è sviluppare sementi ibride F1 stabili e uniformi, simili a quelle utilizzate nelle principali colture orticole.
L’impiego di semi geneticamente omogenei permetterebbe di ottenere produzioni più uniformi, ridurre il fabbisogno di manodopera e migliorare la qualità complessiva del prodotto.
Parallelamente, i programmi di miglioramento genetico stanno cercando di sviluppare varietà più compatte e veloci da coltivare. Ridurre il periodo di crescita vegetativa è infatti considerato uno dei fattori chiave per aumentare la produttività degli impianti e rendere più sostenibili gli investimenti nel settore della cannabis legale.

